La Russia demolisce una Repubblica Ceca invisibile

di Davide:

Russia – Repubblica Ceca 4-0 (1-0,0-0,3-0)

Cominciano i “veri” mondiali con il primo quarto di finale che mette di fronte i lanciatissimi russi padroni di casa, che sperano di onorare la ricorrenza del “giorno della Vittoria” contro i nazisti con l accesso alle semifinali, ad un Repubblica Ceca fino a qui abbastanza opaca ma sempre temibile. L’anno scorso a Riga furono proprio i cechi a estromettere nei quarti di finale i russi con un 4-3 all’overtime che aspetta di essere vendicato. Nella gabbia dei padroni di casa c’è il goalie del Kazan Aleksandr Eremenko in attesa dell’arrivo di Nabokov dagli USA per un’eventuale semifinale. Al primo power play, fuori Klesla per interference, uno spettacolare assist di Frolov con le spalle al compagno smarca Andrei Markov libero davanti alla porta di Cechmanek per l’1-0 dei russi che poi aumentano la pressione alla ricerca del raddoppio e Cechmanek è chiamato agli straordinari su Kovalchuck e sull’ispiratissimo Frolov. I cechi sono ingessati dalle numerose penalità e hanno una buona occasione con Irgl, l’anno scorso autore della rete che eliminò i russi, che non aggancia un bel passaggio di Michalek davanti a Eremenko, ma la coppia Frolov-Kovalchuck imperversa nella difesa dei cechi, risultando a tratti davvero immarcabile e l’ 1-0 con cui si chiude il primo periodo è un mezzo successo per i bianchi.

Il secondo periodo comincia ad un ritmo meno frenetico e tra i cechi cresce Balastik, anche se il primo pericolo è portato da una conclusione di Zinoviev su cui si allunga Cechmanek, che poi si deve ripetere su Radulov e Malkin. Viene annullato un goal di mano a Markov, ma ormai la tempesta russa contro la gabbia dell’eroico Cechmanek è ricominciata e il portierone ceco si supera su Kulemin, smarcato da un contropiede velocissimo di Ovechkin. I cechi cercano in tutti i modi di far calare il ritmo per non esporsi al micidiale gioco in velocità delle frecce russe, ma Malkin e Morozov sono abilissimi ad innescare i “corridori” Zaripov, Zinoviev, Kovalchuck e Ovechkin.
Il terzo periodo inizia con il colpo mortale per i cechi: dopo 23 secondi in PP, fuori Smid, Kovalchuck tira sulla balaustra alle spalle di Cechmanek, sul rimbalzo il più lesto di tutti è Malkin che deposita il disco in porta per l’estasi della Khodynka Arena. Nell’atmosfera generale da grande impresa i russi fanno quello che vogliono: Kharitonov si mangia il 3-0 appena dopo, Markov centra la traversa e Cajanek si getta in porta a respingere il colpo di Zinoviev che aveva superato anche il portiere. Quando Alexander Radulov segna il 3-0 alla fine di un’azione in cui i russi recuperano due volte il disco nel quarto ceco, l’arena sembra più uno stadio brasiliano e soprattutto gli avversari fanno la figura di una squadra di Prima Divisione, annichiliti dal ritmo dei russi, ma soprattutto senza una goccia di cattiveria agonistica. Eremenko si ricorda di essere in pista quando deve respingere un tiro del solito Irgl che innesca una mini-rissa che si conclude con 10 minuti inflitti a Cajanek. Durante questa superiorità, il pezzo più bella della gara: Malkin parte in velocità, supera Smid, finta sul portiere, aggira la gabbia e deposita in rete senza che Cechmanek abbia il tempo di capire come mai il wonder-boy di Pittsburgh si sia materializzato in una frazione di secondo dal lato opposto a dove era un attimo prima. Un goal stupendo, festeggiato un po’ provocatoriamente con una “sfilata” davanti alla panchina ceca. Si conclude la gara nel tripudio generale con Eremenko che salva su Sykora e Zidlicky in doppia inferiorità tra le ovazioni del pubblico e poi assiste alla scaramuccia scoppiata per uno sgambetto un po’ vigliacco di Emelin che si trasforma poi in una caccia a Malkin – raggiunto da Klesla – per l’esultanza provocatoria sul goal. Russia di corsa – in tutti i sensi – in semifinale, Repubblica Ceca a casa dopo un torneo davvero in tono minore. Migliori giocatori in pista: Rostislav Olesz e Aleksandr Eremenko.