Svezia – Russia: il commento

di Carlo Palazzolo

Svezia – Russia: 0:5 (0-0:0-3:0-2)

La Russia si riscatta subito dalla cocente sconfitta subita dalla Slovacchia infliggendo alla nazionale svedese un pesante passivo.
La squadra di Krikunov ha infatti giocato una partita perfetta senza commettere errori dando una lezione di hockey alla formzione delle tre corone incapace di opporre un’offensiva degna di tale nome. Solo alcune azioni personali che il golie Nabokov ha prontamente sventato. Parlermo ancora di questo portiere di San Jose che ha chiuso letteralmente la porta a Sundin e compagni.

L’inizio dell’incontro è in realtà di marca giallo blu, Prima Jonsson poi Tjarnqvist impegnano il golie russo che si fa trovare pronto. Due difensori, infatti la difesa guidata dall’immenso Gonchar ha tenuto sotto stretta sorveglianza gli avanti avversari.
Le folate offensive svedesi si concludono ben presto, Malkin infatti per ben due volte in rapida successione prova i riflessi di Lundqvist seguito dal compagno Kovalev.

Rispondono gli svedesi con Hannula ma la gestione del gioco rimane nelle stecche russe che orchestrano un gioco delizioso fatto di tecnica e velocità.
Afinogenov e Tyuitin hanno parecchie occasioni infilandosi nelle maglie difensive ma peccano in precisione al momento della conclusione.
La Svezia risponde con Zetteberg alla fine del periodo trovando Nabokov pronto alla parata.
L’occasione migliore però capita ancora alla formazione delle tre corone grazie al trio Jonsson, D. Sedin e Sundin ma in tutte le occasioni il portiere si fa trovare pronto.

Lo scampato pericolo da la sveglia ai russi che all’inizio del secondo periodo riprendono ad attaccare con maggior vigore me senza creare azioni pericolose. Ci pensa allora la Svezia che al quarto minuto con Sundin scende pericolosamente ma Nabokov è sempre reattivo. Passano due minuti ed è la volta di D. Sedin a tirare di prima intenzione ma ancora il golie gli nega la gioia del gol.

La Russia non ci stà ed infatti passa in situazione di superiorità grazie ad un’invenzione di Kovalev che letteralmente brucia Lundqvist. Il gol galvanizza la squadra che dopo due minuti trova il raddoppio grazie all’atro nascente Ovechkin lesto a raccogliere una corta respinta del portiere avversario dopo una forte conclusione di Yashin.

La Svezia cerca di reagire e di riportarsi sotto, prima Alfredsson poi Axelsson tentano la via del gol ma Nabokov appare insuperabile. La Russia rimane sorniona padrona del ghiaccio pronta a colpire nuovamente come accade al 38’58” grazie a Zhukov che – appena uscito dalla panca puniti e lasciato solo – ringrazia e si invola verso Lundqvist freddandolo per il tre a zero.

Il riposo prima del terzo periodo non porta buoni consigli alla Svezia che al rientro sul ghiaccio appare incapace di una reazione. Solo Sundin cerca di riportare la partita su binari più degni per i suoi colori ma il suo gol viene annullato per una carica sul golie.

La Svezia dell’ultimo drittel è tutta qua, il resto è solo Russia che mette sul ghiaccio del Palasport Olimpico tutta la propria tecnica. Il quarto gol è un tocco di bravura da parte di Kozlov che con un tiro di un estrema potenza e precisione strappa gli applausi degli 8.500 spettatori presenti. C’è ancora tempo per segnare a referto la quinta ed ultima marcatura da parte di Afinogenov che lasciato ancora una volta colpevolmente solo uscendo dalla panca puniti può arrotondare il bottino della propria squadra.

Un risultato dunque che non lascia dubbi sul ghiaccio con la Russia apparsa grande squadra, finalmente quadrata ed organizzata.