Nazionale: si dimette coach Mair. Le parole del Presidente Gios

Nella torrida estate italiana, il mondo hockeistico è squarciato da un fulmine a ciel sereno. Non è una tempesta meteorologica in arrivo quella che ha sorpreso addetti ai lavori e tifosi, ma le dimissioni inaspettate di Stefan Mair, ritenute irrevocabili dall’allenatore altoatesino, dalla guida della Nazionale italiana.

Dopo l’insediamento di Gios alla Presidenza della FISG nell’estate del 2014, una delle prime mosse del massimo rappresentante federale fu quella di ingaggiare Mair con il preciso compito di rivalutare i giocatori italiani in Nazionale, con un progetto a lungo termine, limitando l’utilizzo degli oriundi. L’Italia era appena retrocessa in 1a Divisione A al termine dei Mondiali di Top Division di Minsk, senza forzare le tappe nel 2016 l’Italia ottenne un’inaspettata promozione in Top Division con solo quattro “italos”; numero ulteriormente diminuito a due (Fredéric Cloutier e Giulio Scandella) lo scorso maggio.
Il gap tecnico con le Nazionali avversarie nel girone di Colonia e un pizzico di sfortuna hanno decretato la nuova retrocessione in 1a Divisione A, al tempo stesso hanno creato le prime crepe, rivelatasi insanabili fino alle ponderate dimissioni.

Andrea Gios


Sorpreso il Presidente della FISG Andrea Gios:

“Ci dispiace tantissimo che Mair abbia dato le dimissioni. Non è mai mancata la fiducia nei suoi confronti, tanto è vero che lo scorso inverno gli abbiamo rinnovato il contratto fino al termine del mio mandato, accettando incondizionatamente tutte le sue richieste. Né io, né altri rappresentati della Federazione abbiamo mancato di rispetto nei suoi confronti; ho sempre considerato il suo lavoro e la sua professionalità, perché ritengo che sia un grande professionista, una persona che ama l’hockey al quale pensa dalla mattina alla sera. Con lui avevamo impostato un programma a lungo termine, nel quale abbiamo sempre creduto, indipendentemente dai risultati ottenuti.
Nell’ambito nel progetto a lungo termine Mair ha avuto la massima autonomia, se non mi fidassi di una persona non gli lascerei tale libertà, sia nelle scelte tecniche, nelle scelte dello staff che nella programmazione delle attività. Se afferma che ventiquattro ore dopo i Mondiali ha ricevuto delle critiche, si riferisce evidentemente ad un email che gli ho inviato, con il quale affermavo che i Mondiali erano andati molto bene, ma c’erano degli spunti da valutare in futuro per migliorare il nostro hockey. Malgrado il risultato finale la Federazione ha elargito un premio ai giocatori riconoscendo l’impegno profuso.
Per il futuro, dato che siamo in scadenza di mandato, troveremo una soluzione tampone fino alla fine della stagione, se saremo rieletti cominceremo da capo con persone nuove che vogliano proseguire con il progetto”.