Gara cinque va ai magiari, per il Val Pusteria la serie è in salita.

Gara cinque va ai magiari, per il Val Pusteria la serie è in salita.

(MG) Il Val Pusteria perde gara 5 ed offre al Fehervar un “match point” da sfruttare – eventualmente – nella sfida di mercoledì sera a Brunico, dove, con una vittoria, avrà la possibilità di chiudere la serie a suo favore. Eppure, nonostante questo risultato negativo, dopo aver visto tutte le partite di questa serie, pensiamo che la sfida sia, tutt’altro che chiusa e che i Pusteresi abbiano confermato – anche stasera – di poter giocare alla pari con i più quotati avversari. Nella prima partita di questa serie che si conclude con un risultato dal divario superiore ad un gol, infatti, i padroni di casa, pur meritando la vittoria, hanno goduto di una serie di episodi che sono girati tutti a loro favore ed “al contrario” per la formazione di Vourinen. Facciamo riferimento, soprattutto, ai primi due gol ed alla mancata sanzione su “una stecca alta” con fuoriuscita di sangue, subita da Zac Sill; un fallo, purtroppo, non visto e non sanzionata dagli arbitri.

Nel primo tempo i Lupi, esaltati anche dalla rimonta in gara 4, giocano meglio dei padroni di casa e dopo aver buttato al vento diverse occasioni per mettere a referto il gol del vantaggio, subiscono la beffa del gol a 15 secondi dalla sirena. Definire la rete “rocambolesca” è fare un torto a “Messier Rocambole”. Il gol infatti, nasce da un tiro di Istvan Bartalis, che Smith riesce a ribattere ma non a bloccare. Il puck, impertinente, sbatte prima sul pattino di destra, poi su quello di sinistra di Bence Stipsicz e se ne va, beffardo in fondo al sacco. Succede così che il tempo, nel quale lo zero a zero stava stretto agli ospiti (12 tiri contro 10), si chiuda sul vantaggio dei padroni di casa. La seconda frazione di gioco inizia ancora nel segno della “Dea Bendata”. Jacob Smith va dietro alla porta per recuperare un disco e rimetterlo in gioco. Nel momento in cui sta recuperando la posizione a difesa della gabbia Wyatt Ege, scivolato nel tentativo di recuperare il puck, del tutto involontariamente, gli fa da ostacolo e Smith gli cade addosso, perde il bastone e non riesce a recuperare la posizione a difesa della porta. Ovviamente in tutto questo caos, per un cecchino come Timothy McGauley insaccare a porta vuota è facile come bere un bicchier d’acqua!!! Dopo questo colpo che avrebbe abbattuto un toro, il Val Pusteria, ha invece, il merito di non arrendersi. Prima Alex Petan fallisce il bersaglio con un tiro dalla blue, poi Messner si fa coraggio, emerge da dietro la porta avversaria e accorcia il punteggio sul 2-1 con una conclusione che passa tra il palo sinistro della gabbia e la gamba di Roy. Dopo la metà del tempo, i padroni di casa prendono il comando delle operazioni ed in meno di un minuto vanno a bersaglio due volte. Il 3:1 – anche paragonato alla “casualità” dei primi due – è davvero un bel gol. Lo segna Istvan Bartalis che gira dietro alla porta e nonostante il disperato tentativo di Ivan Althuber, si accentra e riesce a mirare con successo l’angolino alla sinistra di Smith. Il 4:1 arriva poco dopo; Magosi, nello slot, si fa padrone del disco che sbatte su entrambi i pattini di Jacob Smith (una maledizione stasera quella dei pattini?) senza che il goalie lo possa bloccare, e resta lì, aspettando che il magiaro, lo infili all’angolo destro, al di là della linea rossa.

Nel terzo drittel dopo il citato episodio della mancata sanzione sulla bastonata ricevuta da Sill, arriva anche il 5:1 per gli ungheresi. Al 48° Stanton viene mandato in “penalty box” e, in superiorità numerica, Timothy McGauley ha troppo spazio ed è in grado di poter mirare la porta, facendo in modo che suo tiro si infili a filo del primo palo. Ecco, sul 5:1 a 10 minuti dalla fine, la formazione soccombente avrebbe avuto anche “il diritto” di  … cedere le armi. Nessuno gliene avrebbe fatto una colpa, anzi, forse si sarebbe pensato che – in fondo – risparmiare energie per gara 6 non era una mossa tattica astrusa. Ma il Val Pusteria questi calcoli non li ha fatti! Ha continuato a giocare – dominando – di fatto il drittel e andando in gol 2 volte in cinque minuti e terminando il match giocando a “porta romana” nel terzo difensivo dei magiari. Le reti sono state (quasi) la fotocopia l’una dell’altra. Il 5:2 è arrivato su servizio di Akeson, per David Morley che ha insaccato con un “One Timer” sul primo palo. Il 5:3 è giunto su un altro passaggio smarcante di Akeson, sul quale, questa volta, Morley ha controllato il puck e mirato l’angolo più lontano che ha centrato con un preciso tiro raso ghiaccio. Coach Vourinen – a due minuti dal termine – ha tolto anche il portiere per un extra attacker, ma l’assedio finale non ha prodotto ulteriori variazioni sul risultato. La serie “gira” a favore del Fehervar ma non c’è tempo di fare previsioni ed alte elucubrazioni poiché si tornerà a giocare prestissimo, cioè tra meno di 48 ore, a piste invertite e noi saremo ancora lì per raccontarvi tutto ciò che succederà.

QF GARA 5 – Spettatori: 2,576 – SERIE: Hydro Fehervar AV19 – HC Val Pusteria: 3-2. [OT 3:2, 3:2, OT 3:4, 1:2, 5:3] – Tiri in porta: 32:36 (10:12 – 16:9 – 6:15)

Hydro Fehervar AV19 – HC Lupi Val Pusteria 5:3 (1:0, 3:1, 1:2)

1° arbitro: Patrick Fichtner; 2° arbitro: Tomas Hronsky –  Giudici di Linea: Oto Durmis e Daniel Konc.

Head Coach AVS: David KISS – Head Coach PUS: Kasper VUORINEN.

MARCATORI: 19:45 1:0  AVS Bence Stipsicz (Bartalis); 21:13 2:0 AVS Timothy McGauley; 24:33 2:1 PUS Joel Messner; 32:10 3:1 AVS Istvan Bartalis (Atkinson); 33:04 4:1 AVS Balint Magosi (Hari); 49:15 5:1 PP1 AVS Timothy McGauley; 52:41 5:2 PUS David Morley (Jason Akeson); 57:12 5:3 PUS David Morley (Jason Akeson).

Formazione del Val Pusteria: Smith (Bernard). Prima linea: Morley-Schofield-Akeson; Stanton-Messner; Seconda Linea: Andergassen- Frycklund- Petan; Kåsastul-Ege; Terza linea: Deluca Ivan-Sill-Mantinger; Glira-Atwal; Quarta linea: Catenacci- -Berger-Hasler Öhler Manuel– Althuber.

Formazione del Fehervar: Roy (Horvath). Prima linea: Magosi- Hari- Kuralt; Fournier- Campbell. Seconda Linea: Mihaly- Bartalis- Leavens; Stipsicz- Nilsson. Terza Linea: Atkinson- McGauley- Laberge; Robertson- Phillips; Quarta Linea: Ambrus Gergö- Nemeth- Terbocs; Kiss- Ambrus Csongor.

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