Quattro anni di squalifica alla Russia. Mondiali Top Division 2023 in pericolo?

Il Comitato esecutivo dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA), raccogliendo la raccomandazione dello scorso 25 novembre del Comitato indipendente di revisione della conformità, ha squalificato per quattro anni la Russia da tutti gli eventi internazionali, in seguito alla falsificazione da parte dell’Agenzia antidoping russa (RUSADA) dei dati di un laboratorio di Mosca e all’inosservanza dell’obbligo di fornire una copia autentica dei dati con la quale individuare e punire i 145 atleti dopati.

“La severa decisione odierna del Comitato Esecutivo dimostra la determinazione della WADA ad agire risolutamente di fronte alla crisi russa del doping – afferma Craig Reedie, Presidente dell’Agenzia mondiale antidoping –, grazie alla solida capacità investigativa dell’Agenzia, alla visione del Comitato indipendente di revisione della conformità e alla capacità recentemente acquisita dalla WADA di raccomandare sanzioni significative attraverso il Compliance Standard, entrato in vigore nell’aprile 2018. Insieme, questi punti di forza hanno permesso al Comitato Esecutivo di prendere le decisioni giuste al momento giusto.
Per troppo tempo, il doping russo si è sottratto allo sport pulito. La palese violazione da parte delle autorità russe delle condizioni di reintegrazione di RUSADA, approvata dal Comitato Esecutivo nel settembre 2018, ha richiesto una risposta forte. Questo è esattamente ciò che è stato consegnato oggi. Alla Russia è stata offerta ogni opportunità di mettere ordine in casa propria e di rientrare nella comunità globale antidoping per il bene dei suoi atleti e dell’integrità dello sport, ma ha scelto invece di continuare nella sua posizione di inganno e negazione. Di conseguenza, il Comitato Esecutivo della WADA ha risposto nei termini più forti possibili, proteggendo al contempo i diritti degli atleti russi che possono dimostrare di non essere stati coinvolti e di non aver beneficiato di questi atti fraudolenti”.

Tra le manifestazioni a cui la Russia non potrà prendere parte rientrano le Olimpiadi giovanili, in programma a gennaio a Losanna, quelle estive di Tokyo 2020 e quelle invernali di Pechino 2022 e i Mondiali. La pena prevede anche il divieto di organizzare manifestazioni internazionali sul suolo russo; sulla carta, quindi, i Mondiali di Top Division di hockey su ghiaccio del 2023 dovrebbero essere riassegnati; rimane aperto uno spiraglio, perché non è stata ancora stabilita la data in cui far scattare la squalifica. Se si dovesse applicare la retrodatazione e farla risalire a gennaio 2019, quando è stata riscontrata la violazione del laboratorio, la rassegna iridata sarebbe salva, al contrario, se dovesse partire dal 1° gennaio 2020, la IIHF dovrebbe prendere le contromisure nei prossimi Congressi.

La RUSADA ha ventuno giorni di tempo per predisporre un eventuale ricorso al Tribunale Arbitrale Internazionale dello Sport di Losanna. Qualora venisse confermata la squalifica, gli atleti che dimostreranno di non essere coinvolti nel doping potranno gareggiare sotto effigi neutrali.