Shay Stephenson torna a giocare in Norvegia

A Milano lo avevano soprannominato “Shirley Temple” per via della sua chioma di riccioli biondi. Shay Stephenson aveva spaccato la tifoseria rossoblu tra chi lo osannava per le gragnole di reti durante la stagione 2007/08 (45 punti, 25 gol e 20 assist, in 34 partite) e chi abituato bene da Di Canossa avrebbe preferito un bomber più “ordinato” e disciplinato. L’anno di Stephenson fu l’ultimo anno dell’epopea dei Vipers; dopo la serrata il 27enne di 193cm si trasferì in DEL per giocare con i Krefeld Pinguine e il suo bottino fu di soli 20 punti, 10 gol e 10 assist, in 57 partite tra regular season e play-off. Il canadese di Outlook tornò l’estate successiva in Nord America (da dove il Milano lo scovò) per rinforzare i Wranglers di Las Vegas. Nella città capitale del divertimento il buon Shay eguagliò solo il numero di minuti di penalità subiti l’anno prima (ben 76) e il suo score risultò ancora più basso. Tornò a fine stagione in Europa richiesto dal Vålerenga nel campionato GET-League norvegese. A Oslo la stella di Stephenson tornò a brillare ma nonostante i suoi 6 punti nelle ultime 7 partite di regular season, più i 12 (4+8) ai play-off, il Vålerenga perse la finale scudetto con lo Stavanger. Durante la stagione 2010-11 l’ex meneghino si prese un anno sabbatico dall’hockey pronto per ritornare più grintoso che mai. Forse troppo, perché il try-out offerto assieme al fratello Logan dalla slovena Jesenice (EBEL) s’è concluso malamente prima del tempo. Sul sito ufficiale il presidente Slavko Kanalec ha definito il comportamento dei 4 ribelli addirittura “inadeguato, arrogante, quasi brutale“.

Per cogliere la palla al balzo s’è rifatto sotto il Vålerenga che ha ingaggiato in blocco tre dei 4 dissidenti: Justin Donati e i fratelli Stephenson. I giocatori sono già in Norvegia.

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