H.C. Junior Milano Vipers: intervista telefonica a Matteo Molteni

di Filippo Restelli

HOCKEYTIME:”Iniziamo da un tuo commento sullo scudetto:ha un sapore particolare il quinto di fila?”

MATTEO MOLTENI:”Ogni scudetto ha il suo sapore. L’anno scorso per noi ad esempio fu relativo, parlo di me ed Andrea, visto il basso minutaggio. Certo è che vincere fa sempre piacere, ma in effetti dal primo scudetto ad oggi la gioia si è, come dire, evoluta:prima era una gioia passionale ed emotiva, oggi è come se fosse più razionale, siamo più consapevoli della nostra forza e quindi del perchè abbiamo vinto. Ripeto che comunque ognuno è stato bello ed importante.”

HT:”Secondo molti, anche tra gli avversari, un grosso punto di forza del Milano è stata proprio la terza linea di cui fai parte:parlaci di come ti trovi con tuo fratello e con Dino.”

MM:”Premetto che la terza linea non siamo solo noi tre, bisogna necessariamente considerare i terzini. E’ vero che noi tre la davanti siamo quelli “fissi”, ma la chimica della linea è data anche dai difensori, l’azione parte da li, non da noi. Con Justino gioco da sei anni, con mio fratello da sempre, Borgatello lo conoscevo dalla nazionale. Dino, poi, è di una generosità e di una visione di gioco veramente impagabili, impossibile non trovarsi bene con lui. Unendo tutti questi elementi, è venuto fuori il valore di questa linea. In attacco poi spesso riceviamo il contributo dei terzini quando si propongono in attacco. Soprattutto c’è da dire che ci divertiamo, anche per ogni piccola stupidata, e ciò e molto importante.”

HT:”Cambiando un attimo argomento, tu ed Andrea siete stati convocati in nazionale per i prossimi mondiali. Più la gioia o più il rammarico per Torino?”

MM:”Ci sono entrambi gli aspetti. Sono sicuramente contento perchè ciò è un coronamento della mia stagione che apprezzo, però c’è anche rammarico perchè credevo di far parte dei titolari anche a Torino, e non solo di essere una riserva, in fondo è stato pochi mesi fa. Resta comunque un premio per quanto ho espresso nel Milano.”

HT:”La formula di quest’anno ti è piaciuta?”

MM:”Orrenda. Già le Olimpiadi, ovviamente inevitabili, hanno tagliato a tutti le gambe, ed i nostri risultati lo dimostrano. C’era una voglia diversa di ricominciare, anche perchè durante Torino 2006 gli allenamenti venivano affrontati in maniera più blanda perchè sapevi che due giorni dopo non avresti avuto la partita di campionato. Poi il Master Round…la classica italianata. E’ giusto dare la possibilità a chi è indietro di rimediare, ma a metà stagione, non alla fine, se no tutto il lavoro fatto nella prima metà di stagione diventa inutile.”

HT:”Qual’è stato il miglior nuovo acquisto del Milano 2005/2006, a conti fatti?”

MM:”Diciamo che il più costante è stato certamente Borgatello, si è ambientato bene in dai primi mesi. Poi c’è da segnalare l’incredibile esplosione di Lysak ai playoff. Però credo che tutti alla fine vadano ricordati, sono stati tutti innesti di spessore. Quest’anno in particolare, poi, la differenza di livello tra noi e gli altri era inferiore che in passato, quindi credo che la differenza l’abbia fatta il gruppo. Quest’anno è stata una componente fondamentale, ci siamo frequentati moltissimo fuori dal ghiaccio, e stiamo continuando a farlo anche adesso che il campionato è finito.”

HT:”Fra qualche anno molti giocatori che adesso compongono lo “zoccolo duro” non giocheranno più, per motivi anagrafici, ma il successo dell’Under 26 potrebbe fornire alla prima squadra, nello stesso arco di tempo, un gruppo di giocatori già affiatati e che si conoscono bene. Cosa ne pensi?”

MM:”Sono d’accordissimo, è la base per il successo. Un esempio ci può venire da altri sport, dalla Juventus nel calcio:quando si ha a che fare con un team vincente, anche i nuovi arrivati diventano vincenti. E’ giusto che ci voglia uno zoccolo duro, un gruppo di senatori, e devono avere il compito di tramandare determinati valori, facendo capire come si vince. Sono molto ottimista, da questo punto di vista, per la nostra under 26.”

HT:”Per finire, chi è stato quest’anno l’avversario più forte, come giocatore?”

MM:”Premetto che mi aspettavo di più dal Cortina quest’anno, ed invece mi ha deluso, in particolare Gravel. L’anno scorso non abbiamo mai vinto, mentre quest’anno abbiamo spesso portato a casa il bottino pieno. Invece mi ha ben impressionato Groeneveld, mentre Szuper si è espresso alla grande soprattutto all’inizio per poi calare. Parlo dei portieri, inizialmente, perchè lo considero importantissimo per tutta la squadra. Poi sicuramente uno che ci ha messo in difficoltà è stato Rymsha, così come tutta la prima linea dell’Alleghe. Rispetto a Renon ed Alleghe credo che siamo emersi grazie alla nostra maggior esperienza.”

Si ringraziano l’H.C.J. Milano Vipers ed il giocatore per la disponibilità.

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