L’estate calda dell’hockey tedesco

di Davide:

il campionato è ormai alle porte – la prima giornata è in programma l’8-9 settembre – ma questa è stata davvero un’estate bollente per tutto l’hockey tedesco.
La bella stagione si è aperta con il disastroso mondiale austriaco conclusosi con la clamorosa e traumatica retrocessione della nazionale, arrivata a Vienna con ambizioni non nascoste di semifinali. Invece l’hockey tedesco si è risvegliato in prima divisione: una mazzata terribile per tutto l’ambiente…ma i problemi erano appena cominciati. In coda ai mondiali c’è stato il pasticcio Greg Poss, con il coach del Nationalmannschaft prima licenziato in tronco e sostituito dall’ex giocatore dei Detroit Red Wings Uwe Krupp, poi riassunto in tutta fretta dalla federazione, accortasi della sostanziosa penale che avrebbe dovuto pagare all’ex trainer del Norimberga, con il povero Krupp retrocesso al ruolo di assistente.
Sul fronte interno, l’annuale riunione dei club che compongono la DEL, tenutasi a fine giugno, si è rivelata una polveriera: i teams hanno infatti dapprima votato la retrocessione in Bundesliga del Wolfsburg, salvatosi ai playout dopo una serie drammatica conclusasi alla settima partita contro i Kassel Huskies. Motivo della decisione: il mancato adeguamento dell’arena agli standard richiesti dalla DEL. Il Wolfsburg aveva ottenuto una deroga nella stagione passata, in quanto neo-promosso e perchè aveva assicurato che la nuova Eisarena sarebbe stata pronta per la stagione 2005-06, ma ritardi nei lavori hanno fatto slittare l’apertura a gennaio 2006, per cui il club ha richiesto un’estensione della proroga per i mesi settembre-dicembre. Richiesta bocciata con inaspettata severità dagli altri club e c’è chi ha visto in questa "condanna" una vendetta per la campagna acquisti fatta a suon di ingaggi milionari (il Wolfsburg può contare sui soldi della Wolkswagen) che ha avuto come conseguenza un generale innalzamento degli ingaggi ed anche un inaspettato salvagente gettato a Kassel, una delle squadre fondatrici della DEL, inaspettatamente retrocessa, che rimane così nella massima serie.
Proprio la retrocessione degli Huskies,piazza storica dell’hockey tedesco, ha "dato il la" ad un’altra decisione che ha scatenato vementi proteste.
La DEL ha infatti deciso di cancellare il sistema di promozioni/retrocessioni a partire dalla stagione 2006-07, nonostante un sondaggio, promosso dalla DEL stessa, avesse espresso la contrarietà dei tifosi per il 93% e soprattutto a dispetto delle durissime proteste dei clubs delle serie minori che non hanno usato giri di parole per esprimere i loro timori: "Con questa decisione il futuro della Bundesliga e dell’Oberliga (rispettivamente seconda e terza divisione ndr) è segnato: tifosi e investitori non avranno più nessun interesse nel seguire dei campionati minori. La DEB (federazione tedesca da cui la DEL è indipendente ndr) dovrebbe dichiarare la DEL fuorilegge"
Eppure, ironicamente, è proprio per preservare gli investitori che questa decisione è stata presa: i club vogliono evitare una retrocessione che abbia effetti devastanti sulle entrate. Gli sponsor che investono, soprattutto nella costruzione di nuovi impianti, vogliono avere la certezza che questi siano usati ad alto livello. E’ la cosiddetta "Planungsicherheit" (sicurezza nel progettare) un vocabolo spesso ripetuto dai presidenti della DEL, diventato una sorta di bestemmia alle orecchie dei tifosi che devono però rassegnarsi: business is business

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