Milano – Cortina: la presentazione della sfida scudetto

di Diego Frigeri:

Dopo 37 anni Milano-Cortina torna ad essere la finale del massimo campionato di hockey su ghiaccio.
I rossoblù allenati da coach Adolf Insam e gli scoiattoli ampezzani incroceranno le stecche a partire da sabato 19 marzo, rinverdendo i fasti delle grandi battaglie che caratterizzarono l’hockey nostrano negli anni 50 e 60;
Epilogo del campionato, dunque, che porrà di fronte le due squadre dominatrici della regular season, squadre che nei play-off hanno ampiamente legittimato il diritto di giocarsi il tricolore con ottime prestazioni, dimostrando di possedere un grande potenziale.
Il percorso verso la finale è stato certamente più difficile per la squadra ampezzana, che è riuscita a superare il Renon non senza difficoltà nei quarti di finale: ci sono voluti infatti 6 incontri per avere ragione del fortino difensivo preparato da coach Doug Mckay, che, nonostante le magie offensive di Ryan Malone e le prestazioni eccelse del goalie ex Providence Bruins Jeff Maund, non ha retto contro la maggior classe di Cullen e compagni.
In semifinale il Cortina ha battuto l’Asiago, riuscendo a chiudere la contesa in 5 matches comunque molto tirati.
La differenza l’ha fatta, oltre all’esperienza e la classe di François Gravel, la grande organizzazione di gioco e la disciplina tattica del team allenato da Nilsson, mentre l’Asiago, nonostante un roster di prim’ordine, ha palesato evidenti limiti organizzativi nella costruzione del gioco che hanno esposto gli stellati al pericolosissimo contropiede bianco-blù.
Certamente più agevole il cammino del Milano, che ha eliminato per 4-0 il Val Pusteria nei quarti di finale senza troppi problemi, ed ha regolato con lo stesso punteggio il Bolzano in semifinale, dove i vipers, dopo aver dominato gara 1 grazie ad una fantastica prova delle prime due linee d’attacco ed aver avuto la meglio dei biancorossi in gara 2 solamente ai rigori, dopo una partita equilibrata e dall’esito incerto, hanno virtualmente chiuso il discorso qualificazione in gara 3, vincendo nel catino infuocato dell’Agorà, nonostante la grande reazione d’orgoglio del Bolzano nel terzo periodo; gara 4 è rimasta sui binari dell’equilibrio fino a metà del secondo periodo, quando la forza d’urto degli avanti rosso-blù e le incertezze difensive di Muzzatti e del reparto arretrato della squadra del presidente Knoll, hanno ufficialmente regalato la quinta finale negli ultimi 5 anni alla compagine meneghina.
Il copione degli incontri non dovrebbe differenziarsi molto da quello scritto dai due teams in regular season(quando le due squadre si diviserò equamente punti e vittorie): il Cortina cercherà, grazie al suo ottimo forechecking in zona neutra, di impedire la costruzione di nitide trame offensive, tentando di ripartire in contropiede per sfruttare la prolificità e la velocità della linea Cullen-Strom-De Bettin, il pattinaggio dell’instancabile "Duracell" Pettersson, ed il senso del goal del gigante svedese ex Bjorkloven Johan Boman.
Le vipere proveranno fin da subito a mettere sotto pressione la retroguardia degli scoiattoli, aggredendo l’avversario e tentando di far valere l’abilità di molti rosso-blù in balaustra: proprio in questa situazione del gioco(dove spesso il Milano esce con il disco sulla stecca), la conseguente capacità di gestione del puck nel terzo avversario e, non ultimi, i perfetti blocchi messi a punto da coach Insam, producono molte delle occasioni dei milanesi.
Difficile fare pronostici: come spesso accade nei play-off, saranno fondamentali le prestazioni dei due portieri, la capacità delle due squadre di gestire al meglio le fasi di superiorità ed inferiorità numerica e l’abilità nello sfruttare i singoli episodi.
In ogni caso sarà un grande spettacolo di hockey, e, come si è soliti dire in queste occasioni, che vinca il migliore.

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