ICE SLEDGE HOCKEY.

di Francesco.

L’hockey su slitta è la versione dell’hockey ghiaccio praticato dai disabili con problemi agli arti inferiori.
La prima dimostrazione ufficiale risale al 1988 ai giochi invernali disputati a Innsbruck, il debutto ai giochi paraolimpici avvenne a Lillehammer nel 1994 per poi diventare una delle discipline con maggior affluenza di pubblico.
Come nell’hockey ghiaccio le squadre sono composte da 5 giocatori di movimento più il portiere, anche le regole sono similari come il fuori gioco, la liberazione vietata e le penalità, una partita dura tre periodi da 15 minuti. Le squadre al massimo possono essere composte da 15 giocatori, solitamente sono formate da due linee più il portiere di riserva, il cambio di linee viene effettuato come nell’hockey ghiaccio sia durante un’azione che a gioco fermo, quando la panchina o il box penalità sono inaccessibili i giocatori si dispongono sul ghiaccio a bordo pista dietro delle protezioni.

L’equipaggiamento è composto dal caschetto con griglia e da varie protezioni per il corpo come gomitiere, paraspalle, gambe, piedi e collo. La slitta e fatta in alluminio o d’acciaio, la lunghezza varia in base all’altezza del giocatore, il sedile è di plastica e abitualmente fatto su misura. La slitta poggia su due lamine nella zona postieriore della slitta collocate in modo tale da permettere il passaggio del puck tra di loro, e su un maniccotto in quella anteriore. Gli arti inferiori poggiano sul corpo della slitta e vengono utilizzati nastri per mantenerne la giusta posizione. Vengono utilizzate due stecche, lunghe circa la metà di quelle da hockey ghiaccio, con ad un estremo la paletta per tirare ed all’altro un piccolo rampone per fare presa sul ghiaccio e così spingersi. A livello internazionale le formazioni più quotate sono la Norvegia, il Canada, la Svezia e gli Stati Uniti,
per quanto riguarda l’Italia il movimento del sledge hockey sta muovendo i primi passi, l’obiettivo della Federazione Italiana Sport Disabili è la creazione di una rappresentativa nazionale per le paraolimpiadi di Torino 2006. Tra i promotori del progetto c’è il presidente della federazione, Luca Pancaldi rimasto colpito da questo gioco veloce ed emozionante dopo aver visto la finale dei giochi invernali disputati a Salt Lake City, a cui hanno assistito circa diecimila spettatori.
Il primo passo è stato quello di sondare a livello nazionale la quantità e la disponibilità di atleti interessati alla disciplina, successivamente si sono organizzati dei raduni, reperite le attrezzature e nominato un allenatore.
Il coach scelto è Andrea Chiarotti ex giocatore del HC Valpellice succesivamente allenatore della stessa squadra, poi aiuto allenatore del Torino-Valpe e coach della rappresentativa nazionale under 16.
Il primo raduno, svolto a Varese nel febbraio dello scorso anno, è servito ai circa venti partecipanti per prendere confidenza con le attrezzature, i due successivi incontri, Torino e Brunico, hanno visto maggior partecipazione
e miglioramenti dal punto di vista del gioco. Attualmente sono tre le rappresentative che regolarmente si allenano e hanno raggiunto un buon livello e sono quella dell’Alto Adige, della Lombardia e del Piemonte.
Le varie formazioni sono composte da atleti che arrivano da altre discipline come il ciclismo, l’atletica, lo sci ed il basket, quest’ultimi favoriti in quanto praticando già uno sport di squadra hanno una migliore visione di gioco.
Tra gli atleti troviamo personaggi già famosi come Roland Ruepp plurimedagliato alle paraolimpiadi di Salt Lake City
nello sci nordico e adesso giocatore dell’Alto Adige, nella squadra lombarda gioca Marco Re Calegari nazionale azzurro di atletica e lo stesso Chiarotti facente parte della rappresentativa del Piemonte.
Il 3 e 4 aprile scorso le tre formazioni si sono sfidate a Varese nel primo torneo nazionale, la vittoria è andata alla rappresentativa della Lombardia detta anche Armata Brancaleone visti i scarsi mezzi economici e materiali
di cui dispongono. Questo torneo è servito anche per mettere in chiaro regole, penalità e scorrettezze varie, anche grazie all’aiuto degli arbitri, per così eliminare in partenza errori difficilmente correggibili nel proseguimento della preparazione. Il prossimo appuntamento si terrà a Torino con la sfida tra il Piemonte e la Lombardia, a livello internazionale dal 17 aprile si disputano i mondiali in Svezia, oltre ai padroni di casa si contenderanno il titolo la Norvegia, il Canada, gli Stati Uniti, il Giappone, l’Estonia e la Gran Bretagna.
Nei prossimi mesi coach Chiarotti selezionerà i migliori giocatori italiani per così disputare tornei internazionali a cui spera di partecipare, se le regole internazionali lo permettono, nel doppio ruolo di giocatore-allenatore, inoltre dall’anno prossimo dovrebbe partire il campionato per adesso a quattro squadre, due dell’Alto Adige, Lombardia e Piemonte, si spera che riesca a fare diffondersi, facendo presa sul pubblico.
E’ uno sport tecnico, con continui ribaltamenti di gioco e azioni emozionanti, che richiede oltre a molta fatica fisica un grosso impegno mentale.

Si ringrazia Andrea Chiarotti per la disponibità.

A breve nella sezione gallery le foto relative al primo torneo nazionale.

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