Continental Cup: Nitra e Asiago conquistano il pass per le finali

Guardando la classifica finale delle semifinali giocate a Nitra sembrerebbe che il girone sia stato piuttosto facile per le due qualificate, Nitra e Asiago. In realtà tutte le gare, tranne forse l’ultima tra gli stellati ed il già eliminato Kremenchuk, sono state molto combattute, anche al di là del risultato finale.

La gara iniziale tra Unia Oswiecim e Kremenchuk si è risolta a favore dei polacchi solo nei minuti finali dopo essere rimasta a lungo in bilico grazie alla fisicità degli ucraini, tutti eccellenti pattinatori, tra i quali spiccano i nomi del capitano Vitali Lyalka, decisamente di un livello superiore ai compagni, che l’anno scorso ha giocato proprio nel  campionato slovacco e del portiere Eduard Zakharchenko, visto qualche stagione fa a Fassa, vero baluardo, capace di tenere in partita la squadra quando le energie cominciavano a consumarsi. Questo è stato il limite degli ucraini, la cui presenza in Slovacchia è già un mezzo miracolo, considerata la situazione politica in patria, dove la federazione, tra mille difficoltà, è riuscita comunque a far partire il campionato, giocato solo a Kyiv e Kalush, senza spettatori e con tre partite interrotte per allarmi aerei.

Dopo l’esordio, in un’arena che non è mai stata esaurita, contro l’Asiago, il Nitra ha a sua volta faticato non poco ad avere ragione del Kremenchuk, con gli ucraini capaci di rimontare tre volte, prima di arrendersi ad un evidente calo mentale una volta subito il quarto gol nella parte finale dell’ultimo periodo Nel roster dei vice campioni di Slovacchia, più che l’atteso Adam Sykora, draftato dai Rangers e rimandato dopo l’estate a Nitra per maturare, ha lasciato il segno l’attaccante Josef Balaz, 23enne, cresciuto in Cechia dove era tornato dopo l’ottima stagione a Nitra lo scorso anno, ma la cui esperienza al Karlovy Vary si è conclusa anzitempo, col giocatore che ha rescisso il contratto per il poco icetime a disposizione. Attaccante rapido e tecnico, a cui manca qualche chilo per fare il salto di qualità definitivo, è stato nominato miglior attaccante della competizione. Accanto a lui il premio di miglior difensore è andato al monumento Branislav Mezei, nato e cresciuto a Nitra, dove è tornato nel 2015 dopo 240 partite in NHL e poche meno in KHL. Anche sul ghiaccio della Continental ha dimostrato il carisma e l’esperienza nel guidare la squadra.

Se il Nitra ha confermato il favoritismo della vigilia ed il Kremenchuk ha lasciato un’ottima impressione, la palma di delusione non può che andare all’Unia Oswiecim, arrivato in Slovacchia con quasi 1000 tifosi al seguito, la maggior parte presenti però solo la domenica per il duello col Nitra, deciso a conquistare un posto nelle Superfinals, forte di una prima posizione in campionato e di un roster molto competitivo sulla carta. La truppa del coach sloveno Nik Zupancic, superato con difficoltà il Krememchuk, ha invece sbagliato completamente la gara con l’Asiago, dove una serie di errori individuali hanno determinato la sconfitta, poi rivelatasi decisiva. La buona prova contro il Nitra, in una gara da vincere assolutamente e tutto sommato persa immeritatamente, con i complimenti del coach slovacco che ha sottolineato come l’Unia potrebbe benissimo giocare in Extraliga per il livello messo in mostra, non cancella un torneo giocato al di sotto delle possibilità.

Risultati: Unia Oswiecim (POL) – Kremenchuk (UKR) 4-2 (0-1; 1-0; 3-1); Nitra (SVK) – Asiago (ITA) 5-2 (3-0; 1-2; 1-0); Asiago (ITA) – Unia Oswiecim (POL) 4-3 (1-1; 2-0; 1-2); Nitra (SVK) – Kremenchuk (UKR) 7-3 (2-1; 1-1; 4-1); Kremenchuk (UKR) – Asiago (ITA) 0-5 (0-2; 0-2; 0-1); Unia Oswiecom (POL) – Nitra (SVK) 1-2 (0-0; 1-1; 0-1)
Classifica: Nitra (SVK) p.ti 9; Asiago (ITA) p.ti 6; Unia Oswiecim (POL) p.ti 3; Kremenchuk (UKR) p.ti 0

Foto credit: Serena Fantini

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