Armin Hofer: un raro esempio di fedeltà alla maglia.

All’indomani della sua – ufficiale – conferma; dopo che nonostante i pressanti impegni di lavoro, ha ribadito la sua ferma volontà di voler difendere – ancora una volta – i colori del “suo” Val Pusteria, abbiamo sentito il dovere di intervistare Armin Hofer per porgli alcune domande.

Ciao Armin, Io ti seguo, sportivamente, da molti anni, e in primis, vorrei sapere da te cosa si prova, ad iniziare il diciottesimo campionato consecutivo con i colori della stessa maglia che sono poi i colori della città in cui sei nato e cresciuto.

Ciao Massimo! Mi sento molto fortunato ad avere tra la famiglia, il datore di lavoro e la società di Hockey, tanta gente, intorno a me, che capisce e accetta la passione che ho per questo sport e per questa maglia e mi permette di proseguire la mia carriera sportiva.

Puoi descrivere, a tutti noi, quale sono le ragioni e le fonti di questo indissolubile amore tra te – Brunico – e la società Hockeystica del Val Pusteria?

Sono molto grato alla società dell’HCP per aver puntato su di me da giovane, per avermi dato la possibilità di crescere, come giocatore e come persona, nel corso della mia carriera. La fiducia da parte della società, dei tifosi e dei compagni di squadra che ho sentito e che sto ancora sentendo è la ragione principale per la quale l’HCP rimarrà sempre la mia squadra di cuore. Poi sicuramene anche il fatto di avere la possibilità di combinare famiglia, sport e lavoro, per me, è indubbiamente un motivo importante per giocare a Brunico.

Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza agonistica?

Mi aspetto un campionato di un livello molto alto. Saremo una squadra con tanti giocatori nuovi e la sfida più grande sarà di formare un gruppo nel quale tutti i membri capiscano e accettino i propri ruoli e contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi.

Tu, come atleta, hai indossato la stessa maglia per tutta la carriera sportiva. In un mondo di professionismo sfrenato puoi essere, tranquillamente, considerato una vera e propria “rarità”. Dopo questa premessa volevo chiederti se riesci già ad immaginare cosa proverai alla prima uscita ufficiale nel nuovo campionato e nel nuovissimo palaghiaccio?

Cercherò di godere questi momenti visto che mi sento veramente fortunato ad avere la possibilità di vivere queste esperienze.

 

Io ti seguo sportivamente da molti anni, e devo dire che il tuo modo di stare in campo, la tua “incisività”, anche offensiva, mi ricordano un grande del Val Pusteria dei tempi recenti. Mi riferisco ad un tuo ex compagno di squadra: Matt Kelly. Tu di contro, come ti vedi? hai avuto nel passato – sportivamente parlando – un punto di riferimento? Un’ispirazione? Un mito al quale ti sei riferito?

Mi sento onorato di essere paragonato ad un giocatore come Matt Kelly.
Credo che i miei punti di forza da giocatore siano l’affidabilità e la capacità di poter coprire ruoli diversi secondo le necessità della squadra.
La mia ispirazione da bambino era sicuramente mio zio Gerd Mayr. Anche lui ha giocato diciotto stagioni per il Brunico. Ho ammirato soprattutto la sua determinazione e la sua voglia di migliorare.

Intorno alla formazione giallo-nera c’è un grande entusiasmo; non potrebbe essere altrimenti, poiché questa nuova stagione porterà un nuovo e più esaltante campionato, un nuovo stadio del ghiaccio ed anche una nuova dirigenza. Quali sono gli obiettivi sportivi che pensi sia giusto promettere ai tuoi tifosi?

Il primo obbiettivo, sicuramente, sarà quello di scendere in campo determinati ogni partita e dare il nostro massimo, indipendentemente dall’avversario e dal risultato. Dal punto di vista del risultato penso che l’obiettivo debba essere il raggiungimento dei Pre-Playoffs. Raggiunti i Pre-Playoffs, tutto è possibile.

Credi che tra i giovani del Val Pusteria ci sarà qualcuno che potrà seguire le tue orme sportive? O magari quelle di “Amme” Helfer, di Max Oberrauch o di Patrick Bona…

Penso che talenti ci sono sempre stati, ci sono attualmente e ci saranno anche nel futuro. La società sta ristrutturando il settore giovanile e ha l’obiettivo di dare la possibilità ai giovani ragazzi di combinare l’Hockey e la formazione. Credo che questa ristrutturazione e la partecipazione all’ICE Hockey League siano due passi fondamentali per dare una prospettiva ai ragazzi e per farli crescere anche umanamente.