Parla il capitano dei Mastini, Marco Andreoni

di Massimo Airoldi

Ospite telefonico ai microfoni di Radio Village Network, il capitano dei Mastini Varese, Marco Andreoni, ha rilasciato qualche interessante dichiarazione, offrendo spunti interessanti di riflessione e di analisi sul momento non troppo felice dei gialloneri, reduci da una serie di otto sconfitte consecutive. Andreoni, da buon capitano, ci ha messo la faccia “sempre e comunque, da capitano” come lui stesso ha dichiarato.

Marco, la cosa che più colpisce in questa prima parte di campionato del Varese è il fatto che nei risultati maturati fino ad ora c’è sempre un periodo in cui la squadra subisce diverse reti e un’altra cosa è la facilità con cui, di lì a poco, ve ne sono altre nello spazio di pochi minuti, se non addirittura pochi secondi, come è stato ad esempio contro Merano, dove, dopo il vantaggio iniziale, tre reti subite in poco più di tre minuti e altre tre poi in 90”.

E’ un problema mentale, di motivazione oppure è questione di altro? R: Il fatto è che quando gira male, ogni cosa sembra remare contro. Quando si entra in un periodo negativo, anche le cose più semplici diventano difficilissime e anche un semplice passaggio può divenire impossibile. Vedi il compagno, vedi il suo bastone, calcoli il passaggio, ma questo poi risulta essere sbagliato, impreciso. E’ un problema mentale, psicologico. Abbiamo generalmente un primo tempo di buon livello, martelliamo bene in balaustra, riusciamo ad andare al tiro in porta. Infatti anche con l’Egna e ad esempio col Merano il primo tempo lo abbiamo chiuso in equilibrio. E’ un problema sicuramente mentale e poi di difficoltà difensiva nel senso che noi di fatto fondamentalmente abbiamo di ruolo ne abbiamo due: Francesco Borghi ci tiene a galla in tutti I modi, Odoni e Sorrenti sono attaccanti e Gaggini ha ripreso praticamente quest’anno. Bertin ci sta aiutando tantissimo in porta, ma se prendi 50 tiri in una partita… Quando le cose vanno bene, la squadra gioca bene e viene tutto, anche un passaggio alla cieca il disco arriva sul bastone. Non sono giustifiche. Bisogna dare di più, anche io stesso devo dare di più, posso dare di più, ma non basta un giocatore, non ne bastano due, non ne bastano cinque, ma bisogna dare di più tutti, tutti insieme bisogna crederci, compresi i tifosi, che ringrazio per seguirci sempre e vorremmo trasmettergli qualcosa di più. Vogliamo migliorare. Ci stiamo allenando con impegno e stiamo concentrandoci maggiormente sulla difesa, anche se magari non si è visto, ma ci stiamo provando. Abbiamo sempre un tempo di crollo e non va bene, non va affatto bene. Non è che non vadano le gambe, quelle vanno anche, ma se il cervello non è collegato alle gambe, puoi pattinare quanto vuoi ma è peggio perchè giri a vuoto. A volte vinciamo anche il tempo, o comunque rimaniamo in partita, ma ce n’è sempre uno che gira a vuoto e non va bene…il problema è psicologico e nell’hockey chiudere un tempo sotto di cinque gol ti ammazza moralmente ed è devastante.

Marco Andreoni Hcv (3)

Cosa ha dato in più in nuovo allenatore Merzario rispetto alle scorse stagioni? Io vedo un’idea di gioco e di schemi diversi, soprattutto nel power play, è vero?

Sì, hai ragione. Iniziamo col dire che Ilic va ringraziato perché ha fatto tanto, ha fatto un grande lavoro ma sotto altri punti di vista e aveva più un’idea dell’Est, meno del power play e più sulle transizioni di gioco. Merzario, aiutato anche dal fatto che ha giocato tanto qui, ha portato più un’idea relativa allo stare sul ghiaccio, ci sta insegnando a stare di più sul ghiaccio, al movimento dei giocatori, le posizioni, gli schemi. Cercando un gioco un po’ più corale e questo ad esempio lo si vede nel power play, dove ci sono idee di schemi. Il power play lo stiamo impostando cento volte meglio dell’anno scorso, quando facevamo fatica addirittura a portare dentro il disco. Anche qui dobbiamo migliorare ancora, però l’idea c’è, qualche schema l’abbiamo, ma ancora non facciamo abbastanza tiri. Col Como ne abbiamo fatti ma il mio amico Menguzzato, a cui faccio un elogio, ha fatto delle parate incredibili, era la sua serata e la partita l’ha vinta lui. Lo conosco da tanto, ci ho giocato contro anche nelle giovanili e garantisco che quella di due-tre giovedì fa era in assoluto la sua serata. Inoltre Merzario lavora molto anche in fase difensiva, anche se dai risultati non sembra, ma garantisco che è così.

Il calendario non è stato certo dei più facili in questi primi turni, ma ora, a parte forse il Fiemme, dovrebbe essere più alla portata. Credi che si può dire che il campionato del Varese inizia domenica prossima in casa contro il Feltre?

Sì, abbiamo incontrato squadre che hanno dentro giocatori davvero validi, da serie A, squadre che giocano bene, più attrezzate e praticamente tutte in trasferta. Ci manca il Fiemme e non importa se pattinano a centomila giri, ma dovranno comunque sudarsela. Sono tutte buone squadre, il livello è decisamente buono. Si può dire che il nostro campionato inizia domenica, ma anche se sulla carta il Feltre è sicuramente alla nostra portata, dobbiamo giocarla e vincerla, senza prendere le cose alla leggera, fino alla fine, tutti insieme. Poi Milano, Val Venosta, Brunico sono squadre alla nostra portata ma la soglia di attenzione dovrà sempre essere alta. Poi i risultati servono per il morale. Non promettiamo il massimo impegno sempre, fin dagli allenamenti. Ci alleniamo bene, ci spacchiamo la schiena durante gli allenamenti tutta la settimana e vorremmo trasmettere ai nostri tifosi sempre quell’impiego che ci mettiamo. Non vogliamo che passi l’idea che siamo la “squadra cuscinetto”, non vogliamo esserlo. Non vogliamo essere la squadra conto cui avversari più forti vincono facile. Con Appiano, Caldaro, Merano, Egna, abbiamo fatto dei tempi buoni, ma poi il punteggio finale è stato penalizzante. Il campionato quest’anno è lunghissimo ed è sbagliato giudicarci adesso. Nei girone di ritorno, in casa, a squadre come Egna, Caldaro, Ora, Merano, Fiemme gliela faremo sudare fino all’ultimo se vorranno vincere. Il campionato è ancora molto lungo. Da domenica inizia il nostro campionato e possiamo risollevarci.

Marco Andreoni Hcv

Un’ultima considerazione che ti riguarda più da vicino: mi sembra che hai modificato un po’ il tuo ruolo.

Mi è stato imposto di giocare più al centro, ma col compito di portare il disco nel terzo d’attacco. Prima invece giocavo ala destra e alla fine convergevo al centro, verso la porta, per segnare, mentre adesso il mio compito è un po’ diverso, avendo movimenti diversi, devo fare gioco e devo portare dentro il disco, lo porto finché posso e sono gli altri che dovrebbero fare gol. Diciamo che il mio ruolo adesso è un po’ più da playmaker, cercando appunto di portare il disco nella zona di attacco e poi fare il gioco. Mi trovo a tirare meno in porta ed è per questo che faccio meno gol.