Il derby torna a parlare bianconero

Il Lugano si impone 6:3. Inizio elettrizzante. CHIESA e KPARGHAI ribaltano il vantaggio iniziale firmato HAMILL . Pareggia FUCHS, ma KIENZLE riporta avanti il Lugano che allunga nel terzo periodo con KLASEN. PESTONI riapre momentaneamente il match. Chiudono SANNITZ e HOFMANN. Espulso CHIESA. MERZLIKINS sostituisce l’infortunato MANZATO.

Il secondo derby stagionale non poteva essere e non è stata una sfida come tutte le altre. La profonda crisi del Lugano, culminata in settimana con l’esonero di Patrick FISCHER, e, la successiva pesante sconfitta di Bienne avevano messo con le spalle al muro i bianconeri, che si sono presentati davanti ai propri tifosi con un solo imperativo, quello di portare a casa i tre punti e, alla fine ci sono riusciti. L’Ambrì, invece, solo in apparenza più tranquillo, vista la classifica deficitaria, aveva bisogno di un successo per dare maggior continuità alle sue prestazioni e per pensare un po’più in grande. Troppe le incognite, le tensioni e tanti protagonisti sotto la lente di ingrandimento, ma, soprattutto, tanta voglia da ambo le parti di lasciarsi alle spalle un periodo non particolarmente brillante (per usare un eufemismo) e ripartire da zero in cerca di prospettive più edificanti. I bianconeri si sono presentati al via con diverse novità a cominciare dall’impiego di MANZATO tra i pali (poi uscito). WOHLWEND le ha provate tutte rimescolando le linee di attacco nel tentativo di dare un’ulteriore scossa alla squadra, scesa in pista priva di quattro pedine fondamentali quali BRUNNER, STEINMANN,WALKER e BERTAGGIA. Gli ospiti riproponevano invece la stessa formazione battuta dal Davos, in attesa di rivedere presto in pista, tra gli altri, HALL

Kparghai_Clarence_hcl

Dopo cinque minuti di studio, la partita si è messa subito in discesa per i leventinesi. HAMILL, infatti, al termine di una splendida azione in slalom, si è liberato agevolmente di KPARGHAI beffando MANZATO, ingannato dalla presenza nello slot di GIROUX (0.1) al minuto 05:26. Un’autentica doccia fredda per il Lugano che, dopo aver rischiato altre due volte sulle conclusioni dalla distanza di BIRBAUM e MÄENPÄÄ, ha dovuto sostituire addirittura il proprio portiere infortunato al minuto 08:05. Il match, come in ogni derby che si rispetti, si è subito innervosito. Nonostante i cattivi presagi, i bianconeri hanno avuto il grande merito, nel loro momento di maggiore difficoltà, di essere riusciti ad assestare un mortifero uno-due che li ha portati in poco tempo dall’inferno al paradiso. Prima grazie a una situazione di power-play (fuori GRASSI) hanno realizzato il pareggio con un gran tiro di CHIESA (1.1) al minuto 08:52 e qualche secondo dopo hanno trovato addirittura la rete del vantaggio con KPARGHAI, favorita da un velo di  PETTERSSON che ha lasciato di sasso ZURKIRCHEN (2.1).

Chiesa_hcl

Le emozioni sono continuate senza soste, con gli ospiti che non si sono certo persi d’animo trovando il pareggio grazie a FUCHS (2.2) al minuto 09:57. Ma, con capitan DUCA in panca puniti per bastone alto, il Lugano ha rimesso la freccia, sfruttando una deviazione sottomisura di KIENZLE, schierato in attacco vista l’emergenza (3.2) al minuto 10:30.

Kienzle hcl

Un segnale di grande fiducia per il Lugano che  non pensava però di dover fare i conti con una colossale ingenuità di CHIESA che, in avvio di secondo periodo, si faceva espellere dagli arbitri in seguito a una carica violenta assestata nei confronti PESTONI. Nonostante l’handicap la difesa sì è superata resistendo per lungo tempo in inferiorità numerica, anzi, sono stati proprio i bianconeri a creare le occasioni migliori. Prima FILPPULA,  solo davanti a ZURKIRCHEN si faceva ipnotizzare dal portiere biancoblù, poi PETTERSSON, al termine di una veloce azione in transizione, anziché servire il liberissimo KIENZLE, metteva il disco sulla stecca dell’incredulo MÄENPÄÄ che poteva liberare. Due momenti chiave che potevano risultare decisivi per fare il break. Al minuto 33:37, SANNITZ fermava fallosamente FUCHS, ma nonostante l’uomo in meno sono stati ancora i padroni di casa a sfiorare il gol con il ritrovato PETTERSSON, che, al termine di uno slalom ubriacante centrava il palo. E l’Ambri’? La compagine di PELLETTIER si è rivista solo nei minuti finali del periodo centrale, ma ha dovuto fare i conti con un  grande MERZLIKINS, protagonista di due grandi interventi, che hanno negato il gol del pareggio prima a MONNET, quindi a PESTONI. I bianconeri, dal canto loro, fallivano incredibilmente il colpo del KO con MORINI, incapace di spingere in rete il disco nella porta sguarnita, dopo un palo colpito da KLASEN.

Al minuto 43.43 una doppia penalità alla squadra ospite, segnatamente a HAMILL e alla panchina. mettevano il Lugano nella favorevole posizione di giocare per due minuti in 3 contro 5 e, proprio quando mancavano 5”allo scadere delle penalità stesse, il tanto criticato KLASEN, mandava in visibilio la Resega, fulminando ZURKIRCHEN con un gran tiro da posizione centrale (4.2) al minuto 45:37. MERZLIKINS, nel momento di massimo sforzo della squadra ospite nel tentativo di rientrare in partita, si rivelava decisivo su CHAVAILLAZ e LHOTAK. Ma le sorprese però non erano ancora finite. MONNET in uno degli ultimi disperati assalti, girava attorno alla gabbia bianconera, e metteva un disco davanti allo slot che PESTONI, lasciato colpevolmente solo, poteva infilare comodamente in rete riaprendo la partita (4.3) al minuto 51:53.

Inti_Pestoni_ hcap

Ma nonostante il solito gol subito, frutto della solita immancabile leggerezza difensiva, la squadra di casa aveva troppa voglia di vedere la luce in fondo al tunnel e, grazie a SANNITZ, trovava ben presto quel gol che gli permetteva di chiudere a proprio favore la pratica derby  (5.3) al minuto 56:55. Il sigillo poi,arrivato a porta vuota,  portava la firma di HOFMANN (6.3) e la festa della curva bianconera poteva avere inizio. La vittoria, peraltro meritatissima, dei bianconeri, dopo una settimana assai difficile, consentirà così alla formazione di casa di vivere con maggiore tranquillità i prossimi giorni,  in attesa di sapere quale sarà il prossimo allenatore. Intanto il Lugano, scavalcando i cugini, lascia lo scomodissimo ultimo posto della classifica in attesa di ripresentarsi venerdì alla Resega al cospetto del Langnau. I leventinesi saranno di scena Friborgo. Nella speranza che per entrambe le formazioni ticinesi si inizi a cambiar registro.

 

LUGANO – HCAP  6 . 3 ( 3 . 2 – 0 . 0 – 3 . 1 )

05 : 26  0 . 1   9. HAMILL

08 : 52  1 . 1  27. CHIESA ( 86. KLASEN ) PP1

09 : 14  2 . 1  96. KPARGHAI ( 16. KIENZLE )

09 : 57  2 . 2  21. FUCHS ( 18. PESTONI – 9. HAMILL )

10 : 30  3 . 2  16. KIENZLE ( 96. KPARGHAI – 8. HIRSCHI ) PP1

45 : 37  4 . 2  86. KLASEN ( 3. VAUCLAIR ) PP1

51 : 53  4 . 3  18. PESTONI ( 7. MONNET )

56 : 55  5 . 3  38. SANNITZ

59 : 03  6 . 3  15. HOFMANN empty gol net SH1

 

PENALITA’     : LUGANO  4 X 2 MIN. + 1 x 5+20 MIN.CHIESA   HCAP  8 X 2 MIN.

ARBITRI          : Daniel STRICKER – Marcus VINNERBORG         LINESMAN Roman KADERLI – Balasz KOVACS

SPETTATORI : 7800

LUGANO : Manzato, Vauclair-Ulmer, Hofmann(A)-Martensson-Reuille, Furrer-Chiesa(A), Klasen-Sannitz-Morini, Kparghai-Hirschi(C), Kienzle-Filppula-Pettersson(TS), Sartori, Kostner-Romanenghi-Fazzini. All.Wohlwend.

HCAP : Zurkirchen, Zgraggen-Gautschi(A), Lauper-Bastl-Grassi, Mäenpää(TS)-Birbaum, Giroux(A)-Hamill-Pestoni, Chavaillaz-Fora, Monnet-Emmerton-Lhotak, Berger-Trunz, Fuchs-Kamber-Duca(C). All.Pellettier.  

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