Egna: «Il divieto della FISG ci ha messo in grosse difficoltà»

E’ scoppiata l’estate. Dalla finale del campionato, l’hockey italiano è rimasto nel silenzio più assordante. Poi le nuove elezioni federali, le prime comunicazioni e si scatena l’inferno.
A sorpresa la FISG comunica che è dato divieto alle società di iscriversi a campionati internazionali che non siano tornei di Elite.
Riportiamo l’intervista al presidente dell’Egna, Ivo Visintin, registrata a Spazio Hockey lo scorso 25 giugno.
L’Egna è la squadra che ha vinto alla sua prima partecipazione il campionato italo-austriaco-sloveno INL. E’ arrivata seconda nella final four di Serie B organizzata dalla Federazione italiana e vanta, in unione con l’Ora, il successo al campionato under 18 e un quarto posto nell’under 16.
Nella lega INL vi hanno partecipato anche Gherdeina, Appiano, Caldaro e Merano.

La Federazione vi ha fatto una richiesta che vi mette un po’ in difficoltà.

«Ci mette in grande difficoltà perché venerdì scorso c’è stato dato il divieto di partecipare alla INL e per noi è stata una grande sorpresa negativa. Anche perché ci siamo già mossi sul mercato per i giocatori, siamo in piena fase di organizzazione per la INL. Poi questo campionato tra Slovenia, Austria e Italia è stato definito già dal 10 aprile con 16 squadre. Già tutto organizzato, tutto pronto, e adesso la federazione con il nuovo direttivo ci impone questo stop».

Quindi non ve l’aspettavate proprio

«Naturalmente siamo un po’ sorpresi perché secondo me la INL ha futuro e mi dispiace molto lasciarla. Adesso non so come andrà a finire. La proroga per iscriversi probabilmente all’Elite.A è al 15 luglio ma bisogna anche vedere cosa succede con l’INL perché per intanto c’è un contratto di tre anni. Non so quanto possa reggere questo contratto tra la federazione italiana e quella austriaca ma per intanto c’è. Nei prossimi giorni verificheranno questa situazione. Adesso come adesso noi siamo ancora iscritti alla INL. Sono molto preoccupato per questa situazione».

Se FISG e ÖEHV si mettessero d’accordo, l’Egna giocherebbe dunque in Elite.A?

«La Elite.A ha un livello un po’ superiore rispetto alla INL, non lo nascondiamo. Per cui, non vorrei parlare anche per le altre società, ma anche Caldaro e Appiano non so come faranno a fare un’Elite che sicuramente costerà 100/150 mila euro in più rispetto alla INL. Noi avremo grandi difficoltà a partecipare, per cui anche se ci impediranno di partecipare alla INL non so chi si iscriverà al 15 luglio a questa Elite. Perché non è automatico che se non partecipiamo fuori ci iscriviamo all’Elite.A. Non è così semplice. La nostra squadra potrebbe anche partecipare alla Serie B se non ci faranno fare la INL».

Tra Elite.A e Serie B c’è un abisso

«Sportivamente sarebbe un dietrofront, mi dispiace molto perché il futuro è nella INL. Se le squadre hanno problemi a giocare con tutti questi stranieri, o non hanno budget adatti per la Elite.A, allora potevano iscriversi anche loro nella INL. Quello sarebbe il futuro dell’hockey europeo. Non italiano ma europeo. Perché posso immaginare che con un Renon, un Feldkirch, Pusteria o Zell am See… verrebbe sarebbe fuori un bel campionato. Già che andiamo verso i 4 stranieri, noi già giochiamo con 2, più due under 22. Sarebbe una soluzione abbastanza buona e secondo me anche molto positiva per il pubblico, un torneo attraente. Naturalmente la Federazione dovrà disporre di un campionato, credo anche per i contributi. Ogni anno però succede qualcosa di nuovo. Noi avevamo un campionato già organizzato e ora succede questo. Ora non so ora come andrà a finire, noi andiamo avanti».

-> La puntata integrale con ospiti Thomas Laconi e Ivo Visintin

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