Semifinale Continental Cup: Joe Jensen e Stefano Marchetti nel dopopartita

Nottingham Phanters-Yertis Pavlodar – Prima grande sorpresa della Continental Cup 2013/14: i Nottingham Phanters con una prestazione di tutto rilievo hanno avuto la meglio sulla compagine del Yertis Pavlodar.
Grande pattinaggio e cuore hanno imbrigliato i kazaki che non sono riusciti a concretizzare una buona superitorità territoriale. Gli oltre 150 supporters giunti da oltre manica hanno accompagnato la squadra in questa impresa con un tifo colorato ed incessante.
Uno dei protagonisti sul ghiaccio è stato la vecchia conoscenza del campionato italiano: Joe Jensen.

Joe con questa vittoria i tuoi Panthers si sono rimessi in corsa per la qualificazione, come hai vissuto questa partita che per voi era un’ultima spiaggia?

«E’ stato difficile ma siamo riusciti a vincere. Ieri sera abbiamo rivisto il nostro primo match e studiato i nostri avversari di oggi, direi che le scelte fatte hanno portato i frutti sperati. All’esordio siamo stati troppo nervosi, questa sera abbiamo lottato come sappiamo fare».

In questo secondo incontro avete giocato in modo più ordinato e disciplinato, è stata questa la differenza maggiore tra la prestazione di ieri e quella di oggi?

«Probabilmente sì, ci siamo accorti che contro i russi del Toros abbiamo subito troppe situazioni di penalty killing, invece questa sera abbiamo gestito la fase difensiva con più ordine».

Domani giocherete contro i padroni di casa dell’Asiago, squadra che conosci bene, hai dato qualche consiglio ai tuoi compagni?

«Ho giocato diverse volte contro l’Asiago quando vestivo la maglia del Val Pusteria. E’ una compagine molto forte, con valori tecnici elevati. Rispetto all’anno scorso ha aggiunto un giocatore come DeVergilio rafforzando ulteriormente il potenziale offensivo. Sarà un match tiratissimo dove daremo tutto».

Che ricordo hai della tua esperienza Italiana?

«A Brunico ho passato tre anni bellissimi. Io con tutta la mia famiglia siamo stati molto bene. Il Val Pusteria è una società fantastica con dei supporter meravigliosi, magari un giorno potrei anche tornare a giocare lì».

Ringraziamo Joe Jensen per la disponibilità.

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StefanoMarchettiAsiago-Toros – Seconda vittoria per i padroni di casa dell’Asiago Gran Moravia. Vittoria ottenuta con una prestazione di una concretezza ed intensità entusiasmante. Il forcing dei russi del Toros si è infranto contro la difesa arcigna di capitan Borrelli e compagni, che hanno saputo essere micidiali in contropiede. Da sottolineare la prova di Vincenzo Marozzi che continua a parare con percentuali di altissimo livello. Chiediamo a Stefano Marchetti un’analisi del match e di descriverci il momento positivo che stanno vivendo i campioni d’Italia.

Stefano partita che alla vigilia si temeva molto, anche in considerazione dell’ottima prova fornita dai russi l’anno scorso a Bolzano, come siete riusciti ad imporvi?

«La squadra è molto gasata, sul ghiaccio riusciamo ad esprimere quanto prepariamo in allenamento. Direi che le cose stanno andando come speravamo, anche se ancora nulla è deciso, solo l’ultimo match con gli inglesi ci dirà se potremo strappare il biglietto per la Super Final. Dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo».

In questi due incontri avete subito solo tre reti, molti pensavano che il vostro tallone d’Achille potesse essere la poca esperienza di alcuni difensori e del goalie Vincenzo Marozzi, mentre i numeri dicono che la fase difensiva è un punto di forza, che ne pensi?

«Questa squadra gioca unita, è un gruppo che lavora insieme. Se subiamo poco è grazie alla partecipazione di tutti. Il giusto mix di giocatori esperti come Michele Strazzabosco e Luca Rigoni con i più giovani sta dando grandi risultati».

Stefano e tu dove ti collochi tra i giovani o i giocatori d’esperienza?

«Diciamo che io sto nel mezzo».

Vincenzo Marozzi sta sorprendendo tutti per la qualità delle sue prestazioni in questo torneo te lo aspettavi a questi livelli?

«Vincenzo sta facendo cose straordinarie, avere un portiere così trasmette enorme sicurezza a tutto il reparto. Anche con il Toros ha fatto alcune parate difficilissime».

Terzo match decisivo contro la sorpresa di questo torneo, il Nottingham squadra che conta numerosissimi giocatori che sono passati per il campionato Italiano. Avete già preparato una strategia?

«Conoscere già molti atleti che giocano nei Panthers è un vantaggio, inoltre vedremo alcuni filmati per preparare al meglio la partita. Non siamo comunque una squadra che snatura il proprio gioco a seconda dell’avversario».

Ringraziamo Stefano Marchetti per la gentile disponibilità.