Weekend sterile per i ragazzi del Pieve di Cadore

(com. stampa HC Pieve di Cadore, Ivano Salvetti) – Strakatastrofe… cosi nel racconto di Philip Ridley ambientato in una fantomatica città splendete, Kasper si rivolgeva ai suoi argonauti quando, nonostante tutti gli sforzi e tutte le attenzioni, le cose si mettevano sempre al peggio.

Per il Pieve di Cadore pare proprio che in questo periodo al peggio non ci sia limite, nelle due partite settimanali tra Under 16 e 14 i numeri dicono: 9 goal subiti e 1 realizzato, si può ancora peggiorare ma bisogna proprio mettercela tutta.
Eppure non sembrava una settimana di quelle impossibili, tutto fino a venerdì filava a gonfie vele, apertura del nuovo stadio del ghiaccio, deroga per effettuare le partite del settore giovanile fino all’Under 16 e finalmente dopo due anni di continue trasferte negli stadi delle collaboranti Auronzo e Cortina la gioia di allenarsi tra le mura amiche.

La fine di estenuanti viaggi, la fine di continui sacrifici, la fine di continue preghiere per avere un’ora decente per allenarsi, l’incubo è finito, ora restano gli eroici ragazzi che hanno permesso alla società di sopravvivere, ora per merito loro e dei loro genitori non si inizia dall’anno zero, si ricomincia con formazioni in ben 5 categorie, dall’Under 8 alla 16.

Però i risultati della settimana su ghiaccio non sono dei più soddisfacenti e il Pieve è una società che ha mezzi e giocatori per fare meglio, deve e può rimettersi immediatamente in carreggiata.
Lascia tutti sconcertati il 5 a 1 casalingo subito ad opera di un Milano operaio, combattivo, tenace ma non trascendentale.
Magra figura da parte di una squadra che nei suoi giocatori più rappresentativi non ha messo quel cuore che le manifestazioni sportive richiedono, un pattinaggio spento ha decretato fin dai primi minuti di gioco l’alzata di bandiera bianca.
Il gol gialloblù è stato segnato dal solito noto Alessandro Zanatta, non per la rete siglata ma i suoi coetanei di categoria prendano esempio da questo compagno di gioco, lo osservino negli allenamenti, nelle ripartenze, nei ritorni difensivi, perché solo con la voglia di riscatto si può tornare a far vedere un buon hockey.

Discorso inversamente proporzionale per l’Under 14 che è uscita dallo Scola di Alba di Canazei tra un tripudio di applausi di genitori ed appassionati Pievesi saliti in territorio trentino, eppure perdere 4 a 0 ed uscire tra i sorrisi e le pacche sulle spalle d’incoraggiamento sembra impossibile ma tant’è.
Un primo tempo giocato dalle due contendenti sul filo dell’equilibrio con azioni che si sono alternate da ambo le parti, è stato più lesto il Fassa che per ben 2 volte è riuscito a bucare la porta gialloblù.
Dall’inizio della seconda frazione di gioco si è assistito ad un continuo assalto Cadorino, che però si esponeva pericolosamente ai pungenti contropiedi Ladini il risultato comunque non si schiodava dal 2 a 0.
Nella terza frazione di gioco è successo di tutto, il Pieve oltre alle gambe forti e sicure ha messo in campo quel cuore quel pattinaggio quella grinta che vorresti sempre vedere, poi nello sport ci stanno anche le distrazioni arbitrali, non vista un disco entrato di oltre 30 centimetri, alcuni falli troppo marcati, ma l’Hockey insegna anche questo e il capo arbitro è sempre intervenuto punendo i responsabili.
Purtroppo i migliori giocatori azzoppati non possono di certo esprimersi al meglio dopo esser finiti sotto le amorose cure di certi schiacciasassi, poi a 3 minuti dalla fine quando il disco sembra non dover mai entrare ti accorgi che questo non è vero, entra, entra eccome che entra, ma nella tua porta, poi ti cedono le gambe il mondo ti sembra cadere addosso e per gli avversari infierire è un giochetto da ragazzi 4 a 0 e tutti a casa.
Però c’è chi ha visto l’incontro, c’è chi ti sostiene e ti incita, c’è chi ti applaude quando esci perchè capisce che hai dato tutto, bravi ragazzi della 14 continuate così quelle lacrime si trasformeranno in sorrisi tutta la società ne è convinta.

Per ultimo l’impegno dei ragazzini nel torneo promozionale Under 10 svolto ad Alleghe, le squadre incontrate Alleghe, Bosco Chiesa Nuova e Feltre, le nuove regole sono entusiasmanti, cambi volanti attendendo che tutte le linee rientrino, ci vuole attenzione e velocità, il gioco non si ferma mai e devi sempre esser in movimento, questa è la miglior ricetta per far crescere i giovani ragazzi.
Lasciamo perdere chi ha vinto e chi ha perso quello che conta è aver ammirato tantissimi ragazzini su ghiaccio, aver notato un pattinaggio veramente elevato rispetto a 10 anni fa, così si costruiscono i giovani del domani così si lavora bene a livello di Comitato Regionale.
Complimenti all’H.C. Alleghe per l’organizzazione anche di fine partita dove è stata dispensata una pasta calda a tutti i partecipanti e non sono mancati dolci e tramezzini per tutti compresi i genitori.
Infine ha impressionato vedere su ghiaccio un certo Steve McKenna dirigere i piccoli pattinatori, ma quel che ha più lascito stupefatti è che il coach conosceva nome per nome i suoi piccoli atleti, gli incitava e gli spiegava cosa dovevano fare.
L’Alleghe non sarà la miglior squadra di seri A ma ha dei valori profondi e radicati nel dirigere i suoi giovani e c’è poco da sorprendersi se ogni anno lanciano qualche ragazzo in serie A, (4 giovani 1993-1994 hanno giocato in questa stagione), il lavoro e la conoscenza dei giovani atleti in questa vallata inizia fin dalle prime pattinate, con i protagonisti della massima serie sempre vicino a tutte le squadre delle categorie giovanili.