Canada inavvicinabile. Vince la Svizzera

di Marco Depaoli

Doveva essere un assaggio di semifinale, s’è rivelata l’ennesima caccia al piccione del Canada. Troppo forti le ragazze di Melody Davidson (a sinistra,Melody Davidson in carica da Torino 2006), che davanti all’esigente proprio pubblico non possono mai tirare i remi in barca. Ne è uscito un altro risultato in doppia cifra: 13-1. Uno dei passivi peggiori subiti dalla Svezia dopo il primo mondiale disputato nel 1990 quando venne sconfitta dalle canadesi per 1-15.
Salgono così a 41 le reti del Canada segnate in queste tre partite contro le due sole reti subite. 181 tiri fatti e 34 ricevuti dai portieri canadesi.
La Svezia sperava in un’impresa tipo semifinale di Torino puntando tutto sul suo super goalie Kim Martin che però, dopo metà partita, ha già raccolto 10 dischi dalla gabbia (pessimo 69.7% che le rovinerà la media di questa olimpiade). Demoralizzatissima viene fatta uscire da coach Sara GrahnPeter Elander in favore di Sara Grahn (a destra), titolare nella precedente partita contro la Slovacchia. Occhi di ghiaccio per il goalie 21enne del Linköpings e sguardo di chi sta per andare al patibolo. Dopo 30 secondi è già gol ma successivamente la Grahn riesce a contenere il passivo con degli ottimi interventi, complice anche il rilassamento dell’attacco canadese. Per lei un lusinghiero 84.2%.

Con il cambio del portiere canadese nel terzo tempo (Labonte per Kim St. Pierre), la rete della bandiera è di Katarina Timglas che festeggia con le compagne e la panchina come fosse il gol della vittoria. Segnare contro questo Canada vale come leggenda da tramandare ai posteri. Eloquente infatti il commento del capitano svizzero Lehmann dopo la vittoria sulla Slovacchia: «Segnare contro il Canada è stato più importante che vincere stasera: abbiamo cercato questa rete per 11 anni».
La Svezia sfiora anche una seconda rete rubando un disco maldestramente perso da un difensore biancorosso ma spara addosso al portiere. Tripletta (e 2 assist) per Meghan Agosta (la sua terza personale nelle varie edizini dei giochi) che sale a 8 reti in questa olimpiade: già egualiato il record che appartiene a Danielle Goyette nell’edizione di Nagano ’98. 16° gol olimpico (più 4 assist contro la Svezia) per il capitano Hayley Wickenheiser, anche questo un record.
Stanotte si attende la risposta alla sfida a distanza degli Stati Uniti. 

Canada-Svezia 13-1 (5-0, 7-0, 1-1)
Marcatrici: 06:58 (1-0) Meghan Agosta, 09:16 (2-0=PP) Marie-Philip Poulin, 13:00 (3-0) Cherie Piper, 15:27 (4-0) Sarah Vaillancourt, 15:57 (5-0) Tessa Bonhomme, 21:06 (6-0) Meghan Agosta, 25:14 (7-0) Jayna Hefford, 25:36 (8-0) Hayley Wickenheiser, 26:13 (9-0) Gillian Apps, 27:59 (10-0=PP) Meghan Agosta, 29:17 (11-0) Cherie Piper, 31:43 (12-0=PP) Haley Irwin, 47:43 (13-0) Gillian Apps, 52:16 (13-1=PP) Katarina Timglas
Tiri: 52-13 (23-2, 20-2, 9-9)
Penalità: 8-16 (2-4,0-10, 6-2)

La Svizzera nella gara di consolazione vince contro una buona Slovacchia e se la vedrà nei play-out contro la perdente di stanotte tra Cina e Russia per migliorare il piazzamento di Torino 2006 quando le elvetiche si classificarono settime davanti all’Italia.
Forse è stata la partita più equilibrata di questa olimpiade con l’esito rimasto in bilico fino alla fine, oltre quanto possa dire il risultato.
René Kammerer punta ancora in porta sulla Schelling come pure Janka CulikovaKarafiat sul goalie Zuzana Tomcikova, prodigiosa in più occasioni in questa Olimpiade. Entrambe giocano in squadre oltreoceano. Dopo soli 52 secondi Nicole Bullo, unica giocatrice del Lugano, si siede in panca puniti ma la Slovacchia non ne approfitta. Segna invece all’8° con Janka Culikova (a destra) finalizzando un grande lavoro di Nicol Cupkova e facendo terminare la prima frazione con il primo vantaggio slovacco nella storia delle olimpiadi femminili di hockey. Stefanie MartyLa Svizzera ha più di un’occasione per pareggiare in powerplay ma la Tomcikova non ha intenzione di cedere. Lo fa al 36° con la rete di una delle gemelle Marty, Stefanie (a sinistra), native di Nussbaumen. Entrambe giocano in America e Stephanie dopo i mondiali del 2004 di Halifax venne premiata in patria come ragazza hockeista dell’anno 2005 quando ancora giocava nell’EV Zug. Successivamente sì trasferì nel 2007 al New Hampshire e l’anno dopo al Syracuse.
Tutto da rifare in avvio dell’ultimo drittel quado dopo 19 secondi ancora la Culikova riporta in vantaggio la Slovacchia. Le elvetiche ci mettono 10 minuti a ritrovare la strada del pareggio ancora con Stephanie Marty. La Slovacchia si sgretola e Sara Benz un minuto dopo segna il primo vantaggio rossocrociato. 4-2 del capitano Kathrin Lehmann e 5-2 finale di Stephanie Marty (tris per lei).

Slovacchia-Svizzera 2-5 (1-0, 0-1, 1-4)
Marcatrici: 07:10 (1-0) Janka Culikova, 35:39 (1-1) Stefanie Marty, 40:19 (2-1) Janka Culikova, 50:35 (2-2) Stefanie Marty, 51:18 (2-3) Sara Benz, 56:28 (2-4=PP) Kathrin Lehmann, 58:25 (2-5) Stephanie Marty
33-45 (11-14, 10-16, 12-15)
12-12 (6-4, 6-2, 0-6)