Finlandia e Repubblica Ceca rispondono presente, Svezia ancora in rodaggio

di Alessandro R.

L’avventura olimpica dei vice-campioni in carica comincia con una passeggiata di salute ai danni della Bielorussia. Bastano solo poco più di tre minuti, infatti, ad Olli Jokinen per segnare il primo gol finnico del torneo: situazione di powerplay, ottima intesa tra Saku Koivu e Jokinen, con il capitano che, dalla destra del portiere bielorusso Koval imbecca l’attaccante dei New York Ranger, abile ad infilare il disco tra i gambali dell’estremo difensore avversario. Il gol in apertura mette la partita in discesa per gli scandinavi che controllano il match senza troppa fatica, tanto che Kiprusoff scalda i guantoni per la prima volta al tredicesimo minuto. In chiusura di tempo arriva anche il raddoppio, con Hagman che recupera un disco davanti alla porta ed trafigge per la seconda volta Koval. 17 tiri a 2 per una partita che sembra già chiusa dopo venti minuti. Ma nell’hockey mai rilassarsi! Kukkonen si addormenta subito in apertura di secondo drittel facendosi intercettare il disco dietro porta da Demagin; pronto passaggio davanti alla gabbia e “one timer” vincente di Sergei Kostitsyn per l’insperato 2-1. Nonostante la Bielorussia non riesca mai ad impensierire più di tanto la porta avversaria, la Finlandia impiega diverso tempo a ristabilire le distanze: ci pensa ancora Hagman, che dopo essersi ben liberato di due difensori supera di rovescio Koval per il tris. Pronti via per l’ultimo terzo di gara e questa volta è la Finlandia a colpire a freddo: segna Filppula, che ribadisce in rete una respinta di Koval. Il sigillo sull’incontro arriva al 52.59, con Jarkko Ruutu che spizzica in rete un tiro di Kukkonen.

Da segnalare, in chiusura, una “career milestone” per il sempreverde Teemu Selanne. Al miglior realizzatore di Nagano e Torino mancava un solo punto per raggiungere -quanto a realizzazioni olimpiche- tre mostri sacri del calibro di Bubnik, Kharlmanov e Watson: missione compiuta con l’assist messo a referto, complimenti!

TABELLINO: 3.24: PP1 Jokinen (Koivu S., Selanne); 17.50: PP1 Hagman (Koivu M., Pitkanen); 20.21 Kostitsyn S. (Demagin); 36.52 Hagman (Koivu M.); 40.23 Filppula (Koivu M.); 52.59 Ruutu J. (Kukkonen, Kapanen).

Molta più fatica per la Svezia, che regola la Germania “solo” 2-0. Pochi allenamenti tutti insieme per i campioni olimpici ed amalgama ancora da trovare: meno male che c’è un Lundqvist quando la situazione non è delle migliori… Primo periodo senza reti, però è la Germania che può rimpiangere un palo colpito dal terzino Ehrhoff in situazione di power play. Ad inizio secondo periodo la Germania ha ancora un’occasione in power play (fuori Oduya , 2 +10 per carica da dietro) e si fa pericolosa con un tiro che colpisce la traversa, ma, finita la superiorità, è Muller ad uscire dal ghiaccio (2+10 anche per lui per carica da dietro) ed inizia il poweplay per la Svezia: occasione che Ohlund non si lascia sfuggire per esplodere uno slap che non lascia scampo al golie tedesco Greiss. Dopo una situazione di superiorità non concretizzata per parte, la Svezia trova il raddoppio: Alfredsson pressa in forecheck e recupera il disco, Backstrom lo serve su un vassoio d’argento a Loui Eriksson che non può esimersi dall’insaccare il 2-0. Senza reti il drittel finale e la Svezia incamera, pur senza incantare, i primi punti del torneo; complimenti alla Germania, che dopo le deludenti prove agli ultimi mondiali non era attesa a reggere la pressione della nazionale delle tre corone.

TABELLINO: 24.29: PP1 Ohlund (Enstrom, Weinhandl); 34.13: Eriksson (Backstrom).

Il big match della giornata, però, era senza dubbio il derby tra Repubblica Ceca e Slovacchia, con la Cechia che raccoglia il terzo successo consecutivo nei tornei olimpici contro i cugini.
Il match si sblocca a metà primo periodo: tiro dalla blu di Blatak e deviazione vincente di Elias alle spalle di Halak. Il match ritorna in parità ad inizio secondo tempo, con Gaborik che ben imbeccato nello slot da Marian Hossa, fulmina di polso Thomas Vokoun. La partita viaggia sui binari dell’equilibrio e quando il risultato è incerto spesso sono i grandi campioni a fare la differenza. E Jagr, a 38 anni, lo è ancora: Cervenka lo serve sulla blu, l’attaccante dell’Avangard Omsk avanza verso la porta avversaria ed inchioda il 2-1 con un preciso tiro sul quale Halak può fare poco. Il fuoriclasse ceco è in grande serata e coach Ruzicka lo manda nella mischia nel powerplay di fine periodo (fuori Chara): Zidlicky butta un disco dentro, Jagr tira, Halak respinge, ma il primo ad arrivare sul disco vagante è Plekanec che realizza il tris per i cechi a soli due secondi dalla sirena. Il forcing del terzo periodo (12 tiri a 2 per la squadra di coach Jan Filc) non produce risultati per la Slovacchia che deve arrendersi ancora una volta.

TABELLINO: 9.02 Elias (Havlat, Blatak); 20.47 Gaborik (Hossa, Demitra); 37.56 Jagr (Cervenka); 39.58: PP1 Plekanec (Jagr, Zidlicky).