Bolzano pareggia i conti

di Fabrizio Bombarda

BOLZANO – MILANO 3–2 (0:0; 2:2; 1:0)

Partita quasi da ultima spiaggia per il Bolzano al Palaonda. Dopo la sonora sconfitta di gara 1, infatti, un’ulteriore passo falso consentirebbe al Milano di ipotecare la sua ottava finale scudetto consecutiva. I padroni di casa devono rinunciare a Leo Insam, ancora out per il mal di schiena, ospiti invece al completo. La partita inizia con il Milano che attacca a spron battuto, mettendo in seria difficoltà i biancorossi che sembrano avere una marcia in meno dei meneghini. Fino al decimo minuto il monologo milanese crea diverse occasioni da rete, perlopiù propiziate dal solito Lefebvre e da uno Stephenson che gioca praticamente come un pivot del basket: non bellissimo da vedere ma efficace e sempre utile per i compagni. La seconda metà della prima frazione vede la reazione dei foxes che cercano di pressare il Milano nel proprio terzo difensivo, soprattutto in occasione dei power play, giocati meglio che nelle precedenti uscite casalinghe. Il tempo si conclude sullo zero a zero ma ai punti Milano avrebbe meritato il vantaggio.

Nel secondo tempo il Bolzano cresce a vista d’occhio, mettendo sovente in crisi la retroguardia delle vipere, che sembrano ora in grossa difficoltà. La terza linea del Bolzano, formata oggi da Pittis, Jardine e Faggioni schianta sistematicamente quella avversaria con M. Insam, Mazzacane e Migliore che non riescono a contenerne la furia agonistica. Ottima quindi la mossa dei due coaches biancorossi che, rimescolando i tre blocchi d’attacco, trovano finalmente la formula magica per imbrigliare gli avversari. Al 3:16 Jardine porta in vantaggio il Bolzano aggirando Szuper dopo un ottimo assist di Faggioni. Nei minuti successivi, gli ospiti patiscono parecchio per non capitolare nuovamente, ma al minuto 11:27 la premiata ditta Faggioni-Jardine colpisce ancora e il numero 19 raddoppia, scatenando il tripudio tra gli oltre 3000 presenti. Milano sembra un pugile suonato, che non riesce a reagire, dando l’impressione di essere stanco e di pagare il gran ritmo sostenuto nel primo tempo. Al 15:42 però, su un disco apparentemente innocuo, Stephenson fulmina Groeneveld con un polso dalla media distanza, riaprendo di fatto il match. Il gol ha il duplice effetto di galvanizzare il Milano e di impaurire i biancorossi, memori delle molte rimonte subite quest’anno. Il fantasma si materializza la 17:13 quando Scandella pareggia risolvendo una mischia davanti al portiere di casa. Tutto da rifare, dunque. Al minuto 19:37 il Bolzano riesce a segnare ma Metelka annulla per un precedente fallo di Rolly Ramoser nello slot. Sarà il terzo tempo a decidere la sfida.
Bolzano parte subito in avanti, dimostrando di avere voglia di portare a casa la partita. Mihaly e Corupe mostrano già una buona intesa, ma non riescono a bucare un attento Szuper. Milano non sta a guardare, e, anche se con meno incisività rispetto al primo tempo, cerca di sorprendere la difesa biancorossa con veloci ripartenze. Al 9:40, una bella e insistita azione a sponda di Zisser e Luca Ansoldi, fa giungere il disco a capitan Ramoser, che non si fa pregare e con una rasoiata delle sue supera il portiere avversario. Bolzano di nuovo in vantaggio. La sirena però è ancora lontana, e i tifosi di casa sanno che saranno 10 minuti lunghissimi e pieni di sofferenza. Milano infatti non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca e cerca in tutti i modi di pareggiare. La difesa di casa, dal canto suo, riesce a limitare i danni, a volte con affanno e con l’aiuto di qualche liberazione vietata, ma tutto sommato senza grossi patimenti. L’ultimo minuto e mezzo vede gli ospiti tentare la carta del sesto uomo di movimento, senza peraltro ottenere il risultato sperato. Al 19:23 anche Milano si vede annullare una rete, ma la presenza di Evans nell’area di porta è talmente evidente che nessuno si permette di protestare. Finisce così 3-2 una partita dai contenuti tecnici discreti, viva e molto interessante. Vittoria meritata dei biancorossi che devono ora dimostrare di essere maturi per vincere anche in trasferta: in palio c’è la finale scudetto che manca ormai da troppi anni alla squadra 16 volte campione d’Italia.

Il Tabellino:
2°Tempo: 3:16 Jardine (Faggioni) – 11:27 Jardine (Faggioni e Pittis)15:42 Stephenson (Lefebvre) – 17:13 Scandella (Day e Iannone)
3° Tempo: 9:40 R. Ramoser (L. Ansoldi e Zisser)

Migliori in campo: Bolzano: Jardine – Milano: Lefebvre

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