All Stars Hockey Night Bolzano 2007

di CP:

Silenzio in teatro, si inizia… con un PalaOnda pieno di spettatori e di calore per dei campioni che hanno lasciato un segno tangibile in questa città.
Artisti del ghiaccio che hanno fatto letteralmente impazzire generazioni di tifosi non solo bolzanini e che hanno contribuito in maniera determinante a forgiare quei famosi anni d’oro dell’hockey su ghiaccio insieme a quegli appassionati che hanno risposto alla chiamata degli “artisti” ancora una volta sul ghiaccio bolzanino, con qualche chilo di troppo forse ma con l’estro dei bei vecchi tempi.
Ed un grande applauso deve andare anche a chi ha reso possibile tutto questo.
“Mi sono fatto il regalo di Natale” dichiara solenne Luca dello staff organizzativo, un gran regalo per chi ha lavorato duramente per questa serata.
Silenzio dunque lo spettacolo inizia ed è uno di quelli indimenticabili, una partita, un galà da capogiro segnato costantemente dagli applausi dei 5.000 presenti. Non finisce mai; nemmeno dopo i tiri di rigore; il popolo hockeystico presente non vuole mollare i suoi beniamini; ed ecco dunque la chiamata a Bruno Zarrillo, solo per citarne uno, che non riesce e non vuole andarsene e si gode il saluto della sua curva presente come ai bei tempi andati.

La festa continua durante la fredda notte bolzanina dove appassionati e giocatori si ritrovano in un lungo abbraccio collettivo: “Questa serata ha sentenziato che l’hockey qui a Bolzano è vivo e vegeto, la voglia c’è eccome basta dare alle persone un gruppo di giocatori di primo livello e duraturo nel tempo per dare modo al pubblico di affezionarsi alle gesta del singolo” queste le parole del Professor Martin Pavlu che ha un sorriso diverso stampato sul volto. Oggi per lui festa doppia, dopo il bagno di folla anche la soddisfazione di scendere sul ghiaccio con il padre ed il figlio; tre “Pavlu” a confronto.
“E’ stato emozionante, è stato bellissimo ritornare a giocare sul quel ghiaccio con quegli amici e compagni di tante battaglie” continua Martin ma forse il più felice di tutti è l’inossidabile Gino all’anagrafe Pasqualotto. Non sta fermo un secondo Crazy Horse, stringe centinaia di mani e riceve dozzine di pacche sulle spalle in una serata che per lui vuol dire moltissimo. “Non ci credo ancora, è tutto incredibile. Ritrovare alcuni compagni dopo vent’anni poi è fuori dal mondo”. Ha gli occhi lucidi Gino e i suoi ringraziamenti sono assolutamente sinceri. “Tutti qui mi stanno facendo un grosso regalo, una serata così non la scorderò di certo anche se adesso sono un po’ stanco e ho qualche dolore di troppo, non dovevo scendere sul ghiaccio in realtà. Mi hanno fatto una sorpresa e non potevo certo dire di no”. Ecco, questa è una bugia caro Gino, sarai anche stanco e dolorante ma conoscendoti saresti disposto a tornare sul ghiaccio anche ora.
Finisce la nottata magica ed è tempo di trarre le conclusioni; “Non ci si poteva aspettare di più anzi la serata – o meglio il lungo fine settimana – è stato ben superiore alle aspettative” queste le parole di Patrick Timpone, uno degli ideatori. La sua voce è chiaramente provata ma fiera per quanto fatto in questi ultimi giorni. Tutto è partito da un sogno che si è realizzato, chissà se da qualche altra parte del piccolo mondo dell’hockey italiano qualcun’altro sognerà una serata del genere per i propri colori.