Intervista a Jason Muzzatti

di Alessandro R.

MOSCA Nel dopo partita di Finlandia-Italia abbiamo incontrato Jason Muzzatti, autore di un’ottima partita contro la Russia.

HT: Ciao Jason; innanzi tutto, come stai?
JM: Oggi decisamente meglio! Per fortuna si trattava solo di crampi e con un po’ di riposo é passato tutto.

HT: Contro la Russia sei stato grandissimo, ma tutta l’Italia ha fatto un figurone: da cosa pensi possa dipendere questa crescita?
JM: Ormai sono tanti anni che giochiamo e ci prepariamo assieme, abbiamo piú confidenza tra di noi e risuciamo a fare meglio tante cose insieme. Comunque hai detto giusto: non ho giocato da solo contro la Russia, tutta la squadra ha retto bene grazie al sistema difensivo che abbiamo utilizzato sul ghiaccio.

HT: Dando un’occhiata alle altre squadre, chi ti ha impressionato di piú, specie tra Russia e Finlandia?

JM: Sono due squadre diverse: i finlandesi giocano piú duro, mentre i russi sono molto piú tecnici (ed a volte esagerano con i solisti). Sono comunque due ottime squadre che lotteranno fino alla fine per la vittoria.

HT: Quest’anno hai giocato nei Flint Generals (UHL): per quanto riguarda il tuo futuro?
JM: Sinceramente non lo so: i miei figli vanno a scuola ed io sono un padre prima di un giocatore di hockey… Vedremo, adesso é presto per pensarci.

HT: Quest’anno diversi elementi della nazionale hanno giocato all’estero in altri campionati: quanto pensi possa aiutare la crescita della squadra azzurra?
JM: Tantissimo. Giocare lontano dall’Italia non vuol affatto dire perdersi di vista e rinunciare ad un giocatore. Anzi, chi ha maturato esperienze diverse puó dare un’apporto in piú alla squadra, portando quello che ha imparato e trasmettendolo agli altri. Senza dimenticare che giocare in capionati prestigiosi consente una crescita individuale inimmaginabile.

Si ringraziano Jason Muzzatti e la nazionale azzurra per la disponibilitá.