Tkaczuk-Helfer: Milano sulle loro spalle

di Valmore Fornaroli

Il Milano battendo il ValPusteria trova in un colpo solo una classifica dignitosa e la conferma che Daniel Tkaczuk potrebbe essere l’uomo che farà la differenza quest’anno. Già importante la scorsa stagione, l’estroso attaccante era una delle tante stelle di un Milano ed un campionato anomalo; nell’attuale torneo la sua presenza sul ghiaccio può sicuramente spostare gli equilibri a favore dei Vipers; di fatto in due gare il canadese ha deciso il risultato in entrambe le situazioni.
Il ValPusteria si presenta a Milano con DeRouville di turno tra i pali.
La partita comincia con un primo momento di grossa confusione con le due squadre che faticano a costruire gioco complici anche vistosi errori in fase di impostazione, le uniche occasioni giungono appunto da errori: la prima vede Gschliesser in fase di uscita dal terzo perdere un disco nel proprio slot, l’abile scippatore è Andrea Molteni che serve Felicetti – compagno di linea dei gemelli e sostituito in seconda da Savoia – che trova lo specchio chiuso dal goalie pusterese.

I Vipers pur non giocando bene controllano costantemente il ghiaccio, non sfruttano il primo powerplay ed impensieriscono DeRouville con tiri di Joseph e con Koehler che non sfrutta un’uscita oltremodo audace del numero trenta giallonero.
Si vede anche la seconda linea con una classica transizione di Chitarroni che serve Savoia giunto a rimorchio: il disco trova ancora un sicuro DeRouville.
L’occasione più pericolosa arriva in chiusura di periodo con una gustosa sequenza di passaggi da destra verso sinistra nel terzo pusterese dove si distingue l’apertura laterale quasi da mediano rugbistico di Tkaczuk che libera Savoia solo soletto davanti alla porta, il tiro finisce preda del guanto di un portentoso DeRouville.
Nel secondo periodo il Milano comincia cercando di mettere a frutto uno scampolo di superiorità, ma la prima linea conferma le difficoltà di Christie e Koehler lasciando sulle spalle di Tkaczuk il compito di far gioco e se possibile finalizzare. Gli attacchi rossoblu sono adesso insistenti, ma poco incisivi, delle tre linee quella che gioca più di squadra è la terza con i gemelli e Felicetti che cercano frequentemente di far girare il disco.
Gli ospiti controllano come possono, ma Eriksson non deve mai intervenire in maniera importante, confermando i progressi difensivi dei Milanesi.
Il meritato vantaggio dei Vipers arriva al 21.03 durante una superiorità per quanto in maniera atipica: non viene mai impostato un powerplay degno di tale nome ed allora arriva la zampata dell’uomo che cambia gli equilibri: Tkaczuk prende disco e semina il panico nella difesa giallonera fino al tu per tu con DeRouville che questa volta nulla può contro il felpato rovescio che lo passa alla sua destra.
Alla gioia subentra subito lo spavento per la prima vera occasione brunicense, Eriksson trova il varco per un uno contro zero e mira il buco cinque, l’omonimo milanese chiude celermente i pattini e blocca il disco, ma questo movimento lo sbilancia all’indietro con conseguente caduta al di là della riga di tutto il portiere fatta eccezione per i pattini che trattenevano il disco.
Il Milano gioca più libero ora e Savoia prova un’acrobazia nello slot puntando la stecca e compiendo un semicerchio intorno al puck fermo nel tentativo di sbilanciare DeRouville, ma questi non abbocca e poggia il guanto sul disco fermando il gioco.
Al 26.13 ancora un’azione personale regala il 2-0 al Milano: Helfer trova uno dei suoi break e buca DeRouville nello stesso angolo della rete precedente.
Come prima il ValPusteria trova l’occasione dopo aver subito la rete, questa volta in transizione Eriksson al 26.53 taglia con un perfetto assist da destra a sinistra lo slot milanese dove Andersson è bravo a fiondare in rete al volo.
Capita l’antifona gli uomini di Insam cercano di non “incoraggiare” le velleità dei Pusteresi ricominciando a presidiare in maniera accorta il ghiaccio facendo passare i minuti e riprendendo ad insidiare la gabbia avversaria.
Ci vuole però ancora una prodezza singola per riportare il risultato in sicurezza: ancora Helfer trova lo sfondamento centrale, ormai marchio di fabbrica dell’ex Brunico, con lui c’è Busillo che raccoglie lo scarico del numero sei ed a porta sguarnita fa 3-1 al 37.37.
Come spesso accade il terzo periodo viene saggiamente addomesticato dalla squadra di Insam che gestisce il gioco facendo scorrere il cronometro nella maniera più indolore; gioca molto la terza linea che nei gemelli Molteni ha la dinamicità, purtroppo non la precisione – colpita una traversa. Con queste premesse quello che negli USA chiamano “garbage time”, il tempo inutile di una partita decisa, comincia prima che il ValPusteria non abbia più reali speranze di rimonta.
A chiudere ogni discorso al 55.37 ci pensa la coppia regina della serata – Tkaczuk ed Helfer – che in penalty killing partono in transizione, l’attaccante canadese orfano dei compagni di linea trova nel difensore la sagacia tattica che lo portano a seguire l’azione del compagno; Tkaczuk è abile a chiamare a se De Rouville per poi beffarlo con un tocco che trova la pala di Helfer pronta per la doppietta e per la firma sulla gara.
Nel finale il ValPusteria ha a disposizione anche un cinque contro tre, ma a questo punto è veramente garbage time.
Il Milano non trova il gioco, ma saldo in difesa e con il fattore Tkaczuk in attacco pare più solido, mentre il ValPusteria ha palesato grosse difficoltà in avanti con Bona poco pericoloso.