Intervista a Matteo Molteni

di Claudio Nicoletti:

Hockeytime: Come prima cosa ovviamente vorremo avere da te un giudizio sull’esperienza in terra svedese appena conclusa.

Matteo Molteni: Innanzi tutto è stata un’ottima esperienza, completamente nuova per me fondalmentalmente per quello che è l’approccio vero e proprio verso l’hockey che è molto differente.
Certamente il livello del campionato non è paragonabile a quello attuale della serie A, che è sicuramente superiore, però ho trovato subito posto in prima e seconda linea e ciò mi ha permesso di giocare molto anche in power play ed in inferiorità e queste sono possibilità che qui chiaramente mi sono precluse.
Però la priorità del mio trasferimento era lo studio universitario ed anche lì sono rimasto più che soddisfatto.

HT: Valutando le altre esperienze che hai avuto all’estero – università in america ad esempio – cosa consiglieresti ad un giovane che vuole provare un’esperienza all’estero?

MM: Innanzi tutto l’esperienza negli stati uniti è stata molto diversa anche perché quando sono andato ero molto più giovane, avevo solo 17 anni.
Mi è difficile scergliene una; io le consiglio entrambe ma fatte in periodi della crescita diversi come ho fatto io.

HT: Come hai trovato la tua squadra al rientro, ci sono stati molti cambiamenti….

MM: Le differenze si vedono molto visto che praticamente metà squadra è cambiata. Abbiamo a disposizione cinque linee tutte pericolose. C’è molto da imparare quest’anno visto che avere la possibilità di giocare con certi grandi nomi è un’occasione unica.

HT: Passando invece alla nazionale si sono appena disputate le Universiadi e sei risultato il miglior marcatore, come giudici la prestazione complessiva?

MM: Devo ammettere che il risultato è stato un po’ deludente, speravo almeno nel quarto posto. Bisogna dire che abbiamo una grande dose di sfortuna sia sul ghiaccio. Metà squadra era affetta dall’influenza e io stesso uscivo da un infortunio. Potevamo vincere contro la Slovacchia e contro l’Austria potevamo sicuramente fare meglio; che dire? Peccato.

HT: Ed il tuo futuro con la nazionale?

MM: E’ ovvio sperare nelle Olimpiadi ma prima ci sono i mondiali no? Sono tornato dalla Svezia motivatissimo, peccato per l’infortunio che mi ha demoralizzato un po’ ma spero ardentemente di tornare a fare parte di quel gruppo.

Si ringrazia Matteo Molteni e la società per la disponibilità.

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