Bruno Zarrillo: voglio costruire una grande famiglia

di Gianpaolo

Abbiamo incontrato il nuovo general manager del Bolzano alla Meranarena dove i biancorossi hanno giocato in amichevole contro i Red Bulls Salzburg. Dopo tanti anni da protagonista in Italia, Germania e Svizzera, fa un certo effetto vedere uno degli oriundi più forti mai giunti da noi calato in un ruolo completamente nuovo. Ma a quanto sembra, ha già le idee molto chiare su che impronta dare al suo Bolzano.
Hockeytime: "Allora Bruno, come si sta senza hockey? Cosa pensi vedendo gli altri che si preparano alla nuova stagione sul ghiaccio?"
Bruno Zarrillo: "Ammetto che si tratta di una sensazione un po’ strana per me, ma nelle ultime due stagioni sono stato perseguitato dagli infortuni ed ormai avevo capito che la mia carriera professionistica stava volgendo alla conclusione. Quindi ero preparato psicologicamente a questo momento. Ora ho intrapreso questo nuovo lavoro con il Bolzano e devo dire che è una professione che mi piace".

Hockeytime: "In molti avevano pensato anche ad un Bruno Zarrillo allenatore."
Bruno Zarrillo: "Per me sarebbe stato impossibile. I miei figli sono ancora piccoli e voglio stare vicino a loro. Non potevo coniugare questa necessità con un lavoro a tempo pieno come allenatore".
Hockeytime: "Allora iniziamo a parlare di questo tuo nuovo lavoro. I giocatori che hai scelto per il Bolzano hanno tutti meno di 30 anni. Significa che state pensando a lungo termine?"
Bruno Zarrillo: "Esatto, la mia idea è di costruire una grande famiglia, voglio un Bolzano simile a quello che ho trovato quando sono arrivato per la prima volta tanti anni fa. Giocatori che possano costruire un ciclo, insomma, come abbiamo fatto io, Sergej, Igor, Gaetano Orlando. A piccoli passi siamo arrivati alla conquista dello scudetto. L’idea è ripercorrere quella strada, per questo abbiamo anche confermato in toto il blocco dei locali".
Hockeytime: "A proposito dei giocatori bolzanini: sappiamo che quello del goalie è un ruolo molto delicato e molti si aspettavano l’ingaggio di uno straniero. Invece hai dato fiducia a Günther Hell, probabilmente sulla base della mentalità di cui ci hai parlato: infatti Günther fa parte della formazione ormai da diversi anni".
Bruno Zarrillo: "Sicuramente, Günther ha la nostra fiducia. Però spetta a lui ora dimostrarci che abbiamo scelto bene. Se le cose non andranno bene valuteremo a dicembre se ingaggiare un altro portiere. Muzzatti? Non credo sia positivo che i due goalies della nazionale giochino nello stesso club".
Hockeytime: "Vuoi parlarci un po’ degli stranieri che hai ingaggiato?"
Bruno Zarrillo: "Robert Mulick è un terzino con pochi punti nelle mani, ma in grado di fare un ottimo lavoro in penalty killing. Mi ricorda Phil De Gaetano. Ha passaporto italiano, così come Anthony Tuzzolino che ha ben giocato nello scorso campionato. Su Mark Dutiaume abbiamo letto molti giudizi positivi da parte di chi lo ha visto nel campionato inglese ed abbiamo deciso di ingaggiarlo".
Hockeytime: "Manca sicuramente una pedina importante, un centro di un certo livello".
Bruno Zarrillo: "Esatto, stiamo lavorando per ingaggiare un giocatore di esperienza, che possa essere il leader della formazione e prenderla in mano nei momenti difficili. Noi non abbiamo le possibilità economiche di tante altre squadre del torneo, dobbiamo scegliere gli uomini giusti".
Hockeytime: "Milano ed Asiago hanno ingaggiato due giocatori NHL. Potrebbe farlo anche il Bolzano? Ma avrebbe senso comprare qualcuno se poi, una volta concluso il lock out, facesse precipitosamente ritorno al di là dell’Oceano?"
Bruno Zarrillo: "Sicuramente non sarebbe positivo, meglio qualcuno che rimanga tutto l’anno, comunque ora che il lock out è definitivo ci guarderemo intorno per vedere se qualcuno potrà venire".
Hockeytime: "Un quotidiano oggi ha fatto il nome di Ferdinando Pisani".
Bruno Zarrillo: "Posso smentire questa voce, Pisani non è intenzionato a venire in Italia".
Hockeytime: "Allarghiamo un po’ il discorso alle altre squadre: perchè è così difficile portare un giocatore con passaporto italiano nel nostro campionato? Ai tuoi tempi eravate in tanti a venire qui e tutti di gran valore…"
Bruno Zarrillo: "Semplice: mancano i soldi. Una volta non c’erano campionati europei più ricchi come la DEL di oggi e l’Italia era una meta possibile. Guarda invece cosa succede oggi: hai un Drew Omicioli in squadra e non appena riceve un’offerta migliore eccolo lì che scappa subito…"
Parole amare ma vere, pronunciate da un giocatore che è ancora legatissimo alla società che lo ha fatto crescere e lo ha lanciato verso una carriera ad alto livello. Il contrasto appare stridente e dispiace ancora di più che i personaggi carismatici come lui vadano sempre più scomparendo nel nostro hockey.

Si ringraziano Bruno Zarrillo e la società dell’Hockey Club Bolzano per la disponibilità.