NHL Playoff: gli Sharks ipotecano la serie

di Fabio Sorini
Philadelphia Flyers – Washington Capitals 2-1 (1-0, 1-0, 0-1) Serie: Washington conduce 3-1
Nel quarto atto di questa serie, i super favoriti Washington Capitals provano a chiudere il discorso qualificazione, ma devono fare i conti con i Flyers che vogliono onorare al meglio la loro presenza in questa post season. I padroni di casa iniziano con il piede giusto e vanno a segno con Gostisbehere, nel primo power play a loro disposizione (ottenuto per un’interference di Chorney). Il tutto, al quinto minuto di gioco. Washington sembra essere incappata in una serata negativa: lo dimostrano i pochi tiri scagliati, verso la porta diversa da Neuvirth (che ha preso il posto di Mason). Nel primo drittel succede poco: da segnalare soltanto l’infortunio a Laughton che è costretto a uscire in barella, tra gli applausi del Wells Fargo Center. Il secondo periodo inizia sulla falsa riga del primo, quanto meno fino al minuto numero 23 quando arriva il raddoppio, meritato, di Philly, firmato da MacDonald con un missile dalla linea blu che si insacca nell’angolino alla destra di Holtby. Non succede più nulla fino al 34esimo minuto, quando Washington ha un’occasione d’oro, grazie alla penalità di Gagner. Stranamente, però, Ovechkin e compagni non ne approfittano e si rimane sul 2-0 per Philadelphia. Flyers che si rendono pericolosi poco dopo, grazie alla superiorità numerica causata da Backstrom (per una trattenuta su MacDonald). PP che però viene annullato dalla holding di Voracek ai danni di Beagle, che permette ai Caps di ritornare in parità numerica. Dopo 40 minuti mediocri, finalmente, i Caps si svegliano: in apertura del terzo periodo è T.J. Oshie, l’eroe di USA-Russia di Sochi, a siglare il goal che riapre la partita. Mano a mano che passano i secondi, Washington cerca di segnare il goal del pareggio, ma Philadelphia fa buona guardia. I Flyers sono abili nel non concedere agli avversari dei power play che potrebbero costare cari: il periodo, infatti, scorre via tranquillamente senza interruzioni dovute alle penalità. Nemmeno con l’uomo di movimento supplementare e con Holtby in panchina, i Caps riescono a raddrizzare la partita. Philadelphia, di conseguenza, vince gara 4 e si toglie la soddisfazione di aver evitato lo sweep. La serie non è finita: queste due squadre torneranno a sfidarsi venerdì sera, a Washington, per gara 5.

Reti: (05:51) 1-0 Gostisbehere (PP Goal) (Giroux, Simmonds); (23:51) 2-0 MacDonald (Simmonds, Schenn); (42:38) 2-1 Oshie

New York Islanders – Florida Panthers 1-2 (0-0, 1-1, 0-1) Serie: 2-2
Seconda partita a Brooklyn e occasione per gli Islanders di portarsi sul 3-1, mettendo tutta la pressione a Jagr e soci in vista di gara 5. Non si può certo dire che il primo drittel sia spettacolare e ricco di goals: Florida e New York si rispettano e cercano di non scoprirsi troppo. Entrambe le formazioni hanno una chance di power play (complici i tripping di Cizikas e Huberdeau), che non sfruttano a dovere. I primi venti minuti si chiudono sul punteggio di 0-0, con i Panthers che hanno il doppio dei tiri degli avversari (10 contro 5 degli Isles). Il secondo drittel non sembra essere molto diverso dal primo, con un equilibrio assoluto che dura fino al 34esimo minuto, quando Martin va in panca puniti per un tripping su Bjugstad. Questa penalità costa cara a New York: Florida è brava nell’approfittare del power play e passa in vantaggio con Purcell. Questo goal sblocca la partita e la rende più divertente: gli Islanders non ci stanno e vogliono provare a reagire. A ridosso della fine del drittel, arrivano due penalità ai danni dei Panthers: prima Barkov poi Kulikov vanno a sedersi per due minuti. Quello che ne segue è un minuto scarso di 5vs3, non capitalizzato, per poi ritornare al power play tradizionale nel quale, questa volta, gli Isles trovano il goal del pareggio con Tavares. Pochi secondi dopo finisce il periodo: 1-1 e tutti a riposo. Nell’ultima frazione di gara, le due squadre ci provano in tutti i modi a sbloccare l’equilibrio. Da segnalare due power play per Florida, grazie a Nelson e a de Haan. Tra una penalità e l’altra, Jagr e compagni riescono a trovare il goal del vantaggio, firmato da Alex Petrovic, al minuto numero 49. Gli Islanders, a tre minuti dalla fine, tirano fuori l’orgoglio e, grazie alla penalità di Huberdeau, avrebbero anche la chance di pareggiare la partita, ma, purtroppo per loro, non la concretizzano. I Florida Panthers, dunque, vincono gara 4 e ristabiliscono la parità nella serie. Venerdì, in Florida, gara 5.
Reti: (35:18) 0-1 Purcell (PP Goal) (Jagr, Ekblad); (39:44) 1-1 Tavares (PP Goal) (Pulock, Nelson); (49:05) 1-2 Petrovic (MacKenzie, Wilson)

Minnesota Wild – Dallas Stars 2-3 (0-0, 2-3, 0-0) Serie: Dallas conduce 3-1
Dopo la meravigliosa gara 3, i Dallas Stars (cambiando anche il goalie titolare) provano a vendicarsi per ottenere una vittoria importantissima in ottica qualificazione. Anche Dallas, così come Philadelphia, decide di cambiare il portiere: spazio, dunque a Niemi che prende il posto di Lehtonen. I primi dieci minuti di gioco sembrano una continuazione di gara 3, con i Wild “on fire”, in carca del goal del vantaggio. I padroni di casa, scagliano sei tiri verso la porta di Niemi e hanno anche un power play a loro favore (causato dalla penalità comminata a Goligoski) che, tuttavia, non viene concretizzato. Nella seconda parte del periodo, c’è tempo per un 4vs4 (dovuto alle penalità di Haula e Demers), giocato a viso aperto da entrambe le squadre. Nel drittel centrale succede di tutto: in cinque minuti (tra il 25esimo e il 30esimo minuto di gioco) vengono realizzate tre marcature. Ma andiamo con ordine: passano in vantaggio in padroni di casa, con un goal di Pominville che buca per la prima volta Niemi. Due minuti dopo, grazie ad una penalità a Dumba per ritardo del gioco, Dallas (ancora senza Seguin) trova il goal del pareggio, messo a segno da Hemsky. Ma al minuto numero 30, Minnesota, con Coyle, mette ancora una volta il naso avanti. Ma non è finita qua: tre minuti più tardi, uno slashing di Niederreiter, causa un PP agli Stars, che viene concretizzato da Eaves. 2-2 e tutto da rifare per i Wild. Wild che avrebbero un’occasione per passare in vantaggio, al minuto numero 36, grazie ad una penalità comminata a Jamie Benn. Non solo Minny non sfrutta la chance: ma, a un minuto abbondante dal termine, deve incassare il goal di Spezza, che porta in vantaggio Dallas. Dopo lo spettacolo del secondo periodo, la terza frazione di gioco torna a essere equilibrata, senza reti, con Dallas in controllo e con un solo power play, non sfruttato dai Wild (penalità causata da una stecca alta di Roussel). Dallas riesce a vendicarsi di gara 3 e si procura il primo match point della serie.
Reti: (25:01) 1-0 Pominville (Niederreiter, Haula); (29:11) 1-1 Hemsky (PP Goal) (Demers, Russell); (30:14) 2-1 Coyle (Zucker); (33:24) 2-2 Eaves (PP Goal) (Russell, Spezza); (38:51) 2-3 Spezza (Demers, Benn)

San José Sharks – Los Angeles Kings 3-2 (0-0, 2-0, 1-2) San José conduce 3-1
In una delle serie più belle di questi quarti di finale, i Los Angeles Kings hanno un unico obiettivo: battere gli Sharks al SAP Center e pareggiare la serie stessa a quota due. Nel primo periodo domina l’equilibrio: vedendo le tre partite precedenti, le due squadre non si sbilanciano, quanto meno non da subito, cercando di giocare un match saggio e controllato. In questi primi venti minuti di gara non ci sono nemmeno delle penalità e le due squadre vanno al riposo avendo fatto 19 tiri in totale (11 per Los Angeles e 8 scagliati da San José). Il secondo periodo inizia male per i Kings. Una penalità a Jeff Carter regala un power play agli Sharks che sono bravi nel concretizzarlo: arriva, infatti, il vantaggio dei padroni di casa, firmato da Burns. La partita si accende e gli “Squali” devono fronteggiare due situazioni di inferiorità numerica, per colpa di Nieto prima e di Ward poi: nonostante le difficoltà, questi quattro minuti di shorthanded scorrono via senza che L.A. riesca a trovare il goal del pareggio. Minuto numero 28: tocca ai Kings affrontare nuovamente l’inferiorità numerica. Il power play procurato da Scuderi (per uno sgambetto su Hertl) regala a San Josè il goal del 2-0, importante e decisivo, segnato da Pavelski. In questo secondo periodo c’è tempo per un altro power play per gli Sharks (procurato da Schenn) che, tuttavia, non viene sfruttato a dovere. Anche il terzo drittel è molto avvincente: Los Angeles lo inizia male con altri due minuti di inferiorità numerica da affrontare (procurati da una stecca alta di McBain). Per la terza volta nella serata, San José riesce a capitalizzare il power play e Patrick Marleau chiude il match siglando il 3-0. I Kings, nonostante il passivo pensate, non si danno per vinti. Dopo il terzo goal del padroni di casa, i ragazzi di coach Sutter prendono in mano il periodo e provano a realizzare una rimonta clamorosa. E non ci vanno nemmeno troppo lontani: i losangelini, in quattro minuti (dal 42esimo al 46esimo) segnano ben due reti (prima con Lewis, poi con Schenn) e riaprono il match. Nonostante la bella reazione d’orgoglio, L.A. non riesce a segnare il goal del pareggio e la partita si conclude con il punteggio di 3-2 per gli “Squali”. San Josè, grazie a questo successo, ipoteca la serie e, allo Staples Center in gara 5, potrà chiuderla definitivamente: ma mai dare per spacciata Los Angeles.
Reti: (22:09) 1-0 Burns (PP Goal) (Ward, Vlasic); (29:21) 2-0 Pavelski (PP Goal) (Thornton, Marleau); (41:40) 3-0 Marleau (PP Goal) (Couture, Burns); (42:49) 3-1 Lewis (Schenn, Versteeg); (46:44) 3-2 Schenn (Kopitar, Gaborik)