La IIHF Hall of Fame si tinge d’Azzurro con Lucio Topatigh

(Praga) – Per gli appassionati di storia dell’hockey, la cerimonia di ammissione alla IIHF Hall of Fame è sempre un evento a cui non poter mancare. L’edizione 2015, oltre a rivestire la canonica importanza, ha un sapore speciale per la presenza di Lucio Topatigh, il miglior giocatore di scuola italiana che l’hockey nostrano ha prodotto negli ultimi trent’anni. Secondo italiano a farne parte, dopo l’inserimento di Enrico Calcaterra nella categoria “Builder”, nel settembre del 1999, avvenuto durante il Congresso semestrale tenutosi a Fort Lauderdale in Florida (USA), il Falco di Gallio è stato il primo ex giocatore a ricevere il Richard “Bibi” Torriani Awards, premio assegnato a coloro che hanno avuto delle carriere eccezionali con Nazionali  di secondo livello. L’ex attaccante non nasconde i suoi sentimenti:

Una grande emozione, soprattutto per essermi trovato a contatto con Campioni del calibro di Dominik Hasek e Robert Reichel; peccato non ci fosse Scott Niedermayer. Far parte della Hall of Fame è fantastico.

2015_05_17 induction topa 116Un grande giocatore, ora tra i grandi, come accadeva in pista quando rendeva dura la vita ai suoi avversari, soprattutto ai portieri.

E’ una grande soddisfazione  vedere che la passione e l’amore per questo sport mi ha portato a raggiungere questo grande traguardo, sebbene io abbia iniziato tardi la mia carriera hockeistica e non avessi mai pensato di raggiungere questo grande risultato.

L’ala asiaghese ripercorre la sua carriera partendo dall’esordio, avvenuto nel dicembre 1985 contro la Germania Est.

Stavamo disputando un’ottima stagione con l’Asiago, quella terminata al secondo posto alle spalle del Merano, sono stato convocato in Nazionale ed ero tra i più giovani; sin da subito i veterani italo canadesi, come Manno e Corsi, che erano in squadra hanno creduto in me e mi hanno aiutato. Questo è uno dei motivi per i quali ho ringraziato tutti i compagni con cui ho giocato.

Qualche mese più tardi il Falco di Gallio ha esordito nel primo Mondiale (Gruppo B) ad Eindhoven.

Ricordo bene quel Mondiale. E’ stata una grande soddisfazione esordire da giovane in una manifestazione iridata, con tutti i grandissimi giocatori del Campionato italiano (tra cui Manno, Mastrullo, Milani e Corsi), ed essere protagonista, anche per via del secondo posto ottenuto.

2015_05_17 induction topa 183L’apice della sua carriera in Nazionale fu raggiunto con il Mondiale casalingo del 1994, quando il Blue Team terminò al sesto posto. Un premio, quello ricevuto, a cui ha contribuito anche coach Brian Lefley:

Lefley ha contribuito tantissimo, ho giocato tanti anni per lui, soprattutto in Gruppo A. Facevo parte di una grandissima linea (Topatigh-Orlando-Zarrillo, nda) ed è anche grazie a loro se oggi posso essere orgoglioso di questo premio. Lefley è stato fondamentale per la Nazionale italiana, siamo rimasi in Gruppo A ottenendo buoni risultati.

Proprio il Mondiale del 1994 è quello che Topatigh ricorda con più affetto.

Sicuramente lo ricordo come il miglior Mondiale, sia perché è stato giocato in Italia, sia perché siamo stati protagonisti raggiungendo il sesto posto, una posizione mai raggiunta prima nel secondo dopoguerra. Questo mi ha dato la possibilità di andare a giocare Oltreoceano e sappiamo com’è andata.

Mentre per quanto concerne le Olimpiadi, quelle di Albertville e Torino, per motivi diversi, hanno lasciato buoni ricordi all’ex attaccante:

Ad Albertville è stato il consacramento della mia carriera, perché stavo giocando la mia prima Olimpiade contro grandi Campioni, inoltre c’era anche Alberto Tomba ed è stata una grande soddisfazione. Invece riuscire a disputare quelle di Torino è stato difficile dal punto di vista fisico, perché lavoravo, tuttavia era un risultato che mi ero prefissato.

2015_05_17 induction topa 024Topatigh non ha dubbi ad indicare il compagno con cui ha legato maggiormente nella sua lunga carriera:

Robert Oberrauch. Ho condiviso con lui ogni minuto della mia vita, sia sul ghiaccio che fuori. Un grandissimo compagno, ma soprattutto un grandissimo amico. Senza nulla togliere ad Orlando e Zarrillo con i quali ho giocato assieme.

Sulla politica dei giovani intrapresa dalla Federazione, l’ex attaccante ha le idee chiare:

Trovo giusto che si punti sui giovani con lo scopo di alzare il livello dell’hockey italiano, soprattutto perché, chi ha avuto in passato anni difficili come Germania, Austria o Svizzera hanno investito nei settori giovanili, ora hanno Nazionali competitive. Ci saranno anni difficili per l’hockey italiano, però sono sicuro che è la cura migliore per rilanciarlo.

E se lo dice il Falco di Gallio, c’è da credergli.

La maglia celebrativa donata dalla IIHF a Lucio Topatigh è all’asta, fino a giovedì 21 maggio, su ebay (http://www.ebay.it/itm/Lucio-Topatigh-official-signed-2015-IIHF-Hall-of-Fame-Induction-Italy-jersey-/261887099129?). Il ricavato sarà donato all’Associazione Amici del Rene (AARVI) di Vicenza, una Onlus che promuove la conoscenza delle problematiche relative alle malattie renali ed alle terapie ad esse collegate, inoltre supporta con ogni mezzo la ricerca e lo studio di nuove tecniche e tecnologie atte a migliorare lo stato di salute dei pazienti affetti da disturbi renali.