1a Divisione Gr. A: il precedente con Polonia e Ucraina

PoloniaNon sarà la prima volta che Italia e Polonia aprono i rispettivi Mondiali di Prima Divisione incontrandosi alla prima giornata; se lo ricorda sicuramente bene Armin Helfer, unico reduce di quella Nazionale che, nel 2004, volò a Danzica con l’intento di riscattare l’anonimo torneo del 2003 (quarto posto frutto di due successi e tre sconfitte). L’obiettivo federale era quello di costruire una squadra competitiva in vista delle Olimpiadi di Torino, sebbene un progetto ben definito non era ancora stato stilato; ventidue mesi potevano sembrare molti, tuttavia alla vigilia della partenza verso il Paese dell’ex blocco del Patto di Varsavia, i piani di Michel Goulet, al primo anno sul pancone Azzurro, si complicarono a causa di un’epidemia di varicella che colpì Luca Ansoldi, Christian Borgatello e Fabio  Armani, a cui si aggiunse l’assenze di Nicola Fontanive ed Alexander Egger, quest’ultimo tenuto a casa come riserva.  Il coach canadese non si perse d’animo e, nonostante solo sei terzini a disposizione (il settimo, Chris Bartolone era impegnato nei playoff con il Klagenfurt), riuscì ad allestire una formazione capace di sovrastare i polacchi sin dalle prime battute di gioco: alla prima superiorità a favore, Mario Chitarroni finalizzò il passaggio di Justin Peca. I padroni di casa si dimostrarono poco ospitali, quando Adam Borzecki caricò alla testa un Azzurro e venendo sanzionato con un 2+10. Il nervosismo dei biancorossi proseguì anche nella frazione centrale, Peca e Joe Busillo approfittarono della situazione portando, in power play, a tre le marcature del Blue Team. Morsi mortalmente dalle “Vipere” meneghine, i polacchi subirono la quarta rete dalla stecca di Jason Cirone che sancì il primo successo Azzurro davanti ai 4.500 spettatori. Un netto 4-0 che premiò anche Jason Muzzatti autore di uno shutout.

UcrainaItalia e Ucraina si ritrovano di fronte ad un Mondiale a distanza di sei anni; terreno di scontro è sempre il suolo polacco: nell’aprile del 2009 il campo di battaglia fu la pista di Torun, cittadina di circa 2.600 abitanti nel centro nord della Polonia e capoluogo, con Bydgoszcz, del voivodato della Cuiavia-Pomerania. La Nazionale italiana, in quei giorni guidata da Rick Cornacchia, stava conducendo la sua campagna di conquista mietendo successi, nonostante gli Azzurri fossero a punteggio pieno la matematica ancora non li premiava. Alle spalle del  Blue Team, ad un punto di distacco, resisteva l’Ucraina dell’ex Renon Oleg Timchenko;  il duello decisivo era in programma all’ultima giornata, solo una vittoria avrebbe consentito, ad una delle due rivali, di staccare il biglietto per Germania 2010. Partita difficile, dura; gli ex sovietici si spinsero in attacco sin dai primi minuti: quando la difesa italiana non riescì ad arginare le folate offensive  gialloblu, intervenne Tragust, miglior portiere del torneo. Molti tiri subiti, pochi effettuati. La situazione sembrava propizia agli ucraini, favoriti anche dal 5+20 comminata a Stefan Zisser e dalle numerose penalità subite dall’Italia, tuttavia il power play italiano fu più cinico: Michele Strazzabosco sganciò una sassata dalla blu, capitan Ramoser , in traiettoria, deviò quel tanto che bastò per depositare il disco in rete. L’Ucraina allentò la presa, ma fu ancora pericola nel finale: la strepitosa parata di Tragust di gambale su Varlamov e la penalità inflitta Strazzabosco, per trattenuta, convinse il coach ucraino a togliere il portiere per l’uomo di movimento in più, ciò nonostante la mossa fu un assist per Nicola Fontanive che, a porta vuota, archiviò un Mondiale straordinario.