Addio a Valeri Karpov

L’hockey russo piange la scomparsa di Valeri Karpov, deceduto ieri a 44 anni per le conseguenze di una rovinosa caduta dalle scale lo scorso luglio nella sua casa della natia Chelyabinsk. Operato tre volte per tentare di ridurre i danni celebrali, in Settembre Karpov era stato trasportato nel centro di riabilitazione di Berezovsky, ma non è mai uscito dal coma. Cresciuto nella prestigiosa scuola del Traktor, Karpov era stato draftato da Anaheim nel 1993 dopo il vittorioso campionato del mondo, ma in NHL non è mai riuscito ad affermarsi, giocando 76 partite con i Mighty Ducks e facendo parecchio “ascensore” nelle leghe minori AHL e IHL. Tornato in Russia nel 1997 vince un titolo a Magnitogorsk e due European Hockey League prima di chiudere la carriera nel “suo” Traktor nel 2006. Nominato Master of Sports of Russia, dopo il ritiro Karpov ha tentato la carriera dirigenziale ricoprendo, senza troppa fortuna, la carica di General Manager all’Avtomobilist Yekaterinburg nel 2009. La scorsa estate aveva accettato con entusiasmo il posto di assistant coach al Chelmet, ma l’incidente gli ha impedito di iniziare la stagione. Uomo schivo e modesto, cresciuto con l’amico di sempre Olegs Znaroks, attuale coach della Dynamo Mosca, laureatosi nel 2002 in pedagogia con una tesi sul mental empowerment degli atleti, Karpov raccontava la paura di affrontare il difensore ceco Frantisek Kucera – “un uomo con 77 punti in faccia” – e confessava candidamente che il momento più bello della sua carriera hockeyistica è stato nel 2008 in….. un bar di Quebec City, quando Jari Kurri “mi si è avvicinato e mi ha riconosciuto, una leggenda come lui, chissà quante persone gli sono passate di fronte nella vita e lui si è ricordato!”

 

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