NHL Playoff 2013: Penguins umiliati a domicilio, i Bruins raddoppiano nella serie

Qualcuno ha visto i Penguins? Di sicuro non i Boston Bruins, che mai avrebbero pensato di avere vita così facile al Consol Energy Center di Pittsburgh. Se in Gara 1 il 3 a 0 dei ragazzi di coach Julien poteva sembrare quasi eccessivo, anche se figlio di una prova maiuscola di Tuukka Rask, in Gara 2 i Penguins sono parsi semplicemente irriconoscibili. Tra dischi persi, errori banali, Vokoun sostituito dopo nemmeno 20 minuti dal redivivo e poco affidabile Fleury, i Bruins hanno investito Crosby e compagni con un sonoro 6 a 1. Già, Sidney Crosby. La stella di Pittsburgh questa volta non ha brillato, anzi, è probabile che quella di questa notte sia stata una delle peggiori partite del capitano dei Pinguini, che proprio non ne ha imbroccata una. Ma, al di là di una difesa da rivedere, è stata tutta la truppa di coach Bylsma a non ingranare. Dove finiscono i demeriti dei Penguins, iniziano i meriti dei Bruins: certo, il goal di Marchand ha permesso ai ragazzi del Massachussets di impostare la partita e, senza dover faticare troppo per resistere alle sfuriate poco furiose degli avversari, hanno saputo infilare altre tre reti nel primo tempo. Importantissima soprattutto quella nel finale di frazione: ancora una volta Marchand il marcatore, che ha fiaccato l’animo di Pittsburgh che poco prima era riuscita ad accorciare le distanze con Sutter. Vincere le prime due gare in trasferta rappresenta un fattore se non quasi determinante, almeno importantissimo: i prossimi due incontri, al T.D. Garden di Boston, saranno decisivi per l’economia della serie. Per gli amanti della cabala, ma soprattutto per i tifosi di Pittsburgh che vogliono rinfrancarsi l’animo, c’è un dato interessante: nel 1991 in finale di Conference i Penguins persero le prime due gare contro i Bruins, vincendo poi quattro match di fila e andando poi a vincere la Stanley Cup contro i Minnesota North Stars. Erano però gli anni di Mario Lemieux, Mark Recchi, Jaromir Jagr (che, ormai con la barba bianca e nelle fila dei Bruins, si augura di non vedere i Pinguini ripetere l’impresa). Riusciranno i vari Crosby e Malkin a imitare le leggende? Difficile, anche perché nel ’91 Pittsburgh perse le prime due gare a Boston, recuperando poi in casa: questa volta la rimonta epocale è da effettuare lontano dalle mura amiche. Nessuna squadra in NHL è mai riuscita ad accedere alla finale di Stanley Cup dopo aver perso le prime due gare in finale di Conference. Invertire il trend è la parola d’ordine per la truppa della Pennsylvania: non è con un goal in due partite che si fanno le imprese.

Bruins @ Pittsburgh 6 – 1 [4-1; 0-0; 2-0] / Serie: Bruins 2-0

La partenza di Boston è a dir poco fulminante. Il Consol Energy Center infatti viene ammutolito dopo soltanto 28 secondi: grave errore di Crosby sulla blu di attacco, Brad Marchand parte in breakaway e fa fuori Vokoun per l’1 a 0 ospite. I Penguins, scossi dalla doccia fredda, fanno fatica a carburare e si fanno vedere davanti solo con qualche incursione della prima linea e un tiro di Sutter da posizione interessante, con il puck che però finisce di poco a lato del palo alla destra di Rask. I Bruins tornano a farsi sentire poco dopo il giro di boa della prima frazione prendendo d’assedio il terzo difensivo avversario, ma su una ripartenza è Pittsburgh ad andare vicino al pareggio: Malkin si accentra e scocca un tiro fermato con il gambale da Rask, sul rebound si avventa Iginla che per un soffio non riesce ad appoggiare a porta sguarnita. Orpik finisce poi in panca puniti e Boston può usufruire del primo powerplay della serata: proprio nel momento in cui i Penguins recuperano il quinto uomo, però, Krug prova il tiro dalla distanza, Nathan Horton approfitta di un’altra amnesia della difesa di casa e con il backhander infila in rete un disco rimasto a due metri dalla porta di Vokoun. Al 14:37 i ragazzi di coach Claude Julien conducono per 2 a 0. I Penguins poi vanno vicini ad accorciare le distanze con Crosby e Iginla, ma al 16:31 sono ancora i Bruins a pungere: bellissima azione con Lucic che pesca con un gran passaggio all’indietro sotto le gambe Horton, assist per David Krejci che fa 3 a 0. Tale è l’emergenza in casa di Pittsburgh, che termina già la partita di Vokoun e torna a difesa della gabbia Marc-Andre Fleury. Il goalie canadese, sulla carta il titolare dei Penguins, non si vedeva in pista da Gara 4 contro gli Islanders, nel primo turno di playoff. Se non altro Fleury inizialmente porta fortuna, perché a 33 secondi dal termine Pittsburgh accorcia: Brandon Sutter si invola sulla destra e scarica un tiro micidiale all’incrocio dei pali. Cade la guardia di Rask dopo lo shutout di Gara 1. La festa dura poco, molto poco: è ancora Brad Marchand a mettere K.O. Fleury a 9 secondi dal termine della prima frazione con un polsino all’incrocio dei pali. I primi 20 minuti, da incubo per i Penguins, si chiudono su un clamoroso 4 a 1 per gli ospiti.

In avvio di secondo tempo i Penguins sembrano ancora in confusione, ma i Bruins non ne approfittano: la prima occasione capita sulla stecca di Dupuis, che a incrociare da posizione defilata impegna Rask. Fino al minuto 31 il match non regala emozioni, poi Pittsburgh sfiora il secondo goal: Morrow pesca Adams che tutto solo nello slot spara addosso a Rask, nella mischia che ne segue poi la difesa di Boston riesce a sbrogliare. I Bruins però non faticano a difendere il risultato e coach Bylsma non può che essere infuriato con i suoi. Il primo powerplay per i padroni di casa arriva al 32esimo minuto: anche con l’uomo in più i Penguins faticano terribilmente, pasticciano, rischiano di subire il goal e si prendono i sacrosanti fischi del Consol Energy Center. Rask in più riesce a cavarsela nel mezzo di un’altra mischia dopo il tentativo in backhander di Jokinen. A tre dalla seconda pausa ci prova anche Dupuis, che da dietro la porta stringe verso un Rask ancora una volta attento. Il goalie finlandese si distingue anche nell’azione successiva, pinzando con grande prontezza di riflessi uno slap dalla blu di Martin. I padroni di casa aumentano la pressione negli ultimi due minuti, ma non c’è niente da fare: alla seconda sirena il risultato è ancora di 4 a 1 per gli ospiti.

Passano soltanto 27 secondi del terzo tempo e Boston piazza il colpo del K.O.: Jagr per Patrice Bergeron che con un one-timer fa centro. 5 a 1 e risultato in ghiaccio per gli ospiti. La risposta dei Penguins è affidata a Kunitz, che dopo una fuga sulla destra vede il suo tentativo fermato dal gambale di Rask. Il goalie di Boston abbassa la saracinesca e ogni tentativo dei Penguins risulta vano: a questo punto però mancano anche la motivazioni e la spinta offensiva va via via riducendosi. In powerplay comunque i padroni di casa provano ad accorciare per rendere meno amaro il boccone, ma Crosby, Neal e Iginla vengono stoppati da Rask, ancora insuperabile. Dall’altra, a cinque dalla fine, Kelly sfiora la sesta realizzazione centrando in pieno il palo alla destra di Fleury. Al 58:36 c’è gloria anche per Johnny Boychuk, che con un missile dalla blu sorprende Fleury, decisamente poco attento. Nemmeno le telecamere sanno più su chi indugiare, se sull’espressione di Vokoun o su quella del canadese. 6 a 1 quindi il finale, Boston non poteva prepararsi meglio per il doppio appuntamento al T.D. Garden. Il primo dei due, Gara 3, andrà in scena mercoledì notte.

 

Bruins @ Pittsburgh 6 – 1 [4-1; 0-0; 2-0]

Reti: 00:28 Brad Marchand (1-0); 14:37 Nathan Horton (2-0); 16:31 David Krejci (3-0); 19:26 Brandon Sutter (3-1); 19:51 Brad Marchand (4-1); 40:27 Patrice Bergeron (5-1); 58:36 Johnny Boychuk (6-1)

Tiri in porta: 29-27
Powerplays: 0/1 – 0/2
Hits: 19-37
Faceoff vinti: 29-28
Tiri bloccati: 16-9
Minuti di penalità: 6-4