NHL PlayOff 2013: sweep degli Sharks, gli Isles pareggiano la serie, allungo di Hawks e Senators

Gli Sharks divorano i Canucks, completano lo sweep e mandano in vacanza i canadesi con il goal all’overtime di Patrick Marleau, che chiude la serie sul 4 a 0. Marc-Andre Fleury invece fa piangere i tifosi di Pittsburgh con una prestazione da 3 in pagella: grande prova degli Islanders che quindi si riportano sul 2 a 2 nella serie. I Senators rimontano nel terzo tempo un doppio svantaggio e vanno a vincere all’OT portandosi sul 3 a 1 nella serie con Montreal. I Blackhawks invece rimediano alla sconfitta dell’altro ieri e allungano contro i Wild grazie allo shutout di Corey Crawford.

Penguins @ New York Islanders 4 – 6 [1-1; 2-2; 1-3] / Serie: 2-2 di Luca Tommasini
Non bastano delle bocche da fuoco devastanti quando in difesa si balla troppo. Lo sanno bene i Penguins, lo sa bene Marc-Andre Fleury, lo sanno ancora meglio e sorridono gli Islanders, che stanotte hanno pareggiato la serie sul 2 a 2 al termine di un match incredibile e terminato 6 a 4 in favore dei padroni di casa. L’espressione di coach Dan Bylsma al termine della partita è tutto un programma, così come è inequivocabile l’immagine di Fleury che si picchia i pugni sul casco: questa sera il goalie canadese ha scatenato l’ira dei tifosi di Pittsburgh con una prestazione ancora una volta dimenticare. E allora non è un caso che le telecamere indugino su Tomas Vokoun: un suo impiego in gara 5 potrebbe non essere un azzardo. La pessima serata di Fleury non mette però in ombra la prestazione di New York, trascinata da John Tavares, a segno con la rete che spezza l’equilibrio a 10 minuti dalla fine, e da Mark Streit: due goal e un assist per lui. Da segnalare il ritorno a roster tra i Penguins di James Neal e Brooks Orpik.

In avvio di primo tempo gli Isles possono usufruire di un powerlay: il tiro di Visnosvky mette in difficoltà Fleury, poi Okposo sul rebound manca di un soffio la porta. Altra occasione per i padroni di casa qualche minuto dopo, quando una bella discesa di Ullstrom sull’ala sinistra libera al tiro Aucoin, che si fa però stoppare dal goalie avversario. Penguins confusionari in attacco e disattenti in difesa, al 14:05 arriva così la rete che apre le danze per New York: Brian Strait lascia partire un gran tiro da distanza siderale, Fleury è poco reattivo e l’1 a 0 è servito. La reazione di Pittsburgh però è tanto furiosa quanto immediata: 45 secondi più tardi grande azione del trio Iginla-Malkin-Neal, con il primo che entra nel terzo offensivo e lascia al russo, che pensa al tiro ma allarga invece per il numero 18 dei Pens che insacca con un preciso one-timer. I primi 20 minuti si chiudono così sull’1 a 1.
I Penguins sprecano dopo qualche minuto dall’inizio della seconda frazione un ghiotto powerplay: assedio degli ospiti, con Vokoun e la difesa newyorkese che in qualche modo si salvano. Ci finisce poi Cooke in panca puniti e gli Isles puniscono immediatamente: al 26:19 infatti Mark Streit si avventa su un disco vagante e dalla lunga distanza fa secco Fleury. Goal assegnato a Tavares in un primo momento, il replay non chiarisce comunque se ci sia stata una deviazione dell’attaccante canadese. Ancora una volta però il vantaggio di Streit e compagni dura poco: 58 secondi più tardi Evgeni Malkin sfrutta un’amnesia della difesa avversaria, entra nel terzo offensivo e scarica un polsino all’incrocio dei pali. E’ 2 a 2. Pittsburgh ci crede e al 31:03 arriva anche il vantaggio: Cooke in fore-checking, forse con un fallo, recupera il disco, Morrow pesca Brandon Sutter che ha il tempo di prendere la mira e infilare Nabokov. E’ questione di tempo però perché inizi la serataccia di Fleury, che prima si oppone bene su Tavares, poi fa la frittata: al 18:36 infatti Hamonic prova un tiro quasi inoffensivo, Fleury concedere un rebound superfluo, il disco finisce dietro la porta e Kyle Okposo prova a rimetterlo in mezzo, trovando la complicità del goalie canadese che infila il puck nella propria porta. Ancora una volta. 3 a 3 il risultato dopo 40 minuti.
Bastano 41 secondi nel terzo tempo ai Penguins per tornare in vantaggio: tiro dalla media distanza di Kunitz che trova la deviazione con il corpo di Pascal Dupuis. Gli Islanders non si scoraggiano e al 44:30 centrano il pareggio: slapshot rasoghiaccio dalla distanza ancora di Mark Streit, puck deviato con il pattino da Murray e il 4 a 4 è servito. A 11 dalla fine grande azione di Crosby, inesistente nel resto della serata, che si beve un difensore e va a servire Dupuis, che manca però una ghiotta occasione. Gli Isles ringraziano e al 50:11 vanno in vantaggio: terribile errore di Malkin che perde il disco nel proprio terzo difensivo sulla pressione di Boyes, che a servire John Tavares che prima impegna Fleury che si oppone bene con il gambale, poi raccoglie il rebound e insacca il 5 a 4 che esplodere il Nassau Coliseum. La reazione dei Penguins è troppo disordinata e poco incisiva, Nabokov si oppone bene e la difesa newyorkese controlla senza troppe difficoltà. Manca un minuto e 16 secondi quando coach Bylsma sta pensando di togliere Fleury per il sesto uomo di movimento, ma il suo goalie fa in tempo a regalargli un’altra delusione: Casey Cizikas si invola verso la porta braccato da Murray, prova a stringere verso Fleury che, di fatto, spinge ancora una volta il disco nella propria porta. 6 a 4 il risultato finale: New York sta dando del filo da torcere a Pittsburgh, che paga un pacchetta difensivo troppo discontinuo. Sul 2 a 2 nella serie appuntamento a giovedì notte per gara 5 al Consol Energy Center di Pittsburgh.

________________________________________

Canadiens @ Ottawa 2 – 3 OT [0-0; 2-0; 0-2; 0-1] / Senators 3 – 1 di Alessandro Bianchi
Match interessantissimo alla Scotiabank Place di Ottawa, Montreal alla ricerca del pari mentre i Senators cercano l’allungo, cambi tra le file degli Habs, fuori per l’ennesima volta Gionta e White e dentro Dumont e Halpern, mentre un solo cambio per padroni di casa, ritorna Gryba al posto di Wiercioch.
Montreal doveva impostare l’incontro in modo diverso rispetto ai precedenti se voleva impensierire i Senators, visti i pessimi risultati, e così è stato, nel primo periodo si è assistito ad un continuo batti e ribatti, sia da una parte che dall’altra manovre in velocità, se per Ottawa si trattava della consuetudine, per Montreal si è trattato di una clamorosa novità, la cosa eclatante è stata che gli Habs sembravano molto a loro agio con questo tipo di gioco, il tutto sommato sempre alla fisicità che accompagna il loro classico gioco. Come detto primo tempo che è filato abbastanza liscio, coi due goalies, Anderson e Price, in grado di contenere le avanzate avversarie, fatto salvo per una clamorosa occasione proprio all’ultimo con Silfverberg lanciato in contropiede e Price che compie un mezzo miracolo.
Secondo periodo che vede ancora Montreal all’attacco, e che finalmente raccoglie i frutti del buon lavoro svolto fino a quel momento, nell’arco di un minuto piazza un 1-2 micidiale che sembra spezzare le reni ai Senators, prima al 02.52 Subban porta in vantaggio i suoi con un tiro che fulmina Anderson, poi disco perso malamente da Conacher in attacco scatena il contropiede Habs con Halpern che mette Galcheniuk nelle condizioni di battere per la seconda volta Anderson. Tutto questo non demoralizza affatto i padroni di casa che sorretti dal loro pubblico continuano a macinare gioco e occasioni senza però riuscire a scalfire la corazza di Price, almeno in questo periodo.
Terzo ed ultimo periodo di gara 4 che vede Ottawa tentare il tutto e per tutto, e vi riesce. Prima all’11.55 Neil fa partire un missile dalla balaustra, più un che un passaggio pareva un tiro completamente sbagliato, che finisce tra pattino e stecca di Zibanejad che porta Ottawa sul 1-2, però l’azione è contestata, più che altro inganna il goffo movimento dello stesso centro dei Senators, viene chiesto il replay che conferma la rete, e qui Montreal capisce che gira tutto storto, la conferma arriverà a meno di 30 secondi dalla fine, quando sull’arrembaggio dei Senators in avanti il disco sbatte dietro la gabbia, poi viene rimesso in mezzo e il più lesto è Conacher al 19.37 che sfrutta il tocco di Alfredsson per impattare il risultato sul 2-2, e farsi in parte perdonare l’errore sulla seconda rete subita, e battere Price che nell’occasione si infortuna, ma stringendo i denti riesce almeno a concludere il tempo. Ultimi secondi concitati con dapprima Ottawa che si fa minacciosa in attacco, disco recuperato e capovolgimento di fronte con Subban che tira malamente, altro disco recuperato, stavolta da Ottawa con Zibanejad che impensierisce Price che devia con un mezzo miracolo. Si va così all’overtime.
Overtime che presenta la novità Budaj in porta per Montreal, Price infortunato non riesce a recuperare, e dura meno di tre minuti. La prima conclusione è di Plecanek, ma Anderson respinge, poi Ottawa si fa pericolosa con Silfverberg prima e poi con Turris che chiude la contesa, azione prolungata di Ottawa che mette pressione nel terzo avversario, Karlsson passa ad Alfredsson, dietro la porta, passaggio a Turris che con fortuna tiene il disco e lo scaglia verso Budaj, la traiettoria viene deviata impercettibilmente da Diaz che spiazza il proprio goalie e regala il 3-2 ai suoi. Prossimo incontro giovedì nella bolgia del Centre Bell di Montreal.

 ________________________________________

Blackhawks @ Minnesota 3 – 0 [1-0; 1-0; 1-0] / Blackhawks 3 – 1 di Thomas Valeruz
Con una grande prestazione, i Chicago Blackhawks superano alla Xcel Energy Center di St. Paul i Minnesota Wild con un secco 3-0, in un match equilibrato dove la differenza l’hanno fatta i portieri. Con questa vittoria, i Blackhawks avranno a disposizione 3 match point per passare il turno. L’avvio di match è tutto di marca Wild, con Spurgeon e Cullen che testano, sin dai primi minuti, i riflessi di Crawford. Alla prima vera occasione, però, gli Hawks passano a condurre: l’errore in disimpegno di Parise consente a Hossa di rientrare nel terzo e servire Handzus per il tiro, deviato alle spalle di Harding da Sharp per l’1-0 momentaneo. Sul finale, gran tiro di Pominville dalla blu murato dal goalie ospite che manda le squadre al riposo sull’1-0, ma con una brutta tegola per gli Wild: il goalie Harding, infatti, esce acciaccato al 19.51 dopo uno scontro di gioco, e al suo posto entra il suo backup Kuemper. Nel secondo periodo gli Wild provano subito a reagire, ma alla prima occasione passano ancora: altro errore in disimpegno di Parise, che serve il puck sulla stecca di Sharp che entra nel terzo e insacca un tiro non irresistibile, con il goalie Kuemper non particolarmente reattivo nell’occasione, la prima della sua partita. Lo stesso Kuemper si rifarà poco dopo, quando dopo aver concesso un rebound su Toews salva il risultato sul tap-in a botta sicura di Hossa. Anche Spurgeon s’inventa goalie, quando salva con il corpo due tentativi di Handzus. Gli Wild faticano a trovare il terzo offensivo, e le uniche occasioni degne di nota sono i tiri di Pominville, Coyle e Parise sui quali Crawford si dimostra molto sicuro. Al riposo, la squadra ospite è avanti per 2-0. In avvio di terzo periodo ci si mette anche la sfortuna per i padroni di casa, che dopo un miracolo di Crawford su Cullen colpiscono il palo con Parise, in situazione di superiorità. Poco dopo sono ancora gli Hawks a rendersi pericolosi con Toews, che devia un siluro di Hjalmarsson senza successo. Il terzo periodo è meno emozionante degli altri 2 e i minuti scivolano via veloci fino al 12.50, quando Bickell dalla linea di fondo ghiaccio trova un favoloso goal, con il puck che s’infila all’incrocio alle spalle di un Kuemper particolarmente impreciso a coprire il suo palo, portandosi via ogni speranza di rimonta per gli Wild. Il match si conclude sul risultato di 3-0 per gli ospiti. Blackhawks dunque che sul ghiaccio di St. Paul colgono la vittoria che vale il match point, che verrà giocato giovedì 9 maggio a Chicago. Gli Wild sono chiamati all’impresa, per poter espugnare lo United Center (caduto solo 3 volte in stagione regolare) per tenere in vita le speranze di passare il turno, anche se, con i Blackhawks in questo stato di forma, sembra assai complicato.

________________________________________

Canucks @ San Jose 3 – 4 OT [1-2; 0-0; 2-1; 0-1] / Sharks 4 – 0 (Canucks eliminati) di Giovanni Catollo
“Sweep !” Alzi la mano chi avrebbe pensato ad una conclusione così rapida della serie tra San Jose e Vancouver. E invece gli Sharks vincendo anche gara 4 per 4-3 all’overtime eliminano i Canucks per quattro partite a zero e con ogni probabilità sfideranno Chicago nella semifinale della Western Conference. Un po’ di cabala contribuisce ad alimentare i sogni dei tifosi californiani: negli ultimi tre anni le squadre che hanno eliminato nei playoff i Canucks (Chicago nel 2010, Boston nel 2011 e Los Angeles nel 2012) hanno poi vinto la Stanley Cup.
Gara 4 è iniziata con gli Sharks che hanno dovuto rinunciare ancora una volta a Havlat e a Demers mentre coach Vigneault conferma Schneider tra i pali. L’inizio è un assalto dei padroni di casa che alla prima opportunità in power play passano in vantaggio: un potente tiro dalla linea blu di Hannan viene deviato da Burns con il disco che si infila tra i gambali di Schneider. Vancouver reagisce e trova il pareggio dopo poco più di cinque minuti con Raymond, alla prima marcatura nella post season. Ma una penalità ai danni di Roy al 14.44 permette agli Sharks di tornare in vantaggio: dopo soli 8 secondi Pavelski servito da Marleau batte Schneider per il 2-1 con il quale le squadre vanno al primo riposo.
Il periodo centrale è molto combattuto, non ci sono segnature ma gli Sharks attaccano senza dare respiro ai canadesi che non riescono quasi mai ad impensierire Niemi. La terza rete però non arriva e invece quasi a sorpresa l’inizio del terzo periodo vede i Canucks ribaltare il punteggio: prima Burrows in power play pareggia al 9.12 e dopo 1.50 Edler da distanza ravvicinata segna la rete del 3-2 per gli ospiti. Ma come già successo in gara 2 i Canucks non riescono a mantenere il vantaggio fino alla fine e un’altra penalità, questa volta ai danni di Bieksa dà l’opportunità a San Jose di giocare l’ennesimo power play della serata: ci pensa così ancora Joe Pavelski al 55:33 a cogliere un rebound e a insaccare a porta vuota da pochi passi.
Al 13.18 dell’overtime la partita e la serie si decidono: Thornthon, al terzo assist dell’incontro, serve Boyle il cui tiro dalla blu è smorzato da Schneider, sul disco si avventa Marleau che lo spinge quel tanto che basta per far esplodere l’HP Pavillon.