L’eterna giovinezza di Paul di Pietro

Nonostante sia nato nel 1970, Paul di Pietro è ormai diventato quasi una leggenda dell’hockey svizzero, soprattutto a Zugo. Sembra un eterno ragazzino e i tifosi svizzeri sicuramente se lo ricordano per i due goal segnati con la maglia della Svizzera al suo Canada durante le Olimpiadi a Torino del 2006, quando la Svizzera piegò la squadra della foglia d’acero per 2-0.

Paul, nonostante il cognome di orignine italiana, di fatto è canadese essendo nato a Sault S.te Marie in Ontario, ma grazie al matrimonio con una ragazza di Zugo ha ottenuto la cittadinanza svizzera.

La sua carriera hockeistica inizia nell’ Ontario Hockey League nel 1986 con i Sudbury Wolves che lasciò solo nel 1990 per trasferirsi in AHL con i Fredericton Canadiens. L’anno successivo Paul fa il salto di qualità e indossa la maglia dei Montreal Canadiens in NHL che manterrà fino al 1995, quando venne successivamente ingaggiato dai Toronto Maple Leafs e dal farm team di AHL dei St John’s Maple Leafs passando per la IHL; nel 1996 si trasferisce ai Los Angeles Kings. Dopo questa lunga permanenza con  192 partite in NHL (149 in AHL,114 in IHL e 235 in OHL) ed una Stanley Cup vinta nel 92-93 con i Montreal Canadiens, Di Pietro vola in Europa e nel 1997 sceglie la DEL tedesca degli Kassel Huskies. Nel 1998 decide di emigrare in Svizzera in Leventina dove vince la Continental Cup con la maglia dell’Ambrì Piotta per poi traslocare quasi definitivamente a Zugo dove disputerà un totale di 564 partite in NLA. Nel 2003 approda anche a Milano disputando una sola partita: un infortunio lo costringe a chiudere anticipatamente la stagione. Paul viene ingaggiato dal Lugano nel 2004-05, e nelle ultime stagioni passa prima al Sierre e poi al Langnau. Siamo nel 2012 ed ecco Paul di Pietro ancora con la maglia del Lugano, più combattivo che mai.

A quarantadue anni, Paul di Pietro scende sul ghiaccio con dei compagni che sono nettamente più giovani: cosa si prova a pattinare e giocare con dei compagni che hanno la metà dei tuoi anni?

Sicuramente non guardo l’età: amo troppo l’hockey e mi piace ancora adesso mettermi in gioco con i compagni di squadra. Oltretutto mi diverto ancora di più quando la propria squadra riesce ad ottenere risultati positivi. Per me non ci sono differenze, sono tutti uguali anche di età!

Dopo anni passati nei vari campionati svizzeri, per Paul è un dolce ritorno a Lugano:

Larry Huras mi ha chiamato: io avevo ancora voglia di giocare e quindi eccomi qui ancora con la maglia del Lugano. Sono contento di dare ancora oggi il mio aiuto ad una squadra di hockey: ho ancora tanta voglia di giocare e non ci penso proprio ad appendere i pattini al chiodo!

Avendo giocato anche ad Ambrì, cosa hai provato e cosa proverai ad avere la tua ex squadra della leventina come avversario nel derby?

Ogni partita di hockey è un capitolo a parte, anche se è il derby è sempre un’emozione speciale: la differenza la fanno soprattutto i tifosi da entrambi le parti. E’ sempre molto stimolante giocare il derby. Sono fortunato di aver provato entrambe le due parti. Con l’Ambrì ho vinto anche la Continental Cup nel 1998: questi trionfi in campo internazionale sono difficili da dimenticare. ora gioco per il Lugano e spero di poter dare il mio contributo per lungo tempo.