Buone nuove per il travagliato ghiaccio di Como

I palaghiacci sono strutture delicate, costose e in italia spesso vecchie o addirittura fatiscenti. Procedendo a rattoppi e deroghe speciali si va avanti considerando anche il periodo storico in cui viviamo dove prima di spendere un euro per i lavori pubblici le amministrazioni valutano bene il beneficio, e lo sport su ghiaccio spesso disincentiva l’investimento. Ad aggiungersi ai problemi materiali arrivano spesso i rapporti di vicinato che si tramutano spesso in esposti complicando non poco le cose. Tutti ricorderanno il caso della signora Müller e dell’intervento dei Carabinieri al Gänsplätzen di Egna prima di una gara di campionato. In Bassa Atesina dopo anni s’è risolta la questione costruendo un palaghiaccio nuovo di zecca, gioiellino di una realtà sudtirolese dove lo statuto speciale rende più facile muovere fondi. Un caso analogo è in corso da tempo a Casate, frazione della città di Como nei pressi di Grandate che ospita un centro sportivo polivalente tra cui lo stadio del ghiaccio. Costruita nel 1970, la struttura può ospitare 2.500 spettatori ed è parzialmente coperta. Con l’apertura ai lati, negli anni del Como in Serie A le squadre invertivano il campo anche a metà del terzo tempo o perché una delle due squadre aveva il sole del tramonto negli occhi, o perché il nevischio e la pioggia si deposita solo su una metà campo. Poco ospitale in inverno soprattutto per un’umidità particolare, la pista rimane comunque una risorsa vitale per una città e una zona che all’hockey ha dato tanto. Il problema vero nasce dalle abitazioni costruite successivamente e che da anni lamentano rumore sia per la musica dei pattinatori sia dei dischi che si infrangono sulle balaustre. S’è provato ad anticipare la chiusura serale della pista, a togliere la musica durante il pattinaggio libero anche la domenica pomeriggio ma le lamentele delle case circostanti non è finito e anzi la causa con i Servizi Urbani (la società che ha in gestione l’impianto) ha avuto una prima sentenza favorevole ai residenti. L’Amministrazione deve quindi trovare una soluzione definitiva per evitare la chiusura totale della pista e la morte dell’hockey e delle altre associazioni sportive. Si dovrebbe procedere a breve con l’inizio di lavori di ristrutturazione e insonorizzazione con costi che ammonterebbero a oltre 150 mila euro, lievitati cioè di oltre il 50% rispetto al preventivo di due anni fa. Nel frattempo la pista non è ancora aperta, ma i più ottimisti parlano di avvio della stagione nella prima decade di ottobre. Una buona notizia se pensiamo che la prima intenzione era quella di non riaprire proprio la pista.

L’HC Como del presidente Luca Ambrosoli s’è comunque iscritto anche quest’anno alla Serie C nazionale ma il calo degli iscritti di questi anni non ha permesso di presentare formazioni comasche nei campionati nazionali under 20, 18 o 16. I ragazzi di queste categorie troveranno spazio o direttamente nella senior o a Torino grazie al rinnovato accordo col Real.