Jan Alston si mette la camicia e la cravatta

Il Ruggito di Jan Alston riecheggia ancor oggi al Palalbani di Varese e all’ex Lungorienza di Brunico. Sicuramente tra i migliori stranieri giunti a noi nei ricchi anni 90 oltre che per classe anche per professionalità.
A Losanna ha concluso la sua ultima stagione da giocatore a oltre 42 primavere. Un curriculum in Europa da far spavento fino alla conquista della Coppa con la C più maiuscola di tutte, la Victoria Cup contro Chicago, i signori della National Hockey League. Jan Alston ha portato un Losanna abituato a mollare alle qualificazioni play-off fino in finale, sugellando in regular season un punto a partita.
La società della Svizzera romanda non si vuole però privare di una personalità come la sua e Alston resterà a Losanna dietro una scrivania in qualità di consulente, di modo da insegnare tutto ciò che ha imparato durante la sua lunga carriera. Soprattutto mostrando ai giovani la sua tecnica dove il pattinaggio e il controllo del disco lasciano a bocca aperta. Già l’anno scorso il canadese naturalizzato svizzero ha lavorato molto dietro le quinte sia assistendo l’allenatore Van Boxmeer sia con i ragazzi delle juniores.
Con il coordinatore tecnino Gerd Zenhäusern (colonna del Losanna in Serie A) e Vladimir Yurzinov (leggendario coach dell’Unione Sovietica) il Losanna ha costruito uno staff da leccarsi i baffi.

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Jan Alston
Jan Alston festeggia con la maglia del Varese