Elena Ballardini ci racconta la sua “esperienza finlandese”

di Andrea Valla

Abbiamo avuto la possibilità di rivolgere qualche domanda alla nazionale italiana Elena Ballardini reduce come altre due compagne (Beatrix Larger e Agnese Tartaglione) al training camp organizzato dalla IIHF presso lo Sports Instittute della cittadina finlandese di Vierumaki (nella foto in a destra, Elena con la sua squadra al camp).

Oltre alle tre giocatrici azzurre c’erano anche Manuela Friz al camp per allenatori e Wally Kaser che ha partecipato al seminario sulla leadership.

La nona edizione di questo camp svoltosi dal 3 all 11 luglio ha visto la partecipazione di 270 ragazze provenienti da 35 paesi di tutto il globo.

la "truppa italiana" a Vierumaki



HockeyTime: Ciao Elena com’è stata questa esperienza, sia dal punto di vista sportivo sia da quello umano?

Elena Ballardini: «Penso che questa esperienza sia stata una delle migliori di tutta la mia vita che certo non dimenticherò mai.
Ho avuto la possibilità di imparare molte cose nuove dal punto di vista sportivo, sul ghiaccio e fuori, e dal punto di vista umano. Per quanto riguarda quello umano la cosa più bella è stata quella di conoscere tante altre ragazze provenienti da tutto il mondo; penso che riuscire a formare sei squadre con gruppi molto uniti di persone che non si erano mai viste prima è veramente bellissimo! E’ stato anche molto utile praticare la lingua inglese!»

Puoi riassumerci brevemente come erano le giornate al camp?

«Le giornate iniziavano dal mattino presto. Dopo colazione avevamo allenamento con la squadra con cui avremmo giocato poi nel pomeriggio. Dopo pranzo e un po’ di riposo avevamo le partite, ogni giorno contro una squadra diversa! Questo si ripeteva tutti i giorni, ma abbiamo avuto anche il tempo per una bella gita ad Helsinki!
Prima di entrare sul ghiaccio erano previsti gli allenamenti a secco, dove facevamo dei giochi divertenti oppure esercizi con la stecca. Dopo gli allenamenti e le partite, defaticamento!»

Hai trovato molta differenza tra le preparazione fisica e quella tecnica rispetto agli allenamenti che fai in Italia e con la nazionale italiana?

«Non era molto diverso, solo molto più inteso soprattutto nei primi giorni.
Ho trovato gli allenamenti sul ghiaccio molto simili a quelli che faccio solitamente con la mia squadra: piccoli giochi divertenti ma anche utili svolti nella metà campo proprio perchè lo dividevamo con la squadra avversaria».

Avendo avuto la possibilità di confrontarti con atlete di tutto il mondo come valuti il livello di voi ragazze italiane nei confronti delle ragazze presenti?

«Dei 35 paesi presenti al camp sicuramente il livello più alto è rappresentato dalle solite nazioni Usa, Canada, Svezia, Finlandia, Russia, Slovacchia.
Penso però che noi ragazze italiane presenti al camp siamo riuscite a farci valere!
Il livello dell’hockey italiano non è uno dei più bassi anche se ci manca ancora tantissimo prima di poter raggiungere quelli che sono i più forti!»

Dopo questa esperienza ti piacerebbe provare a giocare in un campionato
diverso da quello italiano?

«Per me sarebbe un sogno poter giocare all’estero in un campionato diverso!»

Vuoi dare qualche suggerimento o consiglio alle ragazze più piccole di te
che avranno la possibilità di partecipare alla prossima edizione del camp?

«Consiglierei di vivere al meglio ogni minuto di questo camp perchè ve lo ricorderete per tutta la vita, è un’esperienza davvero idimenticabile!»

Si ringrazia Elena  Ballardini per la cortese disponibilità.

Presto seguiranno le interviste con le altre atlete italiane presenti al camp finlandese