Amatori di tutta Italia unitevi!

Questo è il grido nato circa un anno fa da alcuni amatori di Bologna, i futuri Frozen Goofies. L’«underground hockeystico» in Italia è sempre esistito ma fino a prima di questo grido non c’era la consapevolezza di "non essere soli", ognuno viveva nel suo orticello, si sentiva parlare "tramite amici" di alcuni amatori sparsi per l’Italia, tipi che si allenano solo per passione e divertimento, ma più che conoscenze dirette spesso erano sentori, voci, chiacchiere.

Tutto iniziò circa un anno fa. Grazie a internet e ai forum di hockey il passa-parola alla base della "partitella del sabato" a Cerreto Laghi (Reggio Emilia) acquista un’altra dimensione. All’appello bolognese iniziano a rispondere romani, pavesini, forlivesi, bergamaschi, cerretani che tolgono i pattini dal fatidico chiodo, lecchesi e così via per tutta l’Italia.

Si era partiti un anno fa con il primo "Cerreto Getaway", 12 persone al massimo, al secondo una ventina, al terzo si sfiorano le 40 presenze in pista, alla Salame Cup… 70 persone!
I primi "Cerreto Getaway" erano letteralmente fughe dal caldo delle città, 2-4 ore di allenamento & partitella. Naturalmente l’aspetto agonistico stava rassegnato, anche indignato volendo, in panca puniti, mentre in pista c’era tanta voglia di divertirsi, mangiare, bere e conoscere altri malati come se stessi, sì perché con il passare dei giorni si capiva sempre di più di "non essere soli".

Il numero dei partecipanti è aumentato talmente tanto che si è capito che la formula dell’allenamento & partitella non era più sufficiente a gestire quegli scalmanati, si doveva osare di più. In primavera sempre l’ormai consolidato team operativo bolognese raccoglie la sfida e inizia a parlare di torneo… Ma la definizione stessa di torneo prevede agonismo, vincere vincere vincere. L’ossimoro "torneo amatoriale" è genialmente risolto dal portiere dei Goofies Lucio Garofalo: "la Salame Cup", un nome, un programma.
Caricati di questa croce di stecche, i bolognesi si sono avventurati in un campo per loro totalmente sconosciuto: l’organizzazione di un torneo. La parte logistica è lasciata nelle fidate mani della Pro Loco del Cerreto, da subito felice dell’idea e pronta a raccogliere la sfida.
Saputi i preventivi dalla Pro Loco con le convenzioni a ristoranti, campeggi e alberghi si passa alla raccolta delle adesioni per squadre, si supera presto il numero minimo di 4 e addirittura si sceglie di limitare le squadre a 6 perché… non ci sarebbe stato più tempo per far giocare tutte le squadre!
Il numero dei partecipanti è più oscillante, anche qui si rischia di dover fermare le adesioni, ma alla fine i giocatori iscritti risultano 70.

La provenienza dei giocatori e delle squadre è già indice del futuro successo dell’evento (perché ormai quella è la dimensione): Goofies Bologna, Gnocco&Piada Forlì (Emilia Romagna), Olimpiade Grosseto (Toscana/Lazio), Lame Seals Milano (Lombardia), Cimbrhockey Bosco Chiesanuova (Veneto) e Jazzon Cavalese (Trentino), tante zone d’Italia diverse, lontane, accomunate solo dalla presenza di gente che per passione gioca a hockey.
La Salame Cup, nata dalla passione di pochi "malati", ha ormai acquistato un valore di carattere nazionale, italico. No, gli amatori non sono soli, sono ora uniti sotto l’insegna della Salame Cup. (continua)

Daniele Gobbi

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