Stanley Cup Play Offs 2007: Le gare del 29 Aprile

Di Emanuele Badessi

Buffalo Sabres – New York Rangers 1:2 OT (0-0,0-1,1-0,0-0,0-1)

Partita quasi da ultima spiaggia quella di stasera all’MSG per le Blueshirts:difatti nel caso di sconfitta i Sabres avrebbero 4 Match point da sfruttare in sequenza.
Il primo periodo inizia con un salvataggio di Lundqvist su Vanek che fa da preludio al primo Power Play dell’incontro per i Sabres che però non riescono a concretizzare. Passano i minuti di una partita molto vivace e tirata con i Rangers a cercar di far loro l’incontro e i Sabres a contenere e a cercare il momento giusto per affondare i colpi. Al 7’08” gran contropiede di Isbister che viene steso da Numminen (il quale per l’intervento rimedia una penalità per gancio con bastone): il giocatore di New York tira ugualmente verso la gabbia di Miller ma questo è attento e sventa la minaccia.

Sul seguente Power Play le Blueshirts tentano di far fruttare il loro gioco cingendo d’assedio il terzo di Buffalo e costringendo Miller a un super lavoro per evitare di capitolare.
Trascorso il Power Play senza danni ulteriori sono i Sabres ad affacciarsi dalle parti di Lundqvist con un paio di buone conclusioni sventate dal goalie svedese. Nella seconda parte del periodo poi i Rangers cercano di stringere i tempi ma un po’ l’imprecisione dei propri avanti, un po’ la sfortuna e un po’ soprattutto la bravura di Miller negano ai 18200 dell’MSG la gioia del gol. Dal canto suo Buffalo mette sul ghiaccio il suo marchio di fabbrica che è la velocità nelle ripartenze, con la quale tenta di beffare i padroni di casa.
Il periodo si chiude senza segnature e la prima sirena vede il punteggio ancora sullo 0-0.
Il secondo periodo inizia con Buffalo in Penalty Killing (fuori dal 18’21”del primo periodo Tallinder per Hooking) e con capitan Jagr a suonare la carica con due tentativi in successione neutralizzati da Miller.
Questi fanno da preludio al gol dei Rangers con Malik che tira dalla Blu, Miller para ma lascia il rebound sul quale il più lesto è Straka che tocca il puck quel tanto che basta a farlo passare lentamente trai gambali del goalie di Buffalo senza che questi, ne i suoi terzini se ne rendano conto, una volta dietro le spalle di Miller il più rapido a controllarlo è Jagr che non deve far altro che spingerlo dentro la gabbia ormai incustodita.
Sulle ali dell’entusiasmo New York cerca di chiudere il discorso e ci riuscirebbe anche al 3’36” quando a realizzare è Rachunek ma mentre il disco sta entrando è toccato col pattino dallo stesso Rachunek e gli arbitri chiedono l’instant replay per valutare un possibile tocco di pattino volontario .Visto il replay giudicano il tocco volontario e annullano.
Al 6’48” ghiotta possibilità gettata alle ortiche da Briere, servito da Pominville, che si fa ipnotizzare da Lundqvist. Il goalie di New York è ancora protagonista al 10’29” quando, in situazione di Power Play (fuori Jagr per Hooking), si lascia sfuggire il disco su una conclusione dalla blu di Spacek ma questo si deposita sulla parte esterna della rete.
Altro Power Play per i Sabres (fuori Mara per Crosscheck) e altro lavoro per Lundqvist che si deve opporre in rapida successione a Pominville, Drury, Briere e Campbell riuscendo a neutrilizzare i pericoli.
Passano 2 minuti e ancora un Power Play dei Sabres (Fuori Jagr per gancio con bastone) esalta le doti di Lundqvist e la solidità del Penalty Killing delle Blueshirts che permette a Jagr e compagni di mantenere il gol di vantaggio anche a fine secondo periodo.

Il terzo periodo inizia con una penalità all’1’10” per Mara che spedisce il disco oltre il plexiglas in maniera intenzionale a detta degli arbitri e , col nuovo regolamento, si vede comminati i due minuti che tuttavia vengono passati indenni da New York. Passa il tempo con continui capovolgimenti di fronte in cui c’è da segnalare una occasione gigantesca per New York con Avery che davanti allo slot fa passare il disco tra il gambale e il guanto di Miller ma trova la stacca di Numminen che rallenta il disco quel tanto che basta ffinchè Miller ci cada sopra sventando la minaccia. Su una ripartenza di Buffalo, all’ 11’01” , Shanahan cerca di fermare Kotalik e ci riesce in maniera pulita ma il giocatore di Buffalo mantiene il controllo del disco e il numero 14 di New York non trova di meglio da fare che stenderlo prendendosi i 2 minuti. Sul Power Play che ne consegue Buffalo raggiunge il pareggio con Briere che, al 12’14” servito da Connoly lascia partire uno slap che si infila alla sinistra di un coperto Lundqvist.
A questo punto New York rischia il tracollo soprattutto quando un tiro dalla sinistra di Briere viene deviato col pattino da Avery e attraversa tutto lo specchio della gabbia alle spalle di un sorpreso Lundqvist;tuttavia New York regge rendendosi anche pericolosa con Jagr che a porta vuota sbaglia il disco del possibile 2-1 mandandolo oltre la traversa a Miller battuto.

Si va così all’overtime che è un susseguirsi di occasioni non sfruttate da entrambe le parti (compresi 1 power play a favore di Buffalo e due a favore di New York che però non danno i risultati sperati)in cui da segnalare il palo colpito a 58” dal termine dell’overtime da Roy. Si arriva così al secondo overtime dove a decidere il risultato è Rozsival che riceve il disco e indirizza uno slap verso Miller che, coperto da Jagr non riesce a parare.
Adesso si rimane al Garden per gara 4 in programma Martedì e i Rangers hanno la possibilità, aggiudicandosela, di tornare a Buffalo in situazione di 2-2; dal canto loro i Sabres cercheranno di Violare il ghiaccio dell’MSG per poi andare a giocarsi il primo match point a casa loro.

Serie:
Buffalo Sabres 2
New York Rangers 1

Anaheim Ducks – Vancouver Canucks 3-2 (1-1,1-1,1-0)

Anaheim si vendica subito della sconfitta interna andando a vincere al GM Place di Vancouver, ghiaccio che vede il ritorno nel lineup dei canadesi del difensore Sami Salo, mentre Kevin Bieksa è ancora indisponibile.

Il buon inizio dei Canucks con Bulis che non riesce ad alzare il puck quel tanto che basta per battere Giguerre, viene annullato dalle erroraccio di Luongo che sbaglia il passaggio del puck al compagno così il disco arriva a Perry il quale mette in mezoz a Dustin Penner per l’1-0 Ducks a porta praticamente vuota quando non sono nemmeno passati 4 minuti di gioco. Sul finire della prima frazione, un altra grossa occasione per Bulis nata da un bel passaggio di Smolinski ma Giguerre si oppone nuovamente; infine Vancouver alla quarta occasione in superiorità numerica riesce a pareggiare con capitan Naslund che prima serve il connazionale Ohlund per il tiro sul quale Giguerre non trattiene il disco che finisce sulla stecca dello stesso Naslund per l’1-1 a 48 secondi dalla prima sirena.

La prima penalità fischiata a Vancouver arriva a metà gare (2 minuti a Naslund per hooking) ed i Ducks non si fanno sfuggire l’occasione: gran traffico di fornte a Luongo, tiro di Pronger non trattenuto e Francois Beauchemin si trova nel posto giusto dove carambola il puck infilato in gabbia dal difensore numero 23 per il nuovo vantaggio. I Canucks non ci stanno e riescono a pareggiare cinque minuti dopo con Daniel Sedin che trova il 2-2 nonchè suo secondo goal nei playoff.
Un ingenua penalità per ritardo del gioco chiamata a Burrows costringe Vancouver ad inseguire nuovamente quando lo slap di Corey Perry infila un Luongo disturbato da Kunitz appostatosi di fronte a lui. Altra opportunità poco dopo per Perry ben servito da Getzlaf ma Luongo ci mette una pezza che da il via al forcing finale dei padroni di casa ma un Giguerre attentissimo mantiene il vantaggio che riporta avanti Anaheim nella serie delle semifinali di Western Conference.

Per il portiere dei Ducks 24 parate su 26 tiri per una percentuale del .923, mentre Luongo un po in affanno con 3 gol subiti in 24 tiri (87,5% di parate). Nella serata in cui il duo McDonald-Selanne non ha fatto gran chè si sono distinti i giovani Penner, Perry e Getzlaf e soprattutto un monumentale Chris Pronger (con 9 punti è al terzo posto in classifica) tornato agli standard di rendimento della scorsa stagione in maglia Oilers. Vancouver invece è limitata dall’enorme fatica con cui la squadra crea occasioni da rete ed anche dalla quasi nulla prolificità in powerplay (4 goal su 54 superiorità numeriche nei playoff).

Serie:
Anaheim Ducks 2
Vancouver Canucks 1