Un ricordo di Oskar Degilia

di Gianpaolo

Era una serata di metà settembre 2002 quando Oskar stava rientrando a casa in automobile. Aveva appena fatto ritorno nella squadra in cui si era formato come giocatore, nella quale si era fatto apprezzare per la sua grinta agonistica, per il carattere che ci metteva ogni volta che scendeva sul ghiaccio. E per le sue doti umane. Aveva appena segnato la rete decisiva nell’incontro che il suo Brunico aveva vinto contro il Salisburgo. Ma un incidente stradale lo portò via in quella serata tragica alla sua famiglia, alla sua squadra, alla suoi tifosi, alla sua gente. Il dolore fu grande ed ancora oggi non è totalmente sopito. Ogni anno la società del Brunico lo ricorda con un torneo a lui dedicato. Nel minuto di raccoglimento, ogni tifoso seduto sulla tribuna del Lungorienza non può fare a meno di chiedersi, nel totale silenzio che lo circonda, se possa esistere una spiegazione logica ad un destino così crudele. E perchè la pista davanti a lui non sia più solcata dal giocatore con il numero 26, quel numero che è stato ritirato dalla società come si fa in onore di chi davvero ha significato tanto nella storia del club. Impossibile trovare risposte, ma anche se la presenza fisica di Oskar è negata alla gente della val Pusteria, egli continua a vivere nel loro cuore e nel loro ricordo.

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