Il cardinale Ouellet nell’entry draft del Vaticano

Da oggi gli occhi del mondo cattolico sono puntati sul comignolo in cima al tetto della Cappella Sistina dove è riunito il Conclave cardinalizio che dovrà eleggere il Papa successore di Benedetto XVI. Tra i cardinali più accreditati alla nomina più alta della Chiesa c’è un franco-canadese, il card. Marc Ouellet. Nato a Lamotte e già vescovo emerito del Québec, il candidato Papa da buon canadese è stato una promessa di hockey su ghiaccio. Terzogenito di otto fratelli, Ouellet ha passato la sua infanzia a giocare a hockey sulla pista ghiacciata dietro casa sua, nella campagna intorno al Lac Preissac dove gli specchi d’acqua abbondano e d’inverno diventano infinite piste naturali di pattinaggio.

«Non ci era permesso giocare quando pattinavano le ragazze – ha raccontato il fratello Roch al The Canadian Press. Ma spesso usavamo il pollaio come porticina e mettevamo le ragazze a parare i nostri tiri».

(da ctvnews.ca)

La carriera di Ouellet sembrava volgere al meglio. Yvan Boucher, suo ex compagno di squadra, torna indietro nella memoria di 40 e ricorda che il futuro sulpiziano sembrava benedetto dal Signore con una rara combinazione di qualità: mani di velluto e ottimo fisico, completato da agilità nel pattinaggio.

69 anni il prossimo 8 giugno, Ouellet, ancor oggi tifoso dei Montreal Canadiens, è stato attaccante fino all’età di 17 anni quando sulla pista ghiacciata scoperta di Cadillac una crepa nel ghiaccio naturale gli ha bloccato la lama del pattino, procurandogli la rottura della gamba.

(foto lapresse.ca)

Al The Canadian Press il fratello Roch, all’epoca 12enne, ha raccontato di aver assistito alla scena dalla balaustra e come il futuro cardinale Ouellet si steccò la gamba con dei pezzi di legno prima dell’intervento dei medici.

Il dolore e il ritardo nel recupero dall’infortunio l’ha portato a dedicarsi quasi esclusivamente alla vita del sacerdozio. Il cardinale quebecois anni dopo ebbe modo di giocare ancora e nel 1969 portò col compagno Boucher i Canadiens di Butch Shoe Store alla vittoria in regular season della lega di Val-d’Or. Ma la strada di Ouellet ormai era un’altra. Ordinato sacerdote diocesano l’anno prima, successivamente si trasferì in Colombia a insegnare filosofia.

Dopo il grave infortunio del ’61 «terminai la mia stagione – commentò il cardinale nel 2005 intervistato dal The Canadian Press – Iniziai a pregare ed a leggere vari libri spirituali perché non ero in grado di giocare. E’ stato decisivo per la mia vocazione».

Quando si dice che in Canada l’hockey è come una religione.

freccia video intervista su ottawacitizen.com

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