Maria Gurrea è tornata in Spagna. Con i ragazzi

E’ la giocatrice spagnola fiore all’occhiello del movimento hockey femminile iberico. L’anno scorso Maria Gurrea ha giocato con successo in Svizzera (SC Weinfelden, LNB) e quest’anno ha fatto una capatina sul ghiaccio nella capitale del suo paese d’origine. Ma per giocare nella Liga Nacional maschile. Il derby dei derby in versione hockey tra il SAD Majadahonda e l’FC Barcellona, valevole per la decima giornata, ha visto scheggiare tra i difensori blaugrana la maglia madrileña #82 della ragazza 28enne, primo capitano di una nazionale spagnola rosa. La partita è finita 9-7 per gli ospiti catalani (2-2, 3-4, 1-4) ma i 5 cambi della linea con Maria Gurrea ha fatto il giro dei rotocalchi sportivi spagnoli, tra cui il prestigioso AS.

«Non ha giocato molti minuti, la partita stava volgendo male – ha commentato ad AS coach Ernesto González – però non ha commesso errori e ci ha dato velocità nel suo ruolo di ala destra. Continuerò a contare su di lei perché, oltretutto, attira gente».

«Non ho osservato molto perché ero concentrato sulla mia squadra – ha aggiunto sorridendo il capitano dei catalani, Danilo Didkovskyy – ma in uno dei cambi che ho visto… è stata abbastanza brava».

Alejandro Zapata, difensore del Barça chiamato a marcare Maria, non s’è nemmeno accorto della differenza.

«All’inizio non m’ero reso conto che era lei. Non mi cambia che ci sia un uomo o una donna. Io se devo intervenire deciso, lo faccio».

«All’inizio ero nervosa poi mi sono sentita a mio agio e mi sono divertita molto in partita». E’ stato invece il commento di Maria – «Sono abituata ad allenarmi con i ragazzi, ma in partita è diverso perché c’è molta più intensità».

Non è il primo caso che una ragazza si “intrufoli” tra i maschi, a parte nei campionati juniores dove la promiscuità di ragazzi e ragazze è la prassi. A fare da apripista sono stati due portieri: Manon Rheaume e Erin Whitten. La prima a metà Anni 90 girò in alcune amichevoli con il Feldkirch poi campione d’Europa. Precedentemente vide persino l’NHL, difendendo la porta dei Tampa Bay Lightning contro i St. Louis Blues in un’amichevole del 1992 e contro i Boston Bruins in un match di preseason nel 1993. Erin Whitten in quel periodo difese per quattro incontri la gabbia dei Dallas Breeze.
Si pensava che un conto fosse stare in porta, un altro giocare in pista e affrontare le cariche degli arcigni difensori avversari. Tutto smentito da Hayley WickenheiserHayley Wickenheiser (foto a sinistra), leggendaria giocatrice canadese prima e unica a segnare punti in una lega senior maschile. Dal 2002 al 2004 ha disputato 22 partite con l’HC Salamat, prima in terza divisione e poi in Mestis Liga. 4 punti frutto di un gol e tre assist. Nel 2008 tornò in Scandinavia per aggiungersi ai Linden Hockey in seconda lega svedese. In 21 partite ha realizzato un gol e due assist. Hayley, che è stata la portavoce degli atleti al giuramento delle Olimpiadi di Vancouver, è la cugina dello sfortunato Doug, ex giocatore dell’Asiago deceduto nel 1999. Venne contattata anche dal Merano di Hansjörg Brunner ma la federazione italiana e le società misero il veto contrario.
Se il Canada infrange un tabù, lo devono fare anche gli americani. Ed ecco la risposta dell’altra icona nord-americana, Angela Ruggiero (foto a destra), che nel 2005 fa scrivere per la prima volta un nome femminile nell’almanacco del campionato CHL realizzando un assist per i Tulsa Oilers.