Nuovo palaghiaccio di Egna. Sabato la 1ª pietra

di Marco Depaoli

Mentre in località come Varese e Feltre si discute da anni sull’inadeguatezza dei rispettivi palaghiacci senza soluzioni, sabato a Egna ci sarà invece la posa della prima pietra della nuova struttura. Un epilogo comunque di un calvario lungo anni fatto di esposti e ricorsi.
La vecchia pista in zona Gänsplätzen (la prima in ordine di tempo costruita in Bassa Atesina almeno 45 anni fa) è stata definitivamente chiusa quest’estate e ha costretto la squadra di hockey a ridurre il budget e giocare sempre in esilio o a Caldaro o a Cavalese. Le Oche Selvagge (che prendono il nome proprio dalla zona dove sorgeva il vecchio palaghiaccio, il “Prà delle oche”) hanno tuttavia giocato un ottimo finale di stagione e sono uscite ai quarti facendo faticare il Merano.

Sabato 3 aprile alle ore 10 ci sarà il saluto del sindaco Alfred Vedovelli e del presidente provinciale Luis Durnwaldner con la posa della prima pietra e il discorso dell’architetto brissinese Ralf Dejaco, progettista nel marzo del 2009 della nuova struttura per conto della Metroplan con Techplan e MAK costruzioni di Trento.

Vinto l’appalto, i lavori si furono però subito arenati dopo il ricorso della seconda classificata, l’Ati (formata dalle Costruzioni Repetto Srl, Atzwanger Spa e Elpo Srl) lamentando presunte irregolarità sulle dimensioni della pista rispetto a quanto richiesto dal bando. Dopo la sentenza del Tar di luglio gli scavi sono cominciati a settembre con lo sbancamento del terreno. A febbraio era già visibile la base che reggerà la pista ghiacciata.
Il costo dell’opera (previsti 4,778 milioni di euro) è principalmente a carico del comune di Egna con un generoso contributo della Provincia di Bolzano in termini di 500 mila euro. Vanno aggiunti poi i contributi del CONI, dal fondo di rotazione provinciale e di ciò che si è ricavato dalla vendita alla ditta Dalle Nogare del terreno del vecchio Gänsplätzen dove presumibilmente sorgeranno condomini.

La necessità di un nuovo stadio del ghiaccio, possibilmente coperto, ha pressato da almeno 10 anni ed è diventata all’ordine del giorno nel 2001 quando la convivenza tra residenti e attività sportiva è diventata intollerabile per via dei rumori dati dal tifo, dai fischi dell’arbitro, dalla rolba, dall’impianto per le serpentine fino alle 24, dalla musica e addirittura, si diceva, dagli scontri in balaustra. Si tentò anche di sostituire il plaxiglas per attutire il rumore ma nacque presto il caso diventato nazionale della Signora Anna Müller che si presentò in Comune e mostrò ai giornalisti un secchio con i dischetti raccolti dalla sua camera da letto, entrati dalla finestra che teneva aperta anche d’inverno per evitare di sostituire ogni volta il vetro. La pensionata allora 70enne è stata tra le prime residenti della zona, prima ancora che nascesse la pista distante soli tre metri da casa sua, e da 11 anni presentava esposti per una battaglia prima personale poi supportata dalle famiglie che via via hanno cominciato ad abitare lì. 4 anni dopo,  il 18 febbraio 2005, la Procura le diede ragione con un atto clamoroso: alla vigilia dell’ultima sfida di regular season tra l’Egna capolista e il Vipiteno la polizia giudiziaria di Bolzano con 8 agenti in borghese si presentò a un paio d’ore dall’inizio del match con un decreto di sequestro retrodatato firmato dalla giudice Isabella Martin su richiesta del pm Andrea Postiglione. Il Vipiteno (che poi farà suo il campionato eliminando proprio le Oche in semifinale) già in autostrada fece marcia indietro e all’Egna costò lo 0-5 a tavolino, qualche migliaia di euro e multe federali.

Si è rimasti indecisi sul dove far sorgere un nuovo impianto, avendo problemi strutturali anche nella vicina Ora, di altrettanta tradizione hockeistica. Lì sorge la pista scoperta dello Schwarzenbach (costruita 30 anni fa) che ha sempre registrato problemi fino alla tragedia del gennaio 2008 quando durante i lavori di ristrutturazione scoppiò una bombola di metano e morì un operaio per una fuoriuscita di ammoniaca. A proposito della pista di Ora in questi saluterà per la meritata pensione Helmuth Zelger, in servizio dal 1974 e “autista” dello Zamboni comprato nel 1979.

Secondo i piani originari si contava di consegnare all’Hockey Egna l’agibilità del nuovo Palaghiaccio per la stagione agonistica 2010/2011 ma forse ci vorrà qualche mese di più. La nuova struttura, a ridosso del lido comunale lungo la statale, avrà una capienza di 900 posti di cui una tribuna di posti a sedere di 600 e una di posti in piedi da 300. Potrà ospitare tornei internazionali o nazionali avendo 4 spogliatoi sotterranei, 9 vie di emergenza a norma di sicurezza e un ampio parcheggio. Avveniristico anche l’impianto elettrico a energia solare per contenere i costi di mantenimento.

Altre immagini su metroplan.it