Amatori Asiago: 2 racconti per un’avventura

I racconti dei due "fondatori", tratto dal mensile Asiago Hockey Magazine, scaricabile nella versione web da www.asiagohockeyas.com .

Era circa un anno fa, ottobre 2006. Come ogni anno
iniziava la stagione hockeistica, iniziava la serie A, iniziavano le giovanili ed anche noi, il solito gruppo di amatori che ogni lunedì e giovedì (serie A permettendo) si trovava sul ghiaccio dell’Odegar a praticare lo sport più bello del mondo. La prima sera ho fatto una riflessione, guardavo gli altri ragazzi mentre ci cambiavamo e vedevo,
oltre alle solite facce della vecchia guardia, tanti giovani, sempre di più ogni anno. Tanti neofiti ma anche tanti ex giocatori delle giovanili. Mi sono chiesto, come ormai mi chiedevo ogni anno, quanto sarebbe stato bello essere una squadra “vera”. Il mio pensiero rimaneva sempre
dentro di me purtroppo, non ne parlavo con nessuno,

forse per non sentirmi dire, ma va, sei matto o cose del genere. Una di quelle sere, dopo l’allenamento, eravamo al bar a berci la nostra solita birretta; ad un certo punto Turboman (per chi non lo conoscesse Mauro Ferro) mi guarda e mi dice: “Checo, cosa ne dici se organizziamo una squadretta e ci iscriviamo alla serie C?” Non ci credevo,
un altro che aveva avuto il mio stesso pensiero.
E così ecco che abbiamo iniziato ad informarci.
Navigando spesso nella rete e soprattutto in siti di hockey
ho cominciato a seguire con particolare curiosità la serie C interregionale, cosi parlandone con Mauro, abbiamo
deciso che quello sarebbe stato il nostro campionato.
Abbiamo guardato le squadre che vi partecipavano, Bologna, Courmayer, Chiavenna, Bergamo, Varese e tre o quattro squadre di Milano ed abbiamo deciso di organizzare un incontro con i ragazzi. Ecco che il giorno dopo scriviamo la nostra prima mail alla Federazione. Chiediamo informazioni su cosa bisogna fare per iscriversi a quel campionato. Dopo alcuni giorni l’agoniata risposta arriva, così iniziamo a muoverci. Migliaia di telefonate a gente conosciuta e non, centinaio di e-mail a destra e manca. Insomma è deciso, la squadra si fa. Nel frattempo sono trascorsi i mesi ed in una mail della federazione arriva una buona notizia: si fa il girone Veneto-Trentino.
Questo vuol dire abbattere alcune delle spese che avevamo iniziato a prevedere e il nostro progetto si fa sempre più concreto. Ancora telefonate, ancora e-mail, qualche incontro con commercialisti, notai, esperti del settore, e finalmente arriviamo qui, a questo punto, dove un anno fa non avrei mai pensato saremmo riusciti ad arrivare. Risolte le pratiche burocratiche, dal 10 di settembre, agli ordini di coach Mauro Munari e di vice-coach Berico Bortoli (vecchia conoscenza delle piste ghiacciate) è iniziata l’avventura con il primo allenamento.

Il roster della squadra si presenta con 4 portieri: Nicola Basso, Edoardo Chiesa, Massimo Cunico, e Stefano Turrini;
8 difensori: Christian Cunico, Domenico Finco, Francesco Frigo, Luca Oddone, Francesco Rossi, Sandro Sartori, Paolo Scalabrin, e Michele Slaviero;
12 attaccanti: Luca Alberti, Marco Cogo, Davide Colombo, Mauro Ferro, Tomas Ferro, Paolo Frigo, Andrea Rigoni, Paolo Serembe, Stefano Stella, Alessandro Valente, Lorenzo Valente e Michael Volpe.

Francesco Frigo

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Da un anno ci lavoriamo, da un anno combattiamo, da un anno ci speriamo e alla fine? e alla Fine? Ci siamo… ci siamo come non avrei mai sperato, ogni anno i miei sogni, che erano in quel momento solo sogni, ora stanno veramente prendendo forma…
Parlo io, io che da una vita gioco ad hockey, che mi ha dato molte soddisfazioni, ma anche tante delusioni, lo so che questo pensiero non è uguale per tutti. Io adoro giocare, adoro far parte di un gruppo, di una realtà, di una squadra, ed ora come non mai ne sono felice. Ho giocato da molte parti, ma nessun posto è come giocare a casa, ho resistito perchè mi sentivo che un giorno in un modo o nell’altro sarei riuscito ancora a mettere i pattini all’Odegar.
Ho iniziato a giocare nel 1985 a Gallio, in un palazzetto scoperto, ma la cosa più strana è che il mio allenatore di allora è proprio quello che ora ha messo il suo tempo per aiutarci in questa nuova esperienza… In questi anni ho pensato mille volte al ritiro, ma l’unica cosa che mi ha fatto continuare era la voglia di giocare ancora ad Asiago e alla fine grazie ad un grande amico di nome Francesco e grazie anche a tutti i ragazzi e a tutti coloro che fanno parte di questo progetto, ce l’ho fatta. Per chi non lo sapesse ho avuto seri problemi ad un ginocchio, e lì si sono infranti i miei sogni di giocare e alla fine non avrei mai pensato di tornare ancora, ma dopo un anno di cura e 5 anni di in-line, ho la possibilità di giocare di nuovo a “casa”.

Mauro Ferro

http://www.asiagohockeyas.com/magazine/dicembre.pdf