Olimpiade invernale 2014 a Sochi (Russia)

di CFS

Nella notte di mercoledì a Città del Guatemala si è svolta l’assegnazione dei giochi olimpici invernali del 2014. Le tre candidate in lizza nel rush finale erano Sochi(Russia), Pyeongchan(Corea del Sud) e Salisburgo(Austria).
Dopo l’eliminazione di Salisburgo alla prima votazione, il ballottaggio tra le restanti candidate è andato a favore di Sochi città russa che si affaccia sul Mar Nero.

Salisburgo in rappresentanza dell’Austria era la meno accreditata, forte però dall’esperienza della precedente edizione di Innsbruck ’76 con il campione di discesa Franz Klammer come testimonial del connubio tra innovazione e tradizione, l’esperienza nell’organizzare eventi a livello mondiale di sport invernali, gli impianti già disponibili e la suggestiva location.

La città sconfitta sul filo di lana, già candidata alle olimpiadi del 2010 è Pyeongchan. I coreani si sono riproposti apportando una serie di migliorie al progetto precedente, puntanto sulla diffusione degli sport invernali nel continente sud asiatico, alla pace ed all’armonia (alcune gare si sarebbero svolte nella Corea del Nord), al comfort per gli atleti dando loro le migliori condizioni per allenarsi, oltre alla facile accessibilità, tutto automatizzato ed informatizzato. Testimonial d’eccezione Alberto Tomba.

Sochi, fino ad ora conosciuta per le sue terme, è stata molto pubblicizzata durante gli ultimi mondiali di hockey di Mosca dove era sponsor della nazionale e del campionato. Le strutture sono ancora da costruire con un progetto dove molta importanza verrà data alla facilità di collegamento tra i vari siti olimpici, permettendo maggior visibilità e poco traffico. Come sostenuto anche dal presidente Putin, "…Sochi è uno strumento per rilanciare un certo tipo di sport invernali per milioni di russi. Non si tratta solo di un’operazione legata a un grande avvenimento, ma qualcosa che guarda al futuro di un’intera area…". Di sicuro Sochi potrà contare su un ottimo budget di spesa che ha permesso, ad esempio, di portare e montare a Guatemala City una pista da hockey. Tra i testimonial presenti il campione olimpico di pattinaggio di figura Evgenij Plushenko.