All’Agorà Milano e Renon si dividono la posta.

di Filippo Restelli

Milano-Renon 1-1 (0-0/0-0/1-1)

Davanti ad un discreto numero di spettatori si è svolto ieri sera l’incontro tra le finaliste dello scorso anno, valido per la trentunesima giornata. Insam deve fare a meno dello squalificato Chitarroni, ma ciononostante utilizzerà Savoia in attacco e terrà fermo a cinque il numero di terzini, mentre il Renon non recupera Gruber. Dopo 17 secondi inizia il valzer delle penalità, ne fa le spese Kaye per carica con bastone. Il powerplay milanese non causa eccessivi grattacapi dalle parti di Robinson. Dopo il ritorno alla parità numerica è il Renon a premere, Eriksson deve vigilare si Tuzzolino prima e su Kalmikov poco dopo. Dopo due penalità date a Strazzabosco e Felicetti, dal 6:51 il Renon si trova in doppia superiorità. Solo un miracoloso Eriksson e gli errori degli avanti avvarsari evitano lo svantaggio ai padroni di casa.All’ 8:38 Robinson viene pescato a spostare volontariamente la porta:la penalità la sconta Tuzzolino, ma il Milano non ne approfitta. Solo al 10° minuto Lysak si fa vedere con un buono slap, ma Robinson vigila.Dopo una penalità per parte (Scandella e Johnson)il Milano prova a premere e va al tiro con Savoia prima e Felicetti poi, ma il powerplay è ancora inefficace. Al 18:14 Kaye, a gioco fermo, spintona Scandella, il quale reagisce, ma misteriosamente i due minuti vengono dati solo al milanese. Eriksson fa buona guardia e la superiorità numerica dei vicecampioni d’Italia viene neutralizzata. Prima che i giocatori escano dal ghiaccio Helfer e Ploner vengono alle mani:2 minuti al primo, 2+2 al secondo, da scontare ad inizio secondo periodo, che comincia con un powerplay milanese ancora poco efficace, anche al 2:51 quando è il capitano Egger ad essere mandato in panca puniti per gancio con bastone. Potrebbe beneficiare anche il Renon di una superiorità, grazie a Moschen che penalizza Strazzabosco per ostruzione quando in realtà è il difensore milanese ad essere spinto da un avversario contro Robinson, ma ci pensa lo stesso goalie, poco dopo, a ristabilire la parità facendosi nuovamente pescare a spostare la gabbia. Il Milano preme sull’acceleratore e cerca il gol, cogliendo una traversa con Christie ed un palo clamoroso con Savoia, ma è Eriksson a cavallo del 9° minuto a doversi superare su Rottensteiner prima e su Kaye poi. All’11:13 Christie commette un’ingenua ostruzione, 27 secondi dopo la commette invece il capoarbitro, che punisce Eriksson per ritardo del gioco a casua dello spostamento della porta, non accorgendosi che, a causa di una parata precedente, il ghiaccio si è rovinato, ed infatti pochi secondi dopo il gioco viene interrotto per rifare i buchi nel ghiaccio e fermare i pali della gabbia. Ma ormai la doppia superiorità è iniziata, ed il Milano stoicamente resiste ai numerosi attacchi avversari in modo veramente epico, come ad esempio un salvataggio sulla linea di petto da parte di Borgatello ad Eriksson battuto. Al 14:29 terza penalità a Robinson per spostamento della gabbia, ma anche in questo caso il problema è il ghiaccio, altra interruzione ed il guioco riprende con il Milano in pressione forsennata ma sterile e sfortunata, visto che Strazzabosco coglie il terzo palo per i rossoblu. Il terzo periodo si apre con l’ennesimo powerplay ospite su cui Eriksson ha pochi grattacapi, appena ristabilità la superiorità uno scatenato Scandella prova la conclusione tre volte in venti secondi cogliendo un palo esterno da circa mezzo metro. Quando al 4:20 Rigoni finisce in panca puniti per una carica in balaustra molto fiscale, il Renon decide che è ora di segnare:ci pensa Kaye a concretizzare un rebound dell’incoplpevole Eriksson dopo un missile di Egger. Il Milano innesta la quinta ed inizia a premere, lasciando qualche spazio per le ripartenze ospiti, come al 9:55 quando il goalie milanese esorcizza un opttimo slap di Tuzzolino. E’ poi Robinson a superarsi su Iannone, mentre nulla può all’11:37 sul missile ghiaccio-aria di McCarthy che si insacca nel sette sul primo palo. Il Milano ora prova a vincere, si rende pericolosa ancora la difesa con Helfer che tira forte ma centrale al 12°. La tolleranza zero, e quindi le penalità, sembrano scomparse. Due evidenti falli su Evans e Rigoni non vengono sanzionati, ma al 15:20 è troppo evidente lo sgambetto di Hafner su Felicetti. Durante il powerplay Robinson deve fare gli straordinari, in particolare su Evans, e la gabbia non viene più inviolata da ambo le parti. Si conclude in parità, quindi, il match di Milano, che permette al Bolzano di avvicinarsi ai Campioni d’Italia in carica i quali, tuttavia, mantengono la testa solitaria della classifica.

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