Cortina – Milano: la cronaca di Gara 6

di Alberto Manaigo

Cortina – Milano 2-1 (0-0; 0-1; 2-0)

E la sfida continua. Dopo una gara 5 in cui il Milano ha avuto la meglio su un Cortina parso decisamente meno brillante del solito, si torna all’Olimpico, Stadio in cui il Milano quest’anno ha raccolto solo un pareggio in 5 partite. E’ il primo match point di questa finali e la squadra allenata da Adolf Insam ha la possibilità di chiudere la serie con questa partita. Il primo tempo è abbastanza equilibrato: si inizia subito forte e dopo 3 minuti e 53 secondi sono Sundstrom e Savoia a giostrare bene il disco. Gravel però si oppone alla conclusione di quest’ultimo. Bella azione ampezzana al 9:35 con Adami che scambia con Kuikka e Cullen: il tiro dello statunitense finisce fuori di poco. Brivido per la retroguardia del Cortina all’11:14 quando Tkaczuk mette al centro un disco molto invitante per Sundstrom il cui tiro centrale viene parato con facilità da Gravel. Al 16:33 il pericolo è per il Milano: prima Boman, poi Ciglenecki ed infine De Bettin costringono Eriksson a tre interventi in rapida successione.

Nella seconda frazione partono subito forti gli ospiti: dopo soli 6 secondi è Di Maio ad impegnare Gravel. Al 5:49 l’Olimpico esplode per una rete di Cullen che, però, Colcuc annulla. Un ottimo Gravel si fa trovare pronto per respingere la conclusione di Savard su assist di Tkaczuk e, poco dopo, sulla conclusione di Sundtrom chiudendo ogni spazio col gambale.
Bellissima azione ampezzana all’8:05 con Cullen che offre un ottimo disco a Kuikka: il successivo assist del finnico raggiunge Francesco Adami che tenta di battere, senza riuscirvi, Eriksson con un bel tiro. Sono istanti di gioco favorevoli al Cortina, questi, vista anche la doppia occasione Cullen – Lennartsson, ma è il Milano a passare: all’11:21 Colcuc convalida una rete di Tkaczuc al termine di un’azione decisamente confusa nonostante le proteste di Gravel che sosteneva di essere stato trattenuto da Busillo e la presenza di un uomo in area. Gli ampezzani non demordono e vanno vicino al pareggio pochi minuti più tardi con un tiro di Hult che finisce a lato di poco. Potrebbe costare cara al Cortina una disattenzione di Lennartsson che perde il disco su forececking di Sundstrom: la conclusione di Di Maio viene, però, parata da un Gravel assolutamente invalicabile.
Nel terzo periodo dopo una bella azione Savoia – Felicetti il cui tiro finisce a lato, il Cortina riporta subito il punteggio in parità: al 2:23 Hult, autentico uomo playoff, servito da Boman insacca nel sette alla destra del connazionale Eriksson. Il gioco subisce un rallentamento e si assiste ad una fase di gioco in cui si riscontrano molte liberazioni vietate, come se le squadre volessero tirare il fiato prima di ributtarsi nella mischia. E’ il Cortina, però, che dimostra più fame di vittoria in questi ultimi minuti della sfida: Ström e Cullen costruiscono delle belle occasioni che trovano l’opposizione di Eriksson. Il goalie svedese si salva al 13:16 quando Pettersson recupera un disco, e tira in porta: Helfer in tuffo devia il tiro, ed il portiere è bravo sui successivi tiri di Mosnar e Boman. E’ il preludio del gol: al 13:59 Kuikka si propone in avanti con un bello spunto personale e lascia il puck a De Bettin che con un tiro preciso lo infila nel sette alla destra di Eriksson. Il Milano, frastornato, ci prova con Savard e Sundstrom, ma un grande Gravel alza la saracinesca e preclude ogni possibilità ai lombardi di pervenire al pareggio.
Altre grande sfida in quella che può essere definita la più bella serie di finale degli ultimi anni, dunque. Il cuore e la voglia di vincere del Cortina hanno avuto la meglio su un Milano apparso quasi impaurito nella terza frazione di gioco. Ora la serie si accorcia ulteriormente e il titolo di Campione d’Italia sarà messo in palio in una partita secca sabato 2 aprile: le emozioni continuano anche perché lo si sa.. in una partita secca ogni risultato è possibile.

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