Bolzano: intervista a Riccardo Fuhrer

di Mary Alberghina

HT: Benchè sia a Bz da poche ore qual è stata la prima impressione della squadra?
RF: Nelle poche persone che avevo a disposizione questa sera ad allenamento, poiché alcuni giocatori sono in ritiro con la nazionale, ho visto un buon impegno, una gran voglia di imparare.
Inoltre mancava anche Insam per una borsite al gomito ed alcuni giocatori erano stanchi a causa di un test fatto nella mattinata. Questo non mi ha permesso di giudicare nel migliore dei modi i giocatori a mia disposizione.

HT: Che formazione pensa di schierare nella prossima amichevole di domenica?
RF: Certamente utilizzerò i giocatori che ho a disposizione, cioè i ragazzi che sono presenti in questi giorni, alcuni ragazzi dell’under 19 ed in caso, se se la sentono i giocatori che dovrebbero essere tornati dalla nazionale.

HT: Si dice che lei sia un allenatore col polso di ferro (ha sorriso); crede che questo le potrebbe creare dei problemi nel gestire i giocatori?

RF: Beh, sicuramente la gestione di questa squadra sarà diversa da quelle svizzere, poiché qui tutti i giocatori lavorano o studiano e certamente non posso pretendere lo stesso impegno dei giocatori professionisti svizzeri che si impegnano in due allenamenti giornalieri, uno la mattina ed uno nel primo pomeriggio, così da permettere ai giocatori di andare a casa a mangiare e riposarsi, mentre qui già il tardo orario degli allenamenti mi costringe ad una gestione differente della squadra.
Sarà comunque mia premura incontrare singolarmente tutti i giocatori, non appena avrò la squadra al completo, così da cercare, trovare e sfruttare al massimo le capacità di ogni singolo soggetto.
Trovo inoltre stimolante e di ottimo auspicio vedere che alle spalle della prima squadra ci sia un settore giovanile con elementi promettenti e pertanto che ci sia la possibilità di un ricambio generazionale per gli anni a venire.

HT: Lei è arrivato che i giocatori erano già stati scelti. Lei farebbe qualche altro acquisto? lei avrebbe già qualche giocatore da proporre alla dirigenza?
RF: Chiaramente ho piena fiducia nelle scelte di Zarrillo e del dott. Knoll pertanto sono convinto che abbiano creato una buona squadra. Se ci fosse bisogno di acquistare un altro giocatore io sono disposto a mettermi a disposizione della società per quanto riguarda la scelta del giocatore e metterò a disposizione le mie conoscenze per quanto riguarda alcuni giocatori che potrei proporre. La cosa che mi piacerebbe, sarebbe un giocatore che faccia l’intera stagione con la squadra, non un giocatore che resta pochi mesi, perché trovo che questo non gioverebbe molto ai giocatori.

HT: Che rapporto ha con Zarrillo, che lei probabilmente ha conosciuto nel campionato svizzero, non è vero? La gestione della squadra avverrà con una collaborazione tra voi due, oppure sarà solo lei a gestire la gestione della squadra?
RF: Io ho conosciuto Zarrillo a Berna ed ho molta fiducia in lui; sicuramente mi avvarrò della collaborazione di Bruno non solo perché sicuramente sarà un valido aiuto poiché conosce già la squadra, ma anche perché io non conosco bene il campionato italiano e quindi ogni sorta di aiuto sarà ben accetta.
Purtroppo Zarrillo sarà impegnato col suo ruolo di Direttore Sportivo e quindi già a novembre dovrebbe partire e tornare sporadicamente e per brevi periodi.
Ad ogni modo nei periodi in cui lui resterà a Bolzano ci sarà sicuramente una collaborazione tra di noi.
Chiaramente lo scopo è di arrivare il più in alto possibile, però io non conosco ancora il potenziale della squadra. voi che ne pensate?
HT: Sulla carta la squadra risulta essere molto competitiva, soprattutto se gli stranieri si riveleranno in gamba come pare. Sicuramente peggio della scorsa stagione non potrà andare!
RF: Ho sentito che la scorsa stagione la squadra non è andata bene e non capisco come mai dato che molti giocatori militano anche tra le file della Nazionale. cosa è successo?
HT: La passata stagione il Bolzano non ha superato lo scoglio dei quarti di finale facendosi eliminare dal Cortina, una squadra che certamente non era al livello del Bolzano. Sicuramente il poco impegno che gli stranieri hanno messo nel giocare ha contribuito notevolmente all’eliminazione.

HT: Benchè sia la sua prima esperienza estera come allenatore, ha già avuto modo di entrare in contatto con il nostro campionato?
RF: A 20 anni, cioè nel 1976 ho dovuto scegliere se giocare con la Nazionale italiana o con quella Svizzera, inquanto mia madre è piemontese. Poiché in Italia non avevo contatti di alcun genere, non ci avevo mai giocato e temevo di dover fare nuovamente il servizio militare per rendere effettiva la mia nazionalità ho optato per restare in Svizzera. Ho giocato 20 anni nel campionato svizzero, militando anche nella Nazionale, dopodichè è iniziata la mia carriera da allenatore che dura da 15 anni.
Mi è capitato di incontrare due volte la nazionale italiana e di fare un paio di amichevoli contro i diavoli rossoneri a livello di giocatore, inoltre ho assistito a due partite del Milano in Coppa Intercontinentale quando hanno giocato in Svizzera.
Ho conosciuto l’hockey italiano attraverso giocatori come Zarrillo, Topatigh, Orlando.
Questa possibilità di conoscere un nuovo modo di giocare è per me un buon motivo per mettermi alla prova e per cercare di adattarmi a realtà diverse da quelle alle quali sono abituato.
Il mio primo scopo sarà quello di ordinare il modo di giocare; sarà un lungo lavoro ed il campionato ci aiuterà nel vedere dove si deve lavorare per permetterci di arrivare alle fasi più importanti con una squadra in ottime condizioni.
Io sono convinto che con questa squadra otterremo degli ottimi risultati.
Ad ogni modo io voglio cercare di instaurare un buon rapporto con la squadra basato sul dialogo perché io sono dell’idea che la comunicazione sia alla base del successo.

Si ringrazia Riccardo Fuhrer e la Società Hockey Club Bolzano per la disponibilità