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L’Italia mercoledì torna in pista per sfidare la Francia

Martedì è giornata libera a Budapest per l’Italia femminile dopo le due combattutissime sfide con Norvegia Ungheria, quindi da mercoledì le azzurre torneranno a fare sul serio. Morning skate mattutino e alle 19.30 la delicatissima sfida con la Francia in un Mondiale apertissimo a livello di classifica. Le azzurre infatti guidano a quota 6 punti, dietro inseguono Ungheria (5 punti), Francia (4) e Slovacchia (3) con Norvegia e Cina ancora ferme a 0 ma in grado di sorprendere qualche avversaria.

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MATILDE FANTIN INFORTUNATA PER IL RESTO DEL TORNEO

Le prossime tre partite del Mondiale dovranno essere giocate dall’Italia senza Matilde Fantin. La 19enne attaccante comasca, autrice di due gol all’esordio contro la Norvegia, non potrà tornare in pista dopo l’infortunio al ginocchio sinistro subito al 12’09” della partita con la Slovacchia. Fantin comunque rimarrà al fianco della squadra fino a sabato, tifando per le compagne dalle tribune del Vasas Ice Sport Palace di Budapest.

LE PAROLE DI GRETA NICCOLAI: “VOGLIAMO CONTINUARE A VINCERE ANCHE PER MATILDE”

Arrivata al sesto Mondiale della carriera, la 24enne milanese Greta Niccolai ricopre un ruolo importante nella terza linea azzurra, arrivando a offrire sempre prestazioni di alta intensità sul ghiaccio. Questa la sua lettura delle prime due sfide:

“Sinora è andato tutto bene, a parte l’infortunio a Fantin, perché lo abbiamo voluto noi: dopo un’Olimpiade giocata alla grande abbiamo tantissima voglia di dimostrare che quello è il nostro livello. Tutta la squadra è cresciuta moltissimo, tanto a livello di collettivo quanto individuale e lo ha fatto con grandi sacrifici, anche personali. Abbiamo lottato tanto per arrivare a questo livello, passando da mille situazioni e anche difficoltà (riferimento agli infortuni capitati a Mattivi e Fantin nei Mondiali precedenti di Prima Divisione Gruppo B ndr), ora vogliamo dimostrare a tutti di poter ambire a qualcosa di ancora più alto”.

Mercoledì arriva la partita con la Francia, che oltre a valere tantissimo per l’economia di questo Mondiale è anche un bis di quanto capitato lo scorso 4 febbraio, quando al debutto olimpico l’Italia vinse per 4-1 avviando quel processo di consapevolezza che ha portato sin qui:

Oltre a tutte le motivazioni che già potevamo avere, avremo anche quella di giocare e vincere per Matilde: tutte siamo pronte a dare più del nostro massimo così da farla contenta nonostante l’infortunio – dice Greta Niccolai, che aggiunge – Personalmente sono soddisfatta del rendimento avuto sin qui, gioco insieme a Rebecca Roccella in linea da tanto tempo quindi conosciamo le nostre possibilità. Abbiamo disputato due partite molto dure dal punto di vista fisico, contro avversarie più alte e più pesanti, però nessuna di noi si è tirata indietro e lo abbiamo dimostrato. Con il mio blocco cerchiamo di fare un gioco semplice ma al contempo efficace, conosciamo il nostro ruolo e vogliamo rispettarlo per aiutare la squadra”.

Per l’attaccante azzurra questo di Budapest può diventare un Mondiale simbolo di una carriera, e al contempo cancellare il suo primo torneo iridato, vissuto proprio in Ungheria nel 2019 e segnato da cinque sconfitte con la retrocessione in Prima Divisione Gruppo B:

“Non un’esperienza semplice, vissuta con un gruppo diverso rispetto a quello di oggi e che aveva anche una consapevolezza diversa. Sono cresciuta facendo dei tornei con l’Italia Under 18 e da quella squadra diverse ragazze sono salite in Nazionale senior, ci conosciamo molto bene e al contempo c’è grande alchimia. Ritengo che sia stata una svolta in quel 2019 l’annuncio dell’assegnazione a Milano Cortina dei Giochi olimpici: avendo la certezza che l’Italia ci sarebbe stata è stato automatico investire tempo e passione sull’hockey per centrare un grande traguardo. Tutto questo in un contesto di alto livello perché negli ultimi 10 mesi abbiamo lavorato in maniera estremamente dura, ma sicuramente questo è l’unico modo per performare bene in tornei complicati come l’Olimpiade e questo Mondiale”.

LE PAROLE DELL’HEAD COACH ALEXANDRE TREMBLAY: “OGNI SFIDA ORA DIVENTA SEMPRE PIÙ DIFFICILE, LE RAGAZZE SONO PRONTE”

Due su due sinora per Alexandre Tremblay, head coach delle azzurre a Budapest. Ora arriva la complicata sfida con la Francia:

“Una sfida che non possiamo definire come la chiave di tutto perché in un torneo così equilibrato tutte le partite e tutti i punti sono decisivi. Evitiamo di guardare avanti e pensiamo solo alla prossima, cui arriviamo con la consapevolezza creata negli ultimi mesi a partire da quanto fatto a Montréal lo scorso inverno”.

In vista del terzo match che cosa teme maggiormente il tecnico canadese?

“Probabilmente uno dei momenti più delicati sarà l’inizio: non dovremo assolutamente entrare in maniera piatta, ma rispondere subito all’intensità che ci aspettiamo sarà alta. Ogni partita andando avanti nel torneo diventa sempre più delicata e decisiva, la pressione sale e chiunque è disposto ad alzare il suo livello. Siamo comunque tranquilli perché, con il lavoro fatto dentro e fuori dal ghiaccio, la squadra possa giocare al massimo”.

Questo dopo due vittorie meritate, combattute e nelle quali le azzurre hanno fatto vedere il loro potenziale:

“Sin qui poco da aggiungere a quello che ha detto il ghiaccio, come staff siamo soddisfatti dell’impegno e dell’abnegazione messi dalle ragazze. Chiaramente però ci sono dei dettagli da correggere, e lavoriamo su quelli perché in contesti del genere ogni situazione può fare la differenza. Aver vinto due partite nel giro di neanche 24 ore, una situazione molto rara che capita poche volte, è comunque un ottimo segnale di quanto e come la squadra sia pronta a rispondere a ogni stimolo”.

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