L’Osteopatia applicata all’hockey su ghiaccio

L’Osteopatia applicata all’hockey su ghiaccio

di Gianluca Vapi

Negli ultimi 20 anni con l’avvento/arrivo dell’osteopatia in Europa il legame con lo sport è risultato sempre più stretto ed imprescindibile; da sempre la gestione, la prevenzione degli infortuni dello sportivo d’élite di qualsiasi disciplina, rappresenta un momento fondamentale per il buon andamento della stagione sportiva; ma ancora più importante è avere uno staff medico pronto a prevenire e curare gli infortuni dei singoli atleti. Affidarsi anche all’osteopatia, nello staff, permette all’atleta di affrontare le proprie sfide al massimo della propria performance e potenzialità psico-fisiche, in seguito a traumi sportivi o alle sollecitazioni fisiche dovute all’allenamento e alle competizioni, in tempi molto più rapidi, come dimostrano numerose pubblicazioni scientifiche.

L’osteopata non si sofferma solo sul sintomo ma si approccia alla persona o sportivo nella sua interezza considerando il corpo come un’unità psico-fisica, ricercando la causa che genera il sintomo; attraverso un’anamnesi clinica e test specifici e palpatori l’osteopatia è in grado di capire quali siano gli aspetti disfunzionali muscolo-scheletrici/viscerali/del sistema nervoso dell’atleta e attraverso il trattamento manuale promuove l’omeostasi, l’autoregolazione, sfruttando la naturale capacità del corpo di auto guarirsi e ritrovare così lo stato di salute ottimale.

L’HCMV Varese Hockey si avvale per questi trattamenti del Dott. Daniele Robortella (MSc-Hes.BSc.(Hons) Ostopathy – UK / Pediatric osteopath  DPO) Osteopata Federale Svizzero, varesino doc, da sempre impegnato nel mondo dello sport, coprendo con la sua professionalità molte discipline sportive (calcio, ciclismo, atletica, hockey…) incrementando a dismisura il suo bagaglio di esperienza ventennale  che ora viene messo al servizio della causa giallonera:

Dott. Robortella, perché Osteopata Svizzero?

Perché più di 20 anni fa, ahimè, quando ho finito la mia formazione di stampo anglosassone era una figura professionale misconosciuta in Italia e la Svizzera era una delle poche nazioni (l’Italia ha riconosciuto la professione quest’anno) che aveva già riconosciuto, regolamentato come figura sanitaria primaria. Dunque avendo i requisiti formativi 5 anni di Università più esame federale ho potuto aprire un centro di Osteopatia Tradizionale e Pediatrica qui nel nostro vicino Ticino.

Quando ha iniziato a collaborare con i Mastini e come è nata questa collaborazione?

A settembre del 2022 dopo più di 15 anni, tra la Svizzera e Como, sono tornato con la mia famiglia (Marina e mio figlio Leonardo) a vivere nella mia città. Poter rincontrare al palaghiaccio gli amici di sempre “Mastini doc”, mi ha permesso di riaccendere un “amore” adolescenziale mai sopito, supportata da una passione sfrenata inspiegabile di mio figlio Leonardo che non conosceva assolutamente l’hockey. Tra gli amici di una vita ho avuto la fortuna di riabbracciare un compagno d’infanzia e di sfide calcistiche, il nostro Presidente Carlo Bino. Carlo mi ha colpito molto per la sua passione, competenza nello sviluppo del nuovo progetto societario coadiuvato e supportato da Teo Malfatti ed in maniera quasi spontanea mi sono permesso di rendermi disponibile per aiutare i giocatori al bisogno, sapendo la valenza positiva ed il supporto che può dare l’approccio osteopatico anche a livello sportivo. Tutto è cominciato a febbraio 2023 quando Rocco Perla ha subito una carica scorretta alla testa ad Appiano, c’era la necessità di velocizzare il più possibile il suo rientro ed in questo, per la mia esperienza, non avendo avuto basi traumatiche patologiche, l’osteopatia è stata super efficace. L’inizio è stato con Perla e la fine con una sua rete straordinaria e unica in finale, come chiudere un cerchio sostenuto dalla passione e dall’amicizia che accomuna tutti noi “Mastini”.

Quindi nella conquista del “double” dello scorso anno possiamo dire che “c’è anche la sua mano” anzi le sue mani?

Sorrido… perché probabilmente 15 anni fa il mio ego avrebbe risposto che è stato fondamentale il mio lavoro, ma oggi con una ritrovata consapevolezza, so che ho dato solo una mano anzi due come tutti gli appassionati che aiutano la società e come tutti i tifosi che con il loro supporto applaudono e sostengono sempre la squadra soprattutto nei momenti difficili, la conquista del “double” è stata veramente di tutti.

Quanto tempo dedichi al trattamento dei giocatori gialloneri e quali sono gli infortuni / traumi più frequenti che devi trattare?

Di norma sono a disposizione della squadra il venerdì pomeriggio ma con l’inizio dei play-off e giocando ogni 3 giorni ci sono più volte a settimana, per sostenere maggiormente tutti i giocatori che ne sentono la necessità; l’obiettivo è il recupero fisico-mentale con degli approcci di riequilibrio del sistema neurovegetativo e fluidico, l’osteopatia in questo è di gran supporto e aiuto. Durante la stagione il mio lavoro è più indirizzato alla prevenzione, migliorativo o risolutivo di problematiche anche croniche, dunque una gestione dell’atleta finalizzata più alla performance che a risolvere una problematica specifica. Ovviamente essendo uno sport di contatto lavoriamo sui traumi-sollecitazioni recenti che portano in squilibrio tutto il sistema atleta e nell’hockey le “cariche” sono veramente devastanti nel disequilibrare il tutto e come avere spesso degli incidenti in macchina dei “colpi di frusta” ma senza il supporto della cintura e degli airbag della macchina che ci proteggono.

Ormai la tua presenza al palaghiaccio nelle gare casalinghe dei Mastini è una costante: questo significa che i giocatori si affidano a lei anche prima dell’inizio delle partite?

Non è una cosa che faccio spesso con i Mastini, ma in ambito professionistico è sicuramente efficace e rutinario, ultimamente ho visto qualche volta Marcello Borghi anche prima del match, aveva bisogno di riequilibrarsi e l’osteopatia e “Top” per ricentrarsi e riarmonizzarsi prima delle “battaglie”.

Come funziona una visita osteopatica e quanto tempo passa tra un trattamento e un altro?

Si parte sempre dal motivo del consulto (ogni giocatore ha la propria cartella clinica con la sua storia clinica) poi si fa un esame obiettivo, test specifici (ortopedici/neurologici…) infine test osteopatici che ci devono permettere di fare un’ipotesi diagnostica e di impostare il trattamento o indirizzare ad altre figure dello staff come per esempio il nostro “Super Ortopedico DOC” Michael Mazzacane per una sua consulenza. La distanza da un trattamento e l’altro dipende sempre dall’entità del problema, comunque di base un trattamento a settimana.

Essendo uno sport di forte contatto fisico, cosa differenzia l’hockey su ghiaccio dagli altri sport a livello di singoli trattamenti?

Gli sportivi da un punto di vista metabolico si differenziano solo dal tipo di sport (endurance, velocità, forza esplosiva) quello che caratterizza sicuramente l’hockey sono le problematiche che si riscontrano nella parte superiore: busto-braccia-collo e testa per sollecitazioni e per i traumi a cui sono quotidianamente sottoposti.

A proposito di sport, quale disciplina sportiva l’ha maggiormente fatta crescere dal punto di vista dell’esperienza?

In realtà la cosa che mi ha fatto più crescere non solo a livello sportivo è stato, da ormai 15 anni, il trattare i bambini i neonati; il tessuto del neonato è molto vicino a quello che noi osteopati chiamiamo il “normale” la “salute” “l’originale” è un riferimento palpatorio a cui dobbiamo tendere con il trattamento… riavvicinarci alla Salute.

Che cosa differenzia l’osteopatia dalla chiropratica e dalla fisioterapia? Quali sono le skills che ritieni fondamentali in un osteopata?

E’ un po’ complesso e troppo tecnico rispondere a questa domanda, più che parlare delle differenze mi piacerebbe parlare del fatto che sicuramente gli osteopati e miei cugini chiropratici ci occupiamo di medicina manuale e sosteniamo la capacità del corpo di auto guarirsi e autoregolarsi ed i fisioterapisti sostengono questo percorso con le loro terapie manuali/attive e strumentali. Uno Staff sportivo non può prescindere da queste figure coadiuvate e organizzate ovviamente anche dal medico.

Abbandoniamo l’osteopatia e torniamo al mondo giallonero: persa la Coppa Italia rimane come obiettivo lo scudetto. Quali sono le squadre che l’hanno impressionata di più? Chi vede favorita per il titolo?

Credo di essere veramente incompetente per poter dare un giudizio, l’unica cosa di cui sono certo riguarda il fatto che i “Mastini” hanno ancora un gran margine di miglioramento rispetto alle altre squadre, nelle difficoltà di questa stagione infortuni traumatici, assenze e quella dose di fortuna che fino ad adesso è mancata, siamo sempre lì per giocarci il titolo; per richiamare energia positiva conosco solo la positività e l’entusiasmo e la passione che ci metto nel sostenere i ragazzi che è anche un’espressione di quello che sono, non faccio l’osteopata sono Osteopata e sono “Mastino”.

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