HockeyTime intervista Manuela Friz, il capitano “tuttofare”

di Marco Depaoli e Andrea Valla 

Abbiamo rivolto qualche domanda a una delle giocatrici più rappresentative dell’hockey ghiaccio femminile in Italia: Manuela Friz.
Nata ad Agordo il 16 agosto 1978, 51 kg distribuiti per 158 cm, Manuela Friz è stata tra le giocatrici pionieri di questo sport, quando ancora l’hockey bellunese si divideva in accesissimi derby tra Alleghe (due scudetti), Feltre, Valbelluna, Cencenighe e ovviamente Agordo. Sui pattini dall’età di 4 anni Manuela s’è innamorata dell’hockey a 15 dopo aver pattinato per anni nello short track (con cui ha vinto un titolo italiano nel 1990) sulle orme del padre presidente della squadra agordina di specialità e dei suoi fratelli.
In maglia azzurra ha esordito giovanissima nel 1995 a Courmayeur in amichevole contro la Francia e in questi 15 anni ha disputato 9 mondiali e un’olimpiade.
Manuela Friz lavora come molti agordini alla Luxottica come impiegata nell’ufficio tecnico, nel tempo libero legge, ascolta musica e passeggia per le sue montagne con gli amici.

Manuela la conoscevamo come forte difensore nonchè capitano dell’Agordo con il quale ha vinto 7 scudetti , 7 medaglie d’argento e 1 medaglia di bronzo, sapevamo che è parte attiva nella dirigenza del club agordino ed ora arriva anche la nomina a vice allenatore della nazionale femminile italiana. 

Ciao Manuela abbiamo appreso della tua nomina ad assistant coach della nazionale femminile italiana, prima di tutto ti facciamo i complimenti. Che sensazioni proverai in questo nuovo ruolo? 

Sicuramente delle emozioni forti, dopo tanti anni passati a giocare con la Nazionale sarà strano trovarmi dall’altra parte e dover allenare le ragazze. Ma credo sarà una bella esperienza. 

Pensi che questa nuova esperienza sia il preludio per vederti ancora su una pista ghiacciata anche quel giorno lontano che smetterai di giocare? 

Credo proprio di si, sto valutando l’idea di smettere di giocare e so già che sarà difficile restare lontano dal ghiaccio… quindi perché non intraprendere la carriera da allenatore? 

Dovrai dare ordini anche ad alcune ragazze che giocano tutt’ora con te, pensi possa rappresentare un problema? 

All’inizio sarà sicuramente strano e difficile. Ho giocato anni con loro e quindi dar loro ordini non sarà una cosa semplice. Ma vedrò di mettercela tutta per farmi rispettare. 

Parliamo invece di questa stagione, l’Agordo è la squadra favorita per la conquista dello scudetto, t’aspettavi il Bolzano in finale dopo la battaglia in semifinale col Torino?  

Beh, il Bolzano è la nostra rivale storica per cui volevo incontrare loro anche se il Torino quest’anno ha dimostrato di essere cresciuto e di aver delle ragazze molto brave. 

In ambito europeo invece quest’anno sono diminuite le squadre partecipanti in EWHL e sono aumentate le partite non disputate per rinuncia. Pensi che stia calando l’interesse per questo torneo? Voi dell’Agordo avete intenzione di esserci anche il prossimo anno?  

Non credo che stia calando l’interesse, anzi all’estero l’hockey è sicuramente più seguito che qui in Italia. Noi non abbiamo disputato due partite perchè ci siamo trovate con poche ragazze e non è stato proprio possibile disputare le partite. Inoltre le risorse finanziare non sono un gran che e disputare un torneo all’estero è piuttosto oneroso. La voglia di disputare l’EWHL anche il prossimo anno è tanta ma dovremo fare i conti con gli sponsor, se troviamo qualcuno che ci sovvenzioni il torneo sarà sicuramente più semplice. 

Ci puoi dire se l’Agordo ha gia in corso qualche progetto per avvicinare nuove ragazze all’hockey ghiaccio e progettare un ricambio generazionale? Nella gestione della squadra beneficiate di qualche aiuto da Comune e Provincia? 

Il problema dell’Agordo hockey è che non abbiamo uno stadio, dobbiamo andare in Alleghe, qui ci sono diverse squadre e trovare il posto per gli allenamenti è parecchio difficile. Al momento noi non abbiamo una giovanile da far crescere ma ci sono diverse ragazze che giocano con i maschi che potrebbero venire con noi per il ricambio. Abbiamo avuto delle sovvenzioni dal Comune e dalla Provincia anche se il costo di una stagione è di gran lunga più elevato. 

E’ passato qualche anno da quando hai iniziato a giocare, quanto pensi sia cambiato l’hockey femminile in Italia? Migliorato o peggiorato?  

Ci sono stati dei miglioramenti da un lato e dei peggioramenti dall’altro. Quando ho iniziato eravamo una decina di squadre e adesso siamo solo cinque e per anni siamo state solo 3. Ma il nostro livello è sicuramente migliorato. 

Hai già una ricetta o qualche idea su come si potrebbe migliorare l’hockey rosa in Italia?  

Sicuramente un pò di interesse in più della federazione non potrebbe che farci bene. Magari cercare di trovare una collaborazione con le scuole per portare più ragazze sul campo di gioco. 

Per il bene del movimento femminile è giusta la scelta di atlete come Trespioli, Ballardini, Bettarini, Florian che provano esperienze all’estero ma fan mancare la loro qualità al campionato, oppure credi che sarebbe meglio per il campionato che le atlete forti debbano giocare in Italia per contribuire ad alzare il livello tecnico del campionato? 

La loro esperienza all’estero è positiva. Il livello di gioco è sicuramente più alto e si possono migliorare. Magari dovrebbero poter disputare tutti e due i campionati così da contribuire ad alzare anche il nostro livello. 

Manuela Friz alle Olimpiadi di Torino 2006

Hai seguito le Olimpiadi? Per chi hai fatto il tifo?  

Certo che le ho seguite! Con parecchia malinconia. Ho tifato Canada sia maschile che femminile. Anche se ho seguito anche la Slovacchia…volevo vedere se riusciva a far meglio di noi ma così non è stato… ci ha portato via il record perdendo 18-0 con il Canada e noi solo 16. 

Cosa pensi dell’attuale gruppo di atlete che formano la nazionale italiana? Avremo in futuro la possibilità di competere con le nazioni più forti della serie A mondiale e, perché no, un “miracolo italiano”? 

Ci sono molte ragazze giovani e altre meno che credo possano far vedere belle cose in futuro. Il gruppo è bello e affiatato. Lavorando duro potranno sicuramente avere dei buoni risultati. Per il “miracolo Italiano” c’è da aspettare ma penso che se avranno la possibilità di allenarsi seriamente potranno arrivare alle prossime olimpiadi.  

Si ringrazia Manuela Friz e l’Agordo Hockey per la cortese disponibilità