Anni 2000

Decenni: 20 | 30 | 40 | 50 | 60 | 70 | 80 | 90 | 2000intro

Di Tony Puma

2000/01 ASIAGO

Dopo un anno di assenza, Milano torna in Serie A. Conclusa la collaborazione con il Cortina, la nuova denominazione è Milano Vipers.

La formula del torneo prevede la Regular Season con doppio turno di andata e ritorno; la seconda fase è divisa in due gironi per determinare le posizioni nella griglia Play off (fase successiva) e per decidere quale formazione è esclusa dalla lotta per il titolo. La prima fase è vinta dall’Asiago con 71 punti, seguito da Bolzano (63 p.ti), Milano (59 p.ti), Vipiteno (53 p.ti), Merano (46 p.ti), Alleghe (42 p.ti), Fassa (35 p.ti), Renon (35 p.ti) e Brunico (28 p.ti). Alla fase successiva le squadre ottengono un bonus pari ad un terzo dei punti conquistati nella prima fase. Il gruppo A è vinto dall’Asiago con 36 punti, poi Bolzano (32 p.ti), Milano (26 p.ti) e Vipiteno (22 p.ti). Il Merano s’impone nel gruppo B con 29 p.ti, poi Alleghe (27 p.ti), Brunico (24 p.ti), Renon (22 p.ti) e Fassa (18 p.ti). Nei quarti di finale, L’Asiago supera il Renon in tre gare (5-2; 7-3; 4-3 ai rigori), il Vipiteno ha la meglio sul Merano alla quinta gara (4-7; 2-0; 6-3; 3-4 ai rigori; 4-1), Milano e Bolzano, in quattro gare, piegano l’Alleghe (3-0; 3-4; 7-3; 3-0) e Brunico (4-1; 4-1; 6-7 ai rigori; 6-2). In semifinale Asiago ha ragione del Vipiteno in sole tre gare (3-1; 4-3 ai rigori; 10-0) e Milano, sorprendentemente, elimina i Campioni in carica del Bolzano (2-5; 5-2; 6-3; 5-4). Gara 1 di finale è in programma il 7 aprile all’Odegar, gli arbitri sono Giorgio Moschen, Aldo Alfi e Luca Marri. Al 3’59” del primo tempo, l’Asiago passa in vantaggio con un gol di Lucio Topatigh in superiorità numerica. Dopo solo 36 secondi è pareggio dei milanesi con Bob Lachance; anche per la formazione meneghina la rete è realizzata in 5 contro 4. Nel secondo periodo, al 3’11”, Giovanni Marchetti, in power play, riporta i vicentini sul 2-1. Tocca a Patrick Deraspe al 10’52”, in superiorità, fissare il punteggio sul 3-1. Il terzo drittel si chiude senza reti. In Gara 2, il 10 aprile, è ancora l’Asiago ad aprire le marcature con Eric Lecompte su assist di Patrick Deraspe al 14’46”; Luca Rigoni assistito da Eric Lecompte raddoppia al 19’36”. Nel secondo tempo, Michele Strazzabosco al 1’07 su assist di Eric Lecompte in condizione di superiorità numerica porta i giallorossi sul 3-0. Milano prova a dare una svolta alla gara e al 4’28” segna con Jari Torkki in power play. Nel terzo periodo, al 4’27”, Viatcheslav Uvaev serve un assist a Jari Torkki, che porta il punteggio sul definitivo 3-2. La gara risulta essere nervosa; il capo arbitro Ruggero Savaris (coadiuvato da Bellinzier e Claudio Pianezze) assegna una penalità partita a Leo Insam per i padroni di casa e Patrick Deraspe per gli asiaghesi; entrambi sono costretti a saltare Gara 3. Inoltre vengono assegnati 10 minuti di penalità a Gianluca Canei e a Roberto Pra Floriani per i meneghini e Gianfranco Basso e Chad Biafore per i giallorossi. A fine gara i minuti di penalità totale saranno 59 per Milano e 65 per Asiago. Anche Gara 3, giocata il 12 aprile e arbitrata da Roberto Moschen, Emiliano Cappello e Marco Bagozza, risulta essere intensa e nervosa ( 37 minuti di penalità per Asiago e 34 per Milano). Come da copione, sono i giallorossi a portarsi in vantaggio, al 14’29” del secondo drittel, con Steve Palmer su assist di Giovanni Marchetti. Ma al 13’59” Bob Lachance assistito da Viatcheslav Uvaev, riporta la situazione in parità. Dopo che il terzo periodo e i supplementari finiscono senza marcature si procede ai tiri di rigore, che premiano Milano, grazie al penalty decisivo segnato da Maurizio Bortolussi. Il 14 aprile, davanti a 4.000 spettatori, si disputa Gara 4. Gli arbitri sono Ruggero Savaris, Florenzio Bellenzier e Claudio Pianezze. Il primo tempo si conclude sullo 0-0; il secondo periodo vede Milano passare in vantaggio, al 9’29”, con Sasha Meneghetti assistito da Stefan Zisser. L’Asiago non si perde d’animo e nel terzo tempo, al 9’25 su assist di Steve Palmer e Pierangelo Cibien, segna per gli asiaghesi Patrick Deraspe. I supplementari si concludono con un nulla di fatto. Nella sequenza dei rigori Lucio Topatigh insacca alle spalle di Fabrice Lhenry (1-0), Bob Lachance si fa parare il proprio tiro da François Gravel (1-0); Giorgio De Bettin segna (2-0), mentre Maurizio Bortolussi manda il disco fuori (2-0). Il tiro di Steve Palmer viene parato dal golie dei Vipers (2-0). Seguono i gol di Jari Torkki (2-1), Patrick Deraspe (3-1), Gianluca Tomasello (3-2) e Alexander Galtcheniouk (4-2) che segna il rigore che assegna il primo tricolore all’Asiago. Il Top scorer della stagione è Roland Ramoser del Renon con 85 punti (39 gol e 46 assist), seguito da Maurizio Bortolussi (Milano, 84 p.ti, 36 + 48), Anthony Iob (Bolzano, 75 p.ti, 40 + 35), Bob Lachance (Milano, 75 p.ti, 40 + 35) e Eric Lecompte (Asiago, 74 p.ti, 33 + 41).
Formazione Campione d’Italia: Fabio Armani – Gianfranco Basso – Chad Biafore – Pierangelo Cibien – Dave Craievich – Giorgio De Bettin – Patrick Deraspe – Stefano Frigo – Alexander Galtcheniouk – François Gravel – Eric Lecompte – Giovanni Marchetti – Riccardo Mosele – Steve Palmer – Luca Rigoni – Andrea Rodeghiero – Luca Roffo – Cristiano Sartori – Gianluca Schivo – Michele Strazzabosco – Lucio Topatigh – Valentino Vellar – Franco Vellar. Allenatore: Benoît Laporte.

2001/02 MILANO VIPERS

Le squadre iscritte al Campionato si riducono a otto. Manca all’appello il Brunico.

La formula prevede un triplo girone di andata e ritorno, al termine del quale le prime due formazioni accedono direttamente alle semifinali Play off. Le squadre classificate dal terzo al sesto posto disputano i quarti di finali. Le ultime due sono eliminate. I quarti si giocano al meglio delle tre gare, le semifinali al meglio delle 5 gare e la finale al meglio delle 7. La Regular Season è vinta dall’Asiago con 58 punti, seguito dall’Alleghe (51 p.ti), Vipiteno (45 p.ti), Bolzano (42 p.ti), Merano (41 p.ti), Milano (39 p.ti), Fassa (30 p.ti) e Renon (27 p.ti). Nei quarti di finale, Milano, dopo una prima fase deludente, elimina Vipiteno in due gare (3-0; 6-2) e Bolzano estromette dalla lotta per il titolo Merano (2-1; 3-1). In semifinale, i Campioni d’Italia in carica dell’Asiago sono i favoriti per accedere alle finali, ma Milano sovvertendo ogni pronostico passa il turno (3-4 ai rigori; 2-1; 3-0; 3-2 ai rigori). Alleghe, altra sorpresa del campionato, ha ragione del Bolzano alla quinta gara (3-2; 3-0; 1-4; 1-4; 3-0). Gara 1, ad Alleghe, davanti a 2.146 spettatori, è diretta da Jano Masè, coadiuvato da Cristiano Biacoli e Luca Zatta. All’11’41, Scott Beattie assistito da Patrice Lefebvre e James Hiller, insacca alle spalle di Diego Riva. Al 15’08” Maurizio Bortolussi raddoppia dopo una magistrale discesa di Stefan Zisser che evita diversi avversari. Nel secondo tempo Milano si limita a controllare la gara e termina a reti bianche. Nel terzo drittel, gli attacchi delle civette sono più convinti. Al 3’38” Daniele Veggiato, assistito da Manuel De Toni e Matthias Levis, porta il risultato sul definitivo 2-1 per i meneghini. Da segnalare anche un palo colpito da Leo Insam. 3.200 spettatori assistono al Palagorà a Gara 2, arbitrata da Ruggero Savaris (Florenzio Bellenzier e Claudio Pianezze). Dopo che il primo periodo si conclude con un nulla di fatto, nel secondo tempo, Milano passa in vantaggio dopo 54 secondi dal fischio d’inizio, grazie ad un tiro al volo di Scott Beattie su assist di Patrice Lefebvre. Al 1’56” Gianluca Tomasello porta i Vipers sul 2-0, grazie ad un lancio del Capitano Maurizio Bortolussi. I biancorossi sembrano frastornati dall’uno due dei milanese e al 3’54” subisce la terza rete di Patrice Lefebvre assistito da James Hiller. Nella terza frazione di gioco, l’Alleghe accorcia le distanze con lo zoldano Ivan Meneghetti servito da Carlo Lorenzi e Raffaele Franceschini. Leo Insam, al 19’23”, a porta vuota fissa il risultato sul definitivo 4-1. A questo punto Milano conduce la serie per 2-0. Si ritorna ad Alleghe per Gara 3 che è diretta da Giancarlo Bosio (Fabio Agostini e Danilo Tamiazzo) davanti a 2.532 spettatori. I padroni di casa passano in vantaggio grazie alla rete realizzata da Stephane Roy, assistito da Daniele Veggiato e Miroslav Mosnar, in situazione di superiorità. Il raddoppio arriva al 12’26” con Daniele Veggiato (assist di Peter Janik e Stephane Roy). Al 17’59”, Leo Insam, con una conclusione dalla blu, grazie all’assist di Scott Beattie e Patrice Lefebvre mette a segno il momentaneo 2-1, sfruttando così il power play decretato dal direttore di gara. Al 3’40“ del periodo centrale, su errore di Peter Janik e assistito da Patrice Lefebvre, Maurizio Bortolussi pareggia in penalty killing. Ma al 13’40 Stephane Roy riporta li civette in vantaggio sul 3-2. Il terzo tempo è totalmente dominato dai Vipers che con Patrice Lefebvre al 3’00” (assist di James Hiller e Leo Insam) realizza il 3-3. Al 11’06”, Sasha Meneghetti segna il 4-3; il gol è convalidato nonostante le proteste alleghesi per un presunto fallo avvenuto prima del tiro. Al 19’30, Patrice Lefebvre insacca il definitivo 5-3 a porta vuota. Per Gara 4, al botteghino dell’Agorà staccano 4.000 biglietti. La direzione è affidata a Jano Masè (Fabrizio Fratter e Karl Pichler). Pronti ? Via!! E l’Alleghe dopo 1’53”, in superiorità, è in vantaggio con Miroslav Mosnar grazie all’assist di Carlo Lorenzi. Al 8’00 Maurizio Bortolussi, assistito da Viatcheslav Uvaev, riporta il punteggio in parità. Al 16’32” Patrice Lefebvre e Leo Insam confezionano un assist che permette ad Armin Helfer, con un tiro dalla blu di deporre il puck alle spalle di Diego Riva. Il primo drittel si chiude sull’2-1 per la formazione meneghina. Nel secondo periodo, al 0’34”, Scott Beattie (assist di Patrice Lefebvre e James Hiller) arrotonda a tre le marcature dei Vipers. La prima linea dei padroni di casa funziona a meraviglia e ciò è dimostrato dal quarto gol del Milano realizzato da Patrice Lefebvre al 3’17” su assist di Scott Beattie e James Hiller. Il 5-1, al 11’44”, è di Maurizio Bortolussi (assist di Massimo Stevanoni). Nell’ultimo drittel al 15’48”, Scott Beattie (assist di James Hiller e Armin Helfer) realizza il 6-1 e mette il sigillo al primo scudetto del Milano Vipers. Anthony Iob del Vipiteno si aggiudica la classifica marcatori con 78 punti (30 gol e 48 assist), poi Roland Ramoser (Renon, 76 p.ti, 31 + 45), Stephane Roy (Alleghe, 73 p.ti, 36 + 37), Lino De Toni (Alleghe, 68 p.ti, 25 + 43) e Martin Gendron (Asiago, 63 p.ti, 28 + 35). Formazione Campione d’Italia: Scott Beattie – Federico Bobba – Maurizio Bortolussi – Gianluca Canei – Giorgio Comploi – Michael De Angelis – Ryan Alan Duthie – Andrea Galeazzi – Alexander Galtcheniouk – Dino Grossi – Armin Helfer – James Hiller – Leo Insam – Patrice Lefebvre – Sasha Meneghetti – Andrea Molteni – Matteo Molteni – Jason Mark Muzzatti – Daniel Paur – Tomi Ilori Räisänen – Alessandro Rotolo – Massimo Stevanoni – Gianluca Tomasello – Viatcheslav Uvaev – Federico Zancanella – Stefan Zisser. Allenatore: Adolf Insam.

2002/03 MILANO VIPERS

(HCJ Milano Vipers)

(Asiago Hockey AS – www.asiagohockeyas.com)

Il torneo si riduce ulteriormente; le formazoni iscritte sono sei. Renon si iscrive al campionato di Serie B, mentre Vipiteno cessa l’attività.

Ai Play off accedono solo le prime quattro squadre della classifica finale di Regular season. La prima fase è vinta da Milano (55 p.ti) che nelle battute conclusive riesce a strappare ad Asiago (53 p.ti) il primo posto, poi Bolzano (45 p.ti), Fassa (36 p.ti), Merano (26 p.ti) ed Alleghe (25 p.ti). Nelle semifinali Milano batte Fassa in tre gare (5-3; 4-1; 5-1). Asiago, invece deve ricorrere a gara 5 per avere la meglio su un ostico Bolzano (5-2; 3-4 ai rigori; 4-1; 0-1; 4-3 ai rigori). Le finali hanno inizio il 22 marzo al Palagorà. La partita è diretta, davanti a 3.000 spettatori, da Giorgio Moschen, i linesman sono Aldo Alfi e Luca Marri. Il match è nervoso; a 6” dal fischio d’inizio, Mario Brian Chitarroni e Jason Cirone accendono una rissa. All’1’54”, Giorgio Moschen assegna una penalità ad entrambri le squadre. Asiago sfrutta la situazione di quattro contro quattro e passa in vantaggio con Lucio Topatigh assistito da John Parco. Nel secondo periodo, al 18’54”, Scott Beattie e Patrice Lefebvre, in power play, servono a Giuseppe Busillo il gol del pareggio. Ma dopo neanche un minuto Dany Bousquet, su assist di John Parco e Mika Kortelainen, riporta in vantaggio i giallorossi. Nel terzo drittel i padroni di casa non riescono a pareggiare e la gara si chiude 2-1 per i vicentini. Gara 2, giocata all’Odegar, vede la partecipazione di 1.950 spettatori e la direzione della gara è affidata a Roberto Moschen, coadiuvato da Marino Agostini e Danilo Tamiazzo. I giallorossi partono convinti dei propri mezzi e al 1’56” passano in vantaggio con Eric Lecompte in contropiede, assistito da Giorgio De Bettin.. Nel secondo tempo, all’1’08”, c’è il raddoppio con Richard Laplante (assist di Lucio Topatigh), ma Scott Beattie, al 6’21”, accorcia le distanze grazie ad un assist di Rob Cowie. Nel terzo periodo al 12’59” viene assegnata una penalità a Pierangelo Cibien per un colpo di bastone. In condizione di superiorità numerica, Milano non si lascia sfuggire l’occasione di pareggiare, grazie a Mario Brian Chitarroni che è assistito da Robert Nardella e Maurizio Bortolussi. Al 16’26”, con una doppietta personale, Mario Brian Chitarroni fissa il punteggio sul 3-2. A questo punto la serie è in parità: 1-1. Si ritorna a Milano per Gara 3. Gli spettatori sono 3.300. Arbitra Giorgio Moschen con i linesman Aldo Alfi e Luca Marri. Il primo drittel si conclude senza reti. Nel secondo periodo, al 5’23”, Scott Beattie realizza l’1-0 assistito da Armin Helfer e Robert Cowie. Al 10’23”, Giuseppe Busillo è servito da Patrice Lefebvre che gli permette di raddoppiare. Il terzo tempo è di marca asiaghese. Al 12’09”, Stefano Frigo segna l’1-2 con un assist di Giorgio De Bettin e John Parco. Quando sembra che la partita volga al termine, Jason Cirone, al 18’39”, con un tiro all’incrocio, ammutolisce il Palagorà. I passaggi decisivi sono di Eric Lecompte e Lucio Topatigh. Durante i tempi supplementari non accade nulla. Nella serie dei rigori Richard Laplante segna quello decisivo. Asiago in vantaggio nella serie per 2-1. Gara 4 è in programma il 29 marzo ad Asiago. Gli spettatori sono 2.000. Il Capo arbitro è Giancarlo Bosio, i linesman Sergio Stella e Alexander Waldthaler. Nel primo terzo, Robert Cowie (assist di Giuseppe Busillo e Patrice Lefebvre), al 2’00” porta subito gli ospiti sull’1-0, ma al 5’55”, Lucio Topatigh, servito da Luca Rigoni, pareggia i conti. Dopo due pali colpiti dalla formazione meneghina, Mario Brian Chitarroni segna una doppietta; prima in cinque contro quattro, grazie all’assist di Maurizio Bortolussi e Terry Hollinger. Poi, a 32 secondi dal termine della frazione di gioco, fissa il punteggio sul 3-1. Il secondo tempo si apre con la rete di Giuseppe Busillo, che al 2’41”, in power play, su assist di Robert Nardella, segna il 4-1. Al 7’35 Richard Laplante, con una deviazione sottoporta, porta il punteggio sul 2-4 Gli assist sono di Mika Kortelainen e Stefan Bergkvist. Al 19’27”, Jason Cirone (assist di Eric Lecompre e Richard Laplant), mette nella gabbia di Jason Mark Muzzatti il disco del 3-4. Nel terzo tempo, grazie al power play, Milano realizza due gol. Il primo al 14’25” con Giuseppe Busillo (assistito da Patrice Lefebvre) e il secondo al 19’27” con Mario Brian Chitarroni (assist di Terry Hollinger) a porta vuota. Punteggio finale: 6-3 per Milano e Serie di nuovo in parità. A Milano va di scena Gara 5 davanti a 3.700 spettatori. Il primo arbitro è Jano Masè (Cristiano Biacoli e Claudio Pianezze). Il primo periodo si chiude sull’1-0, grazie ad un tiro dalla blu di Terry Hollinger al 15’14 su assist di Robert Nardella e Mario Brian Chitarroni. Nel seconto tempo, al 10’14” su passaggio di Thomas Sjögren e Maurizio Bortolussi, c’è il raddoppio di Robert Nardella in power play. Asiago riapre la partita al 18’48” con Giovanni Marchetti (assist di Lucio Topatigh e Jason Cirone). Nel terzo drittel, Milano chiude la partita nei minuti iniziali con Thomas Sjögren assistito da Robert Nardella e Mario Brian Chitarroni e Robert Cowie su servzio di Scott Beattie e Patrice Lefebvre. Il risultato finale è di 4-1 per i Vipers, mentre la Serie è condotta da Milano per 3-2. Gli arbitri di Gara 6 sono Giorgio Moschen, Aldo Alfi e Luca Marri. Gli spettatori sono 1.800. Il primo periodo termina a reti bianche. Nel secondo tempo, i giallorossi realizzano l’1-0 al 0’42” con John Parco. Al 11’52” Eric Lecompte mette nella gabbia meneghina il puck del 2-0 assistito da Giorgio De Bettin. Nella terza frazione di gioco, le Vipere cambiano pelle e al 3’52” Patrice Lefebvre porta i Campioni d’Italia in carica sul 1-2, grazie anche all’assist di Scott Beattie e Giuseppe Busillo. Il 2-2 del Milano giunge al 14’58”. Su tiro di Robert Cowie, Scott Beattie devia alle spalledi Marco Streit. Nei supplementari, nessuna delle due formazioni riesce a segnare. Si giunge ai rigori che vengono vinti dal Milano con il penalty decisivo di Thomas Sjögren e la parata finale di Jason Mark Muzzatti. Per i Vipers Milano si tratta del secondo scudetto consecutivo. La classifica dei marcatori è vinta da Patrice Lefebvre del Milano con 86 punti (23 gol e 63 assist), seguito da Mario Brian Chitarroni (Milano, 66 p.ti, 28 + 38), Scott Beattie (Milano, 63 p.ti, 23 + 40), Dany Bousquet (Asiago, 54 p.ti, 33 + 21) e Drew Omiccioli (Bolzano, 52 p.ti, 26 + 26). Formazione Campione d’Italia: Christian Alderucci – Darcy Andersson – Scott Beattie – Maurizio Bortolussi – Giuseppe Busillo – Gianluca Canei – Mario Brian Chitarroni – Robert Cowie – Evgeny Davydov – Mark Demetz – Paul Di Pietro – Armin Helfer – Terry Hollinger – Leo Insam – Patrice Lefebvre – Andrea Molteni – Matteo Molteni – Jason Mark Muzzatti – Robert Nardella – Justin Peca – Alessandro Rotolo – Thomas Sjögren – Michael Sparber – Massimo Stevanoni – David Stricker – Gianluca Tomasello – Viatcheslav Uvaev – Craig Woodcroft. Allenatore: Adolf Insam.

2003/04 MILANO VIPERS

Il campionato è allargato a quindici formazioni e suddiviso in tre fasi.

Il Gardena nel corso degli anni ha cambiato denominazione in Gherdeina, mentre Brunico in Val Pusteria. Il Torino si fonde con il Valpellicce per disputare la Serie A; viene fondato il TorinoValpe. Al termine della prima fase, le prime otto squadre disputeranno il Master Round, che determinerà la griglia Play off, mentre le altre sette giocheranno il Relegation Round. Al termine di questo girone gli ultimi tre team retrocederanno in Serie B, mentre le altre quattro squadre disputano le semifinali. Le vincenti si contenderanno la Coppa del Presidente, le perdenti si aggiungeranno alle formazioni già retrocesse. La regular season è vinta da Milano con 47 punti, poi Bolzano (44 p.ti), Asiago (43 p.ti), Fassa (41 p.ti), Alleghe (36 p.ti), Merano (35 p.ti), Cortina (30 p.ti), Renon (27 p.ti), TorinoValpe (27 p.ti), Varese (24 p.ti), Val Pustria (22 p.ti), Egna (14 p.ti), Caldaro (13 p.ti), Appiano (13 p.ti) e Gherdeina (4 p.ti). Nella seconda fase, le squadre ripartono con un bonus. Alla prima vengono assegnati 7 punti e scalare gli altri alle rimanenti squadre. Nel finale del Master Round, Asiago (29 punti) scavalca Milano (28 p.ti) che accusa un calo fisico. Terzo Bolzano (22 p.ti), seguito da Fassa (18 p.ti), Alleghe (13 p.ti), Cortina (11 p.ti), Merano (10 p.ti) e Renon (9 p.ti). Il Relegation Round è vinto da Varese con 22 punti; a pari merito termina Val Pusteria, ma grazie alla differenza reti negli scontri diretti (5-2; 3-4), si classifica secondo. Accedono alle semifinali della Coppa del Presidente anche TorinoValpe (20 p.ti) e Gherdeina (11 p.ti). Retrocedono in Serie B, Egna (11 p.ti), Caldaro (10 p.ti) e Appiano (9 p.ti). In semifinale Varese ha ragione del Gherdeina in due gare (6-3; 5-2), mentre il Val Pusteria elimina il TorinoValpe alla terza gara (1-0 ai supplementari; 5-6 ai rigori; 6-1). La Coppa del Presidente è aggiudicata da Varese che, in tre gare su cinque previste, ha la meglio sul Val Pusteria (3-2; 2-1; 5-4 ai rigori). Nei quarti di finale di Play off, le squadre che chiudono la serie dopo tre gare sono Asiago (6-1; 4-2; 5-1 sul Renon), Fassa (4-1; 5-2; 2-1 contro Alleghe) e Milano (4-0; 3-2; 4-2); Cortina, che si dimostra essere la sorpresa del campionato elimina Bolzano in quattro gare (2-8; 3-2 ai rigori; 4-2; 6-1). Va ricordato che la formazione ampezzana a poche settimana dall’inizio del campionato non aveva ancora formato una squadra. Entrambi le semifinali si concludono alla terza partita. Asiago supera il Fassa (2-1; 5-3; 3-1) e Milano estromette il Cortina (7-1; 4-2; 7-2) dalla corsa per il tricolore. Sono 2.350 gli spettatori che affollano l’Odegar per Gara 1 che è arbitrata da Luca Cassol, coadiuvato da cristiano Biacoli e Luca Zatta. Al 1’14” della prima frazione di gioco, François Gravel devia involontariamente nella propria gabbia un tiro di Thomas Sjögren che sembrava un passaggio per un proprio compagno di squadra. Nel secondo periodo, al 25’18” c’è il raddoppio di Dino Felicetti. Al 29’18”, grazie ad un assist di Patrice Lefebvre e Robert Cowie, Scott Beattie, con un tiro al volo, realizza il momentaneo 3-0 piazzando il puck all’incrocio della porta. Al 30’26, Matteo Molteni, che è davanti allo slot, devia un gran tiro di Matthew Smith. 4-0 per i Vipers. Al 37’45”, Luca Rigoni, in superiorità numerica segna la rete del 4-1. Il definitivo 4-2 è realizzato da Vitalijs Galuzo su assist di Lucio Topatigh e Luigi Da Corte. Serie: 1-0 per Milano. In Gara 2, a Milano, gli spettatori sono 3.400; la conduzione della gara è affidata a Roberto Moschen, Gregory Loreggia e Luca Zatta. Il primo drittel termina 0-0. Al 9’41”, Roberto Moschen assegna una penalità partita a Jeff Ricciardi per una carica ai danni di Mario Brian Chitarroni al quale viene spaccato un labbro. Nel secondo periodo, al 22’05”, Leo Insam, con un forte tiro, porta in vantaggio i rossoblu dopo aver ricevuto l’assist di Chris Wells e Thomas Sjögren. Dopo poco più di un minuto, al 23’24”, arriva il pareggio giallorosso con Michele Strazzabosco (assist di Giorgio De Bettin e Maurizio Bortolussi). Al 26’38”, Jason Cirone (assist di Giorgio De Bettin e Maurizio Bortolussi) porta l’Asiago sul 2-1. Milano non riesce a reagire e al 29’38”, ancora Jason Cirone realizza il 3-1, dopo che Jason Mark Muzzatti, nel tentativo di liberare il proprio terzo difensivo, prendendo il disco da dietro la porta, passa ingenuamente il puck all’avversario che non si lascia sfuggire la ghiotta occasione. Nel terzo drittel, al 41’41” Mario Brian Chitarroni (assist di Bruno Zarrillo e Justin Peca), in power play, accorcia le distanze. Al 44’28”, è Bruno Zarrillo, servito da Matthew Smith e Justin Peca, a portare il Milano in parità. Matteo Molteni (assist di Chris Wells e Armn Helfer), al 55’14”, porta in vantaggio i padroni di casa su una corta respinta di François Gravel. Ma Anthony Tuzzolino, al 55’45”, fredda gli entusiasmi dei tifosi milanesi fissando il punteggio sul 4-4. I supplementari si chiudono a reti inviolate. Ai penalty, Anthony Tuzzolino è ancora fatale alle vipere, realizzando il rigore decisivo. Punteggio finale: 5-4. Serie: 1-1 Si torna ad Asiago per Gara 3. Gli spettatori sono 1.900. Arbitri: Claudio Pianezze, Paolo Fabiane e Giulio Soia. Anthony Tuzzolino apre le marcature al 12’42” del primo periodo, grazie all’assist di Jeff Ricciardi (a cui è stata annullata la squalifica) e Giovanni Marchetti. Nel secondo drittel, al 23’35”, Jason Cirone raddoppia dopo esser stato servito da Michele Strazzabosco, ma Leo Insam riapre il match al 35’49” con un assist di Dino Felicetti e Mario Brian Chitarroni. Nel terzo tempo, al 47’05”, Maurizio Bortolussi, assistito da Michele Strazzabosco e Giorgio De Bettin, realizza il definitivo 3-1 e permette all’Asiago di ribaltare la Serie e di portarsi in vantaggio per 2-1. Giorgio Moschen, Luca Marri e Aldo Alfi sono gli arbitri di Gara 4 che si disputa a Milano, davanti a 3.600 spettatori. 0-0 è il risultato al termine del primo periodo. Nel secondo al 22’17”, in condizione di superiorità numerica, Dino Felicetti (assist di Leo Insam e Mario Brian Chitarroni) porta in vantaggio i rossoblu. Quando la gara sembra volgere al termine, al 59’36”, Anthony Tuzzolino pareggia con un assist di Maurizio Bortolussi e Jason Cirone. I supplementari si concludono con un nulla di fatto. Ai rigori, questa volta è Milano ad avere la meglio. Il penalty decisivo è di Scott Beattie. A questo punto la serie è sul 2-2. Si torna sull’Altopiano per gara 5. Dirigono Claudio Pianezze, Paolo Fabiane e Giulio Soia. Gli spettatori sono 2.500. Ancora una volta il primo tempo si conclude sullo 0-0. Nel secondo periodo, al 27’57”, Maurizio Bortolussi assistito da Giulio Scandella e Jason Cirone, realizza l’1-0. Nel terzo drittel, al 46’17”, Giuseppe Busillo pareggia, grazie ai passaggi di Viatcheslav Uvaev e Robert Cowie. A chiudere la partita ci pensa Thomas Sjögren (assist di Dino Felicetti e Mario Brian Chitarroni) che insacca alle spalle di François Gravel il disco del definitivo 2-1. Gara 6 è il primo match point per il Milano. In un Palagorà gremito in ogni ordine di posto (4.000 spettatori), Giorgio Moschen, Aldo Alfi e Luce Marri dirigono la gara. Il primo tempo è l’Asiago a condurre i giochi; al 1’39” Jeff Ricciardi (assist di Vitaliljs Galuzo e Vadims Romanovskis) segna l’1-0. Il raddoppio arriva al 3’53” con Giorgio De Bettin servito da Luca Rigoni. Nel seconro terzo sale in cattedra il Milano e in tredici minuti chiude il match. L’1-2 è segnato da Leo Insam con un tiro dalla blu (assist di Dino Felicetti e Bruno Zarrillo) al 22’10”. Robert Cowie pareggia con un assist di Giuseppe Busillo e Patrice Lefebvre al 29’27”. Il 3-2 è segnato da Matthew Smith al 29’59” con assist di Thomas Sjögren e Matteo Molteni. La 33’59”, in power play, Scott Beattie insacca il 4-2 grazie all’assist di Giuseppe Busillo e Matthew Smith. Il definitivo 5-2 è di Giuseppe Busillo (assist di Patrice Lefebvre e Scott Beattie). Nella terza frazione di gioco a Milano non resta che controllare e termina a reti bianche. Ancora una volta è tricolore per il Milano Vipers. Il Top scorer stagionale è Dino Felicetti del Milano con 93 punti (32 gol e 61 assist), poi Mario Brian Chitarroni (Milano, 78 p.ti, 34 + 44), Steve Thornton (Val Pusteria, 72 p.ti, 30 + 42), Kelly Popadynetz (Fassa, 72 p.ti, 21 + 51) e Drew Omiccioli (Bolzano, 70 p.ti, 45 + 25). Formazione Campione d’Italia: Scott Beattie – Giuseppe Busillo – Mario Brian Chitarroni – Robert Cowie – Mark Demetz – Dino Felicetti – Armin Helfer – Leo Insam – Patrice Lefebvre – Andrea Molteni – Matteo Molteni – Jason Mark Muzzatti – Justin Peca – Alessandro Re – Alessandro Rotolo – Marc Andrè De Carvalho Sarazin – Thomas Sjögren – Matthew Smith – Massimo Stevanoni – Gianluca Tomasello – Jason Trinetti – Viatcheslav Uvaev – Chris Wells – Bruno Zarrillo. Allenatore: Adolf Insam

2004/05 MILANO VIPERS

(HCJ Milano Vipers)

(SG Cortina)

Come da programmi Federali, sono dieci le formazioni che prendono parte al 71° campionato di Serie A. Il Merano decide di autoretrocedersi in A2 a causa della mancanza di uno sponsor principale; al suo posto viene ripescato il Torino Bulls, nato dallo scioglimento, in accordo con il Valpellice, del TorinoValpe che aveva partecipato al Campionato nella stagione precedente. Il Renon cambia la denominazione in Ritten Sport.

Grazie al lockout della NHL, dopo dieci anni, tornano a solcare i rink nostrani quindici giocatori provenienti dal massimo campionato americano. Asiago e Bolzano sono le società più attive sul mercato nordamericano con quattro atleti ciascuna. La Regular season prevede un doppio girone di andata e ritorno, al termine dei quali le prime otto formazioni si qualificano ai Playoff, mentre le ultime due accedono ai Playout per decretare chi debba retrocedere nella serie cadetta. Durante la stagione regolare tre partite sono decise dal Giudice Sportivo; alla prima giornata, in Ritten Sport – Asiago, terminata 1-0, non viene messo a referto Michael Stocker sceso regolarmente sul ghiaccio. Per questo motivo la partita è data vinta agli ospiti per 5-0. Alla ventitreesima giornata durante Torino – Asiago, al sesto minuto del terzo tempo sul 3-2 per i vicentini, scoppiano dei tafferugli tra giocatori e dirigenti delle due squadre e al 9.53, dopo tre minuti dalla ripresa del gioco, il capo arbitro Luca Cassol decide di sospendere la gara e mandare tutti sotto la doccia, in quanto sono venute meno le condizioni necessarie per il regolare svolgimento della gara. Anche in questo caso all’Asiago viene assegnata la vittoria. Alla trentetreesima giornata dopo Varese – Asiago, terminata 2-1, la dirigenza vicentina sporge reclamo e richiede la vittoria a tavolino, che viene accettata, per il mancato rinnovo del tesseramento di Jason Chimera. La stagione regolare è vinta dal Milano con 58 punti, seguiti dal Cortina (54 p.ti), Asiago (45 p.ti), Bolzano (45 p.ti), Varese (35 p.ti), Fassa (35 p.ti), Ritten Sport (26 p.ti), Val Pusteria (25 p.ti), Alleghe (22 p.ti) e Torino (15 p.ti). Tutti i turni di Playoff e di Playout sono giocati al meglio delle sette gare e in caso di parità al termine dei tempi regolari, viene disputato un tempo supplementare di dieci minuti in 4 contro 4. Queste sono due novità assolute per l’hockey italiano. Nello spareggio salvezza l’Alleghe ha la meglio sul Torino in quattro gare (2-0; 4-3; 2-0; 5-2) e condanna la squadra piemontese a disputare la Serie A2. Nei quarti di finale Playoff, Milano e Asiago si sbarazzano abbastanza agevolmente del Val Pusteria (5-1; 3-2; 8-0; 3-0) e del Fassa (4-3; 2-1; 4-2; 6-4), mentre Cortina e Bolzano liquidano i loro avversari solo dopo Gara 6. Gli ampezzani contro il Ritten Sport (3-0; 2-4; 0-3; 7-3; 4-1; 1-0) e gli alto atesini contro Varese (5-6; 4-6; 3-1; 2-1; 8-3; 4-2). In semifinale, Milano e Cortina, sulla carta, sono le squadre favorite e questo pronostico viene confermato anche sul ghiaccio; mentre Milano impiega il minimo di gare previste per superare Bolzano (7-1; 4-3 ai rigori; 3-2; 7-4), il Cortina è costretto a giocare una gara in più contro Asiago (5-6; 2-1; 4-2; 4-2; 4-3) e torna a lottare per la conquista dello scudetto dopo trent’anni. Gara 1 di finale è giocata all’Agorà davanti a 3.500 spettatori; arbitro dell’incontro è Glauco Colcuc e i linesmen sono Christian Gamper ed Alexander Waldthaler. Come in tutta la stagione, anche questa prima finale è giocata all’insegna dell’equilibrio tra le due formazioni. Nel primo tempo Milano cerca d’imporre il proprio gioco, ma il Cortina non lascia spazi e ne scatrurisce una gara intensa con ritmi elevati, ma sono i Vipers a passare in vantaggio ad inizio ripresa, allo 0.46, grazie a Rob Di Maio che, su passaggio di Daniel Tkaczuk, devia in rete il disco. Al 7.44 il pareggio dei veneti: Marko Kuikka parte in contropiede, il disco scagliato verso la porta rossoblu coglie il palo sulla cui respinta Mikael Pettersson devia in rete. Nell’ultima frazione di gioco le due squadre si chiudono in difesa creando poche occasioni da gol e anche il supplementare termina a reti inviolate. Ai tiri di rigore, Ryan Savoia realizza quello decisivo e porta Milano in vantaggio nella Serie per 1-0. Nello storico Olimpico di Cortina d’Ampezzo si gioca Gara 2 davanti a 2.500 persone. La partita è diretta da Roberto Moschen, mentre i linesmen designati sono Gregory Loreggia e Michele Gastaldelli. Il primo tempo è giocato sulla falsa riga di quello di Gara 1. Match intenso, nel quale il Cortina esalta il proprio gioco difensivo e di contropiede, mentre Milano attua il forechecking. Nel secondo periodo sono i padroni di casa ad andare in vantaggio; al 4.54, Giorgio De Bettin parte in velocità dal proprio terzo e giunto in zona d’attacco lascia a Peter Ström. Lo svedese gioca di sponda con Matt Cullen e si libera con freddezza insaccando la rete del vantaggio ampezzano. Il raddoppio arriva in situazione di power play: all’8.18; una carica scorretta di Riku Petteri Lehtonen mette i suoi in condizione di inferiorità e il Cortina ne approfitta: Peter Ström manovra un ottimo disco per Johan Hult che al volo, al 9.36, batte per la seconda volta Magnus Eriksson. I meneghini provano ad accorciare le distanze, ma i tentativi di Marc Savard, Niklas Sundström, Ryan Savoia e Giuseppe Busillo sono respinti da un ottimo François Gravel che però è costretto a capitolare al 7.22 del terzo tempo. Con Mario Chitarroni in panca puniti Rob Di Maio entra nel terzo e offre un ottimo disco a Niklas Sundström che, dopo aver saltato un difensore, buca il golie avversario. Da questo momento i Vipers aumentano la pressione in cerca del pareggio, ma gli ampezzani riescono a resistere e a pareggiare la Serie. L’arbitro di Gara 3 è Claudio Pianezze e i linesmen Fabrizio De Toni e Giulio Soia. Gli spettatori sono 3.500. Il Cortina parte a razzo e dopo sette minuti e mezzo è in vantaggio di due reti. Al 6.37 Mikael Pettersson si presenta davanti a Magnus Eriksson che gli porta via il disco ma serve Johan Hult che appoggia in rete, il secondo parte da Matt Cullen che dopo essere entrato nel terzo avversario passa il disco a Peter Ström, che posizionato dietro alla gabbia, serve Giorgio De Bettin, solo dalla zona dell’ingaggio, che fredda il portiere rossoblu con un tiro preciso. Il Milano accorcia le distanze all’11.20 sfruttando al meglio una superiorità numerica, a causa di una penalità a Johan Boman per ostruzione, Armin Helfer serve Marc Savard che con un tiro preciso infila il disco tra i gambali di François Gravel. Il gol del pareggio del Milano arriva al 17.45. In penalità differita Ryan Savoia serve Riku Petteri Lehtonen che spalle alla gabbia segna in back. Al 19.15 Ryan Savoia viene mandato in panca puniti per due minuti per colpo di bastone, dopo la sirena si accende un parapiglia che costerà 2+2 a Matt Smith e Robert Ciglenecki per eccessiva violenza e altri due minuti a Justin Peca per colpo di bastone. Nella seconda frazione di gioco, al 3.30 arriva il terzo gol della formazione di casa ancora in superiorità numerica per una penalità a Miroslav Mosnar; Rob Di Maio nel traffico davanti a François Gravel trova l’angolo giusto segnando, ma passano poco più di due minuti e Matt Cullen, dopo aver ricevuto il disco da Giorgio De Bettin, fredda Magnus Eriksson con una bomba dalla blu. Verso il settimo pioggia di penalità per i Vipers, Mario Chitarroni viene mandato negli spogliatoi reo di aver colpito un avversario con eccessiva durezza (5+20) e altri due minuti alla panchina del Milano per comportamento antisportivo, così la formazione di casa inizia un lungo periodo in inferiorità numerica, anche a causa di ulteriori penalità ad Craig Adams (2+10 per fallo e proteste) e a Magnus Eriksson per spostamento della gabbia. In questo susseguirsi di avvenimenti il Cortina sfiora più volte il vantaggio, giocando anche con quattro attaccanti ma senza andare a segno. Al contrario Milano riesce a sfruttare meglio il power play: al dodicesimo minuto sono gli ampezzani a trovarsi in doppia inferiorità per due penalità assegnate a Mikael Pettersson e a Peter Ström; Rob Di Maio, al 13.54, dopo aver ricevuto da Daniel Tkaczuk, realizza il 4-3 con un tiro preciso all’incrocio. Passano pochi minuti quando al 16.37 le Vipere si portano in doppio vantaggio ancora con l’uomo in più sul ghiaccio (fuori Mosnar) ad opera di Daniel Tkaczuk che segna dopo un batti e ribatti davanti alla gabbia dei veneti. Ma la gara non è ancora terminata, al 4.05 Matt Cullen, servito da Francesco Adami, si esibisce in una serpentina tra i giocatori rossoblu scartando tutti e superando anche Magnus Eriksson. Il Cortina continua la rincorsa al gol e lo trova al 7.33: in superiorità numerica Johan Hult mette alle spalle del golie rossoblu dopo due parate su Jonas Lennartsson. 5-5. Si va ai supplementari e dopo 23 secondi Marc Savard fa tutto da solo, entra nel terzo ampezzano, salta due avversari e trafigge François Gravel per la gioia della squadra e dei tifosi milanesi. Si torna a Cortina per Gara 4 e l’Olimpico registra il tutto esaurito con 2.700 presenze. Arbitra Glauco Colcuc, mentre i linesmen sono Christian Gamper e Alexander Waldthaler. Parte forte il Milano: dopo 24 secondi la squadra di Adolf Insam va in vantaggio con Armin Helfer, ma Glauco Colcuc annulla la marcatura. E’ comunque il Milano a portarsi in vantaggio: al 3.45 François Gravel pasticcia un po’ dietro alla porta nel fermare un disco per il proprio difensore. Il puck arriva a Craig Adams che lo insacca. L’intensità del match sale ed entrambe le squadre si rendono pericolose in zona d’attacco. Al 13.24 la squadra di casa pareggia i conti: il solito grandissimo Matt Cullen si lancia in uno contro uno contro Magnus Eriksson e dopo aver fatto sedere il goalie svedese insacca il disco del pareggio. La gioia del pareggio per gli ampezzani dura poco: al 15.58 il Milano torna avanti grazie a Rob Di Maio, lesto a raccogliere il rebound lasciato da François Gravel su tiro di Marc Savard. Nella frazione centrale il puck del possibile pareggio capita sulla stecca di Marko Kuikka ottimamente imbeccato da Matt Cullen. Il finlandese in uno contro uno sbaglia e dal contropiede successivo il Milano allunga: Dino Felicetti lascia il disco a Lauri Kinos che all’11.08 batte François Gravel per il doppio vantaggio dei lombardi. Il Cortina non molla e si riporta subito sotto grazie a Peter Ström che in situazione di inferiorità numerica ruba un disco e lancia Mikael Pettersson: finta sul connazionale Magnus Eriksson e gol del 2 a 3 al 13.01. E’ ancora un gol svedese a riportare il match in parità: con Rob Di Maio in panca puniti il Cortina gestisce bene il powerplay e grazie agli assist di Mikael Pettersson e Matt Cullen, al 16.38, Johan Hult segna. In vantaggio di 3-1, le Vipere si sono fatte rimontare due gol. Nell’ultimo periodo cala un po’ l’intensità complice anche la stanchezza e le gabbie dei due golie non vengono violate e per la terza volta in quattro partite si va all’overtime. Nel tempo supplementare, da un’ingaggio matura il gol che fa esplodere l’Olimpico: è Gigi Da Corte a mettere alle spalle dell’estremo difensore dei lombardi il puck che vale il 2 a 2 nella serie. All’Agorà di Milano, per Gara 5, la conduzione della gara è affidata a Luca Cassol e i linesmen sono Cristiano Biacoli e Luca Zatta. Nel primo drittel, al 3.27, Dino Felicetti è costretto ad accomodarsi in panca puniti, passano 30 secondi secondi e Craig Adams approfitta di un malinteso della difesa ampezzana andando a recuperare il disco per poi superare François Gravel con un tocco ravvicinato, è il vantaggio meneghino. Milano conduce il gioco e con penalità da ambo le parti è proprio la formazione di casa al 19.41 a sfruttare una doppia superiorità numerica (fuori Marko Kuikka e Mikael Pettersson) con Niklas Sundström che dopo aver ricevuto da Marc Savard lascia partire un bolide che si infila all’incrocio per il 2-0. Nel periodo centrale, i milanesi fanno tris con Ryan Savoia che manda in rete una respinta del golie ampezzano su tiro di Craig Adams. Dopo una fulminea discesa di Johan Hult, la deviazione sottoporta di Johan Boman si infila alle spalle di Magnus Eriksson per il 3-1. I Vipers non lasciano spazi agli avversari per una eventuale rimonta e al 16.17 dopo un’azione prolungata nel terzo ampezzano Leszek Laszkiewicz serve Matt Smith che solo davanti a François Gravel lo fredda, facendo passare il disco sotto i gambali per il 4-1. Nel terzo periodo il Cortina cerca il gol per riaprire la partita e lo trova al 4.49 con Matt Cullen che ribade a rete una respinta di Magnus Eriksson su tiro di Johan Hult. A pochi secondi dal suono della sirena il quinto gol della formazione meneghina con Daniel Tkaczuk che trova la gabbia con un tiro da centrocampo ponendo così la parola fine a gara 5. Con questa vittoria Milano torna a condurre la Serie per 3-2. Si torna a giorcare per Gara 6 sotto il Cristallo. Arbitro Glauco Colcuc, linesmen Christian Gamper e Alexander Waldthaler. Milano ha la possibilità di chiudere la Serie ed aggiudicarsi il titolo, mentre gli ampezzani sono costretti a vincere per lottare ancora in un eventuale Gara 7. Il primo tempo è abbastanza equilibrato, con azioni da entrambe le parti, ma termina 0-0. Nel secondo periodo è la formazione milanese ad aprire le marcature; all’11.21 Glauco Colcuc convalida una rete di Daniel Tkaczuc al termine di un’azione decisamente confusa nonostante le proteste di François Gravel che sosteneva di essere stato trattenuto da Giuseppe Busillo e la presenza di un uomo in area. Ma è nell’ultima frazione di gioco che gli Scoiattoli ribaltano il risultato. Al 2.23 Johan Hult, autentico uomo playoff, servito da Johan Boman insacca nel sette alla destra del connazionale Magnus Eriksson. Da questo momento, il gioco subisce un rallentamento e si assiste ad una fase di gioco in cui si riscontrano molte liberazioni vietate, come se le squadre volessero tirare il fiato prima di ributtarsi nella mischia, ma al 13.59 Marko Kuikka si propone in avanti con un bello spunto personale e lascia il puck a Giorgio De Bettin che con un tiro preciso lo infila nel sette alla destra di Magnus Eriksson per il definitivo 2-1. A questo punto la Serie torna in parità sul 3-3. Il 2 aprile è la data fissata per Gara 7, ma nel primo pomeriggio in segno di rispetto per le gravi condizioni di salute di Papa Giovanni Paolo II, il Coni, con un comunicato, invita tutte le Federazioni a sospendere le attività agonistiche in programma in questo fine settimana. La gara è recuperata il 5 aprile in un’Agorà stracolmo (4.650 spettatori) con numerosi tifosi giunti da Cortina, nonostante si giochi in un giorno lavorativo. Durante i tre minuti di silenzio, in ricordo del Santo Padre da poco scomparso, la Curva del Milano espone uno striscione che recita: Karol, la tua scomparsa serva a rilanciare il valore della vita nel mondo, addio Grande Papa. L’arbitro della serata è è Glauco Colcuc coaudiuvato da Christian Gamper e Alexander Waldthaler. I padroni di casa impongono il loro ritmo sin dal primo minuto, riversandosi in attacco con il tipico schema del disco negli angoli e gioco in balaustra, andando più volte vicino al gol che arriva al 6.55: con i rossoblu in superiorità numerica, François Gravel nulla può su Rob Di Maio abile nel deviare un tiro di Armin Helfer dalla blu e così spiazzare il golie degli Scoiattoli. Nel secondo tempo, al 13.10, il pareggio ampezzano; il solito Matt Cullen fa un numero dei suoi riuscendo a tenere il disco nonostante la stretta marcatura di due avversari, per poi servire il Peter Ström che trova la deviazione vincente sotto porta. Ma passano 26 secondi e complice François Gravel il Milano torna in vantaggio con un tiro di Leszek Laszkiewicz non trattenuto dal golie franco-canadese. Il Cortina accusa il colpo e le Vipere mordono per la terza volta al 14.10 con Niklas Sundström serve Rob Di Maio che superata la blu lascia partire un potente tiro che fredda il portiere avversario. Nell’ultimo terzo, al 16.53, François Gravel lascia la gabbia per l’uomo in più di movimento sul ghiaccio, ma poco dopo Niklas Sundström realizza la quarta ed ultima marcatura dell’incontro per il definitivo 4-1. Il Milano Vipers si aggiudica così il quarto scudetto consecutivo. Il 30 aprile, in occasione della seconda edizione dello Showdown, svoltasi ad Egna, vengono assegnati i premi per la stagione appena conclusa. Per quanto riguarda la Serie A i premi sono i seguenti: Squadra Campione d’Italia: Milano Vipers; Top scorer: Matt Cullen (Cortina); Fair play teams: Val Pusteria; Premio alla carriera: Lucio Topatigh; Altri premi conferiti dalla giuria della manifestazione: Miglior giocatore Serie A: Matt Cullen (Cortina); Miglior allenatore Serie A: Rolf Nilsson (Cortina); Miglior giovane: Nicola Fontanive (Alleghe); Miglior portiere: Jeff Maund (Ritten Sport); Squadra rivelazione: Ritten Sport; Migliore terna arbitrale: Glauco Colcuc, Alexander Waldthaler e Christian Gamper; All Star Team: Andrea Carpano (Fassa), Armin Helfer (Milano Vipers), Michele Strazzabosco (Asiago), Giorgio De Bettin (Cortina), Luca Ansoldi (Ritten Sport), Enrico Dorigatti (Bolzano). La classifica marcatori è vinta da Matt Cullen del Cortina con 82 punti (35 gol e 47 assist), seguito da Giorgio De Bettin (Cortina, 78 p.ti, 22 + 56), Daniel Tkaczuk (Milano, 75 p.ti, 30 + 45), Niklas Sundström (Milano, 57 p.ti, 13 + 44) e Peter Ström (Cortina, 54 p.ti, 28 + 26). Formazione Campione d’Italia: Craig Adams – Giuseppe Busillo – Mario Chitarroni – Mark Demetz – Rob Di Maio – Magnus Eriksson – Dino Felicetti – Armin Helfer – Tomi Källarsson – Lauri Kinos – Leszek Laszkiewicz – Riku Petteri Lehtonen – Sasha Meneghetti – Andrea Molteni – Matteo Molteni – Max Oberrauch – Justin Peca – Alessandro Re – Jörgen Rickmo – Marc Savard – Ryan Savoia – Matt Smith – Niklas Sundström – Daniel Tkaczuk – Jani Tuominen. Coach: Adolf Insam.

2005/06 MILANO VIPERS

(HCJ Milano Vipers)

(Ritten Sport Hockey – www.rittensport.it)

Nella stagione che ha in programma lo svolgimento delle Olimpiadi di Torino, cinquant’anni dopo quelle di Cortina, il 72° campionato di hockey su ghiaccio registra le defezioni dei Mastini Varese, scomparsi per la seconda volta dalla scena hockeystica e il Torino retrocesso in A2 al termine della stagione precedente.

La formula del torneo è suddivisa in tre fasi: la prima prevede un triplo girone di andata e ritorno che determina la composizione dei due gironi del Master Round della seconda fase (Girone A composto dalla 1a, 4a, 5a, 8a e Girone B formato dalla 2a, 3a, 6a e 7a); in questa fase le squadre disputano un ulteriore girone di andata e ritorno per definire le quattro formazioni che accedono ai playoff giocati al meglio delle 5 gare. I punti della prima fase sono ridotti di un terzo, arrotondati per difetto. Alla prima giornata della stagione regolare, nell’incontro Alleghe-Bolzano, terminato 3-1 per gli altoatesini, il risultato è ribaltato dal giudice sportivo in 5-0 a tavolino a favore degli agordini in quanto la squadra ospite ha impiegato nel primo tempo Florian Ramoser senza che fosse a referto. Durante il derby bellunese tra Cortina e Alleghe del 26 dicembre, Daniele Veggiato si rende protagonista di un brutto episodio nei confronti dell’ampezzano Luca Zandonella che viene fatto oggetto di insulti a sfondo razziale. La Federazione come misura punitiva esclude il giocatore alleghese da qualsiasi attività delle Nazionali. Alla 33esima giornata di campionato durante Milano – Ritten Sport scoppia una rissa tra giocatori, originato da uno scontro in balaustra, che viene sedata con difficoltà dalla terna arbitrale, al termine della quale il capoarbitro Mauro Scanacapra commina alle due formazioni 274 minuti totali di penalità (146 per il Milano e 128 per il Ritten Sport), mentre il Giudice Sportivo assegna 12 giornate di squalifica per ogni squadra. La sorpresa del campionato, sin dalle prime battute, è il Ritten Sport allenato dalla vecchia volpe Ron Ivany che si permette il lusso di andare a vincere in casa dei Campioni d’Italia del Milano per due volte (3-1 e 5-4). I meneghini, dal canto loro, hanno una partenza stentata; dopo 5 giornate hanno raccolto solo 3 punti frutto di una vittoria (a Fassa), un pareggio (alla prima giornata in casa contro l’Asiago) e tre sconfitte consecutive di cui due in casa (Cortina e appunto i “Rittner Buam”) e una in trasferta (Alleghe); dopo aver assestato la squadra con il taglio di Greg Koehler, l’acquisto di Brett Lysak e il ritorno di Daniel Tkaczuk, i rossoblu iniziano la loro rimonta che li porta a terminare la stagione regolare al primo posto. Tre formazioni hanno un andamento simile: Val Pusteria, Asiago e Cortina. I Lupi di Brunico nelle prime giornate sembrano tenere il passo delle migliori, ma alla distanza devono cedere il passo. Per l’Asiago, dopo un bel inizio, a partire da febbraio inizia un lento declino che porta i leoni dell’altopiano a non qualificarsi per i playoff; lo stesso accade al Cortina che è alle prese con un roster corto, inoltre dopo l’infortunio alla spalla subito da Rhett Gordon, l’attacco perde smalto. Dopo un inizio che per diverse giornate ha visto l’Alleghe relegato nelle ultime posizioni, a partire dal mese di dicembre, le Civette inanellano una serie di partite utili che li portano a concludere la prima fase al secondo posto. Per il Bolzano è l’ennesima stagione travagliata, se non la più travagliata degli ultimi anni, caratterizzata da numerosi acquisti di giocatori stranieri fatti in corsa e con un coach con scarsa esperienza sulla panchina. Anche per il Fassa è una stagione difficile dovuta alla perdita dei pezzi migliori come Andrè Signoretti (passato al Cortina), Stephen Rymsha, George Halkidis, Flavio Faggioni, Ron Ivany (al Ritten Sport), Stefano Margoni (al Bolzano), Joshua MacNevin e Richard Rochefort in Germania. La società intraprende una politica che punta sui giovani e consapevole di ciò che essa comporta mira a far fare esperienza alle nuove leve, affiancando loro Gianluca Tomasello. La Regular Season si chiude con il Milano a 54 punti, seguito dall’Alleghe (49 pti), Ritten Sport (48 p.ti), Cortina (45 p.ti), Asiago (44 p.ti), Bolzano (40 p.ti), Val Pusteria (34 p.ti) e Fassa (22 p.ti). Nella seconda fase, come già accennato, le squadre vengono suddivise in due gironi mantenendo 1/3 dei punti conquistati nella stagione regolare. Ai nastri di partenza il Girone A si presenta con Milano a 18 punti, Cortina 15 p.ti, Asiago 14 p.ti e Fassa 7 p.ti. Il Girone B con Alleghe e Ritten Sport a 16 p.ti, Bolzano 13 e Val Pusteria 11. Se al Milano, nel Girone A, basta una vittoria e 5 pareggi per mantenere la testa della classifica, il secondo posto è conteso dall’Asiago e dal Cortina, con quest’ultimi che si qualificano alle semifinali andando a vincere all’Odegar nella gara di ritorno per 4-3. La classifica finale è guidata dal Milano con 25 p.ti, Cortina p.ti 22, Asiago 16 p.ti e Fassa 15 p.ti. Nel Girone B il Bolzano sembra possa lottare per conquistare il passaggio al turno successivo ai danni del Ritten Sport, ma i “Rittner Buam” vincendo per 4-1 in casa delle Volpi alla quarta giornata mettono la parola fine alla loro stagione. La classifica finale si chiude con il Ritten Sport a 25 p.ti, Alleghe 24 p.ti, Bolzano 16 p.ti e Val Pusteria 15 p.ti. In Semifinale Milano supera l’Alleghe (5-2; 4-5 ai supplementari; 6-1; 6-5 ai supplementari), ma in casa le Civette rendono difficile la vita ai meneghini che guadagnano il passaggio del turno alla quarta gara con un goal all’overtime realizzato da Daniel Tkaczuk. Nella seconda Semifinale quando il Cortina sembra essere ad un passo dalla Finale, il Ritten Sport pareggia la Serie (2-5; 4-6; 4-3 ai supplementari; 3-1) e in gara 5, in casa, ha la meglio sugli Scoiattoli per 5-2, accedendo per la prima volta nella sua sua storia ad una Finale. Gara 1 si disputa all’Agorà davanti a 2.000 spettatori, gli arbitri sono Fabio Lottaroli, Pier Lorenzo Chiodo e Cristiano Virgillito. Al 4.30 il Milano è in vantaggio con un’ottima azione della terza linea conclusasi con uno spunto di Matteo Molteni che infila Phil Groeneveld sul primo palo. Al 14.33 una bordata da Ryan Christie non viene trattenuta da Phil Groeneveld, per Daniel Tkaczuk è un gioco da ragazzi avvantaggiarsi del rebound e depositare sotto la traversa. Al 15.04 è Brett Lysak con uno slap ad innescare, su un altro rebound, una piccola mischia davanti allo slot del Ritten Sport, risolto da Ryan Christie con il tocco in gol. Al 20.56 Riku-Petteri Lehtonen si accomoda in panca, trenta secondi dopo la fine della penalità gli altoatesini trovano il fortunoso, ma meritato goal, con Franco Narcisi che al 23.26 in mischia tocca il disco appena oltre la linea, con Magnus Eriksson che pinza troppo in ritardo. Al 38.57 Brett Lysak anticipa magistralmente Phil Groeneveld deviando dallo slot un filtrante di Armin Helfer in power play per il definitivo 4-1. Capo arbitro di Gara 2, in programma all’Arena Ritten, è Glauco Colcuc, mentre i linesmen sono Christian Gamper e Alexander Waldthaler. Gli spettatori presenti sono 1.300. Le marcature sono aperte dal Milano che, al 13.06, in situazione di superiorità con Brett Lysak che riceve il disco da Armin Helfer e Daniel Tkaczuk insaccando da destra in posizione angolatissima. Al 21.54 il raddoppio con Armin Helfer: il portiere di casa non vede partire una fucilata del terzino brunicense che s’insacca alla sinistra dell’estremo difensore avversario. Al 29.31 Christopher Joseph pasticcia, Oleg Timchenko lancia Blaine Down che in contropiede riesce a “bucare” il goalie milanese mandando in delirio lo stadio. Al 35.03, Ryan Christie da dietro la porta serve Brett Lysak che con una stoccata vincente spiazza il portiere di casa. Milano si porta 2-0 nella Serie. Il match point per il Milano si disputa in un Palagorà tutto esaurito, gli arbitri designati sono Fabio Lottaroli, Leandro Soraperra e Luca Zatta. Al 9.01, in power play, Brett Lysak riesce a mettere la pala su un disco che vede la linea di porta a pochi centimetri ed ad infilare l’1-0. Il tempo centrale si apre con la rete del 2-0 Vipers al 23.14, quando Daniel Tkaczuk, in linea con Maurizio Mansi e Justin Peca, si trova in uno contro zero, sfila Phil Groeneveld con un elegante finta e cambio di direzione per poi alzare il disco sotto la traversa; gli uomini di Ron Ivany protestano perchè a loro modo di veder il puck non è emtrato, ma Lottaroli non cambia idea e convalida il 2-0. Al 32.11, dopo un ingaggio vinto, Georg Comploi riceve il disco all’altezza della blu, scagliandolo al volo in rete per il momentaneo 2-1. Quando il momento peggiore sembra passato ecco il pareggio al 37.38 con Faggioni che abilmente trova Franco Narcisi con un passaggio che attraversa in orizzontale lo slot rossoblu, il giocatore del Ritten Sport è solo e può, da posizione discretamente defilata, infilare Magnus Eriksson. Da una penalità fischiata a Christopher Joseph; il Ritten Sport, fino a questo momento a secco nei powerplay nella serie, trova Richard Rochefort che, chiuso sulla blu da due meneghini pesca Stephen Rymsha solitario nello slot, il top scorer del campionato parte da sinistra ed incrocia, per poi beffare, Magnus Eriksson con un brusco cambio di direzione sottoporta. E’ il 51.31 e per gli ospiti è il primo vantaggio. Al 53.17 Armin Helfer, in powerplay, parte dal proprio terzo sfila sulla sinistra prova una prima botta, raccoglie il rebound e da posizione dove lo specchio della porta è di pochi centimetri trova lo spiraglio vincente grazie ad un errore di Phil Groeneveld che poggia la pinza sul ghiaccio, ma non blocca il disco. 3-3. A decidere il risultato sono gli shootout. Comincia il Ritten Sport con Flavio Faggioni che buca bene Magnus Eriksson, gli risponde Daniel Tkaczuk, poi manda a lato Stephen Rymsha, mentre Brett Lysak dà il vantaggio al Milano. Nella terza serie Blaine Down colpisce il palo, mentre Armin Helfer si fa addomesticare da Phil Groeneveld. Oleg Timchenko ridà fiato al Ritten Sport prima che Ryan Savoia rimetta le cose a posto. Quando il tiro centrale di Randy Dagenais finisce nella pinza di Magnus Eriksson, che cadendo all’indietro ha il tempo di farlo ballare nel palmo del guanto per assicurarlo meglio, si chiude la gara e la stagione 2005/06. Milano è Campione d’Italia per la quinta volta consecutiva, eguagliando il record del Cortina che conquistò lo scudetto dal 1964 al 1968. Stephen Rymsha del Ritten Sport si aggiudica la classifica marcatori con 82 punti, frutto di 40 goal e 42 assist, seguito da Michael Harder (Alleghe, 66 p.ti, 25 + 41), Blaine Down (Ritten Sport, 61 p.ti, 20 + 41), Daniel Tkaczuk (Milano, 57 p.ti, 20 + 37) e Daniel Olsson (Val Pusteria, 55 p.ti, 20 + 35) Formazione Campione d’Italia: Nicola Barban – Christian Borgatello – Giuseppe Busillo – Giuseppe Chiesa – Mario Brian Chitarroni – Ryan Christie – Paolo Della Bella – Mark Demetz – Michael Di Stefano – Magnus Eriksson – Dino Felicetti – Patrick Frizzera – Armin Helfer – Christopher Joseph – Greg Koehler – Riku Petteri Lehtonen – Alberto Lunini – Brett Lysak – Maurizio Mansi – Ilario Marchetti – Corrado Michael Mezzacane – Tommaso Migliore – Andrea Molteni – Matteo Molteni – Maximillian Oberrauch – Justin Peca – Benedetto Pirro – Marco Pozzi – Marco Raymo – Ryan Savoia – Trevor Sherban – Michele Strazzabosco – Daniel Tkaczuk. Allenatore: Adolf Insam

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Si ringrazia il Sig. Edoardo Ranzoni dell’Ufficio Stampa FISG e Claudio Nicoletti (www.milanosiamonoi.com) per la gentile collaborazione.

Le foto appaiono per gentile concessione di:

IIHF – SIHSS Swedish Icehockey Historical and Statistical Society – Società laPavoni S.p.A. – HC Bolzano – Mastini Varese Hockey – SG Cortina – Alex del Fanclub Fanatics HCM – HC Gherdeina – Asiago Hockey AS – HC Merano – HCJ Milano Vipers – Ritten Sport Hockey – Pete Walch (www.panthershistory.co.uk).